DL AMBIENTE: MAGGIORANZA CAMBIA IDEA SU TUTTO

Qual è l’idea di ambiente del centro destra? Di certo dal decreto ambiente non si capisce. La maggioranza cambia idea su tutto. Questo decreto semplifica le procedure Via/Vas per le rinnovabili, ma cambia strategia rispetto ai provvedimenti precedenti, come il Dl agricoltura e il Dl aree idonee. In un soffio si è passati da “piccolo è bello” a favorire i grandi impianti. A quale versione dovranno credere gli stakeholder che hanno presentato progetti? Ci troviamo di fronte a una maggioranza confusa che dopo aver attaccato il Green new deal, oggi appoggia e asseconda Von Der Leyen. Non si vede né un cambio di rotta, né un proseguimento verso una ricerca sull’economia green e circolare, sulla quale in Italia ci sono eccellenze e start up. La maggioranza ha cambiato idea, fortunatamente, anche sull’emendamento Paroli sull’affidamento in house per i servizi idrici a privati, tema su cui si rischia di generare procedure di infrazione o addirittura il blocco delle risorse del Pnrr, con conseguenze devastanti su economia e occupazione. Da un governo arrogante, che presenta testi blindati e che usa il Parlamento come un pro forma, ci saremmo aspettati di più su temi fondamentali, uno su tutte, le terre rare, trattato in modo marginale. Non c’è nulla sulla transizione ecologica per l’industria tradizionale. Nulla neppure sul nucleare, di cui parlano come se fosse alle porte e poi in questo decreto non c’è nemmeno un accenno.

Dl Ambiente: fermata privatizzazione acqua

Grazie all’intervento unitario di tutte le opposizioni la maggioranza ed il governo hanno fatto marcia indietro sull’emendamento Paroli che avrebbe aperto ai privati l’acqua pubblica. In Commissione abbiamo argomentato non solo la contrarietà al testo dell’emendamento, ma anche l’opportunità di inserire nel decreto ambiente una norma cosi delicata.

Stellantis: basta navigare a vista, governo agisca

Le dimissioni di Tavares rappresentano un ulteriore elemento di incertezza per il settore automotive, un pilastro dell’economia europea e italiana che sta vivendo una fase di fragilità. In Italia, la situazione è critica: la transizione tecnologica, l’aumento dei costi delle materie prime e l’assenza di una chiara strategia industriale stanno mettendo in ginocchio anche le aziende dell’insorto, con gravi ricadute sull’occupazione. Il governo italiano, tuttavia, sembra ancora una volta assente. Ci sarà finalmente l’apertura di un tavolo per affrontare la crisi del settore dell’automotive? Oppure si continuerà a navigare a vista, lasciando che migliaia di posti di lavoro vadano persi? L’automotive non è solo un settore industriale: è un motore d’innovazione, tecnologia e competitività per il nostro Paese. È imprescindibile che il governo lavori anche in ambito europeo, cercando un accordo che consenta all’industria di affrontare la transizione ecologica senza perdere competitività e garantendo al contempo una rete di sostegno per le aziende in difficoltà. Serve un piano straordinario che preveda incentivi mirati, investimenti nella ricerca e sviluppo di tecnologie green, e un impegno concreto per il rilancio delle imprese italiane. Senza un’azione tempestiva e coordinata, rischiamo di assistere al declino di un settore strategico, con conseguenze devastanti per l’economia e il lavoro. Il governo ha il dovere di rompere il silenzio e di dimostrare che esiste una visione per il futuro dell’automotive in Italia. Non possiamo più permetterci ritardi o indecisioni.

TORINO: DISORDINI INACCETTABILI, STIAMO CON FORZE DELL’ORDINE

I disordini che si stanno verificando a Torino sono inaccettabili. L’espressione del dissenso non può mai sfociare in scontri aperti con le forze dell’ordine e atti di intimidazione nei confronti delle persone. Siamo e saremo sempre dalla parte degli agenti. Spiace che i soliti antagonisti, centri sociali e pro pal abbiano approfittato dello sciopero generale e del corteo per mettere in atto una guerriglia urbana. Bruciare fantocci di personaggi politici o occupare binari del treno non sono forme di protesta legittime. È necessario abbassare i toni e riportare il confronto a modalità consone a una democrazia.

Imprese: Iv su Diageo, Urso si attivi per salvaguardare lavoratori

Cosa sta facendo il ministro Urso dopo l’annuncio da parte di Diageo, multinazionale del settore delle bevande alcoliche, di voler chiudere lo stabilimento di Santa Vittoria d’Alba entro il 2026, con il conseguente licenziamento di tutte le lavoratrici e lavoratori? È necessario che il ministro si attivi immediatamente per garantire la continuità produttiva dello stabilimento e la salvaguardia dei posti di lavoro. Ci aspettiamo che Urso verifichi le motivazioni addotte dalla proprietà per giustificare la chiusura di uno stabilimento che è eccellenza della produzione in Piemonte.

Scontro Giuli-Crosetto ennesimo regolamento di conti in Fdi

Il clamoroso scontro in atto nel governo, relativo alla Presidenza di una prestigiosa istituzione come il Museo Egizio di Torino, denota ancora una volta da un lato il tentativo di una permanente volontà di occupazione militare di ogni spazio di gestione pubblica da parte della corrente storica di Fratelli d’Italia e dall’altro dell’evidente divaricazione in corso tra il Ministro della Cultura, Giuli, che nella circostanza ha esercitato una autonomia di giudizio evidentemente non gradita in Via della Scrofa e il Ministro della Difesa, Crosetto, che nella circostanza ha evidentemente tentato una operazione di tutoraggio proconsolare piemontese evidentemente fallita. Viene da chiedersi, in proposito, quale sia l’opinione dell’altro esponente piemontese di governo, il sottosegretario Delmastro, che ben difficilmente si sarà tenuto alla larga da questa vicenda e che sarebbe interessante capire ora se sta dalla parte del ministro Giuli o del suo conterraneo ministro Crosetto. In ogni caso, che nella giornata in cui in maggioranza sono arrivati ai ferri corti sul canone Rai, nel governo sia andato in scena uno scontro al fulmicotone tutto interno al governo e a Fratelli d’Italia denota il fatto che a Giorgia Meloni iniziano a sfuggire di mano le redini della carovana. Quello che è certo è, comunque, che una istituzione prestigiosa e di grande rilievo come la Fondazione del Museo Egizio di Torino non merita di essere tirata in ballo dentro l’ennesimo regolamento di conti tra correnti del partito della premier.

European Youth Forum: soddisfazione per Parma

Grande soddisfazione per un riconoscimento che premia l’impegno di una città capace di valorizzare la creatività, l’energia e le idee dei giovani. Il progetto che mette al centro le piazze, con il focus sulla partecipazione attiva, l’inclusione sociale e la sostenibilità, rappresenta un modello innovativo e ispirante per tutta l’Italia e per l’Europa. Il coinvolgimento diretto dei giovani nella costruzione di questa visione dimostra che quando si creano spazi autentici di confronto e collaborazione, le nuove generazioni sanno dare il meglio di sé, contribuendo non solo a migliorare la qualità della vita della propria città, ma anche a rafforzare l’identità europea al sindaco Michele Guerra, all’amministrazione comunale e a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno reso possibile questo straordinario risultato devono andare i nostri ringraziamenti. Parma ha ora una grande responsabilità: dimostrare come una città possa essere il cuore pulsante di un’Europa più inclusiva, partecipativa e sostenibile. Sono sicura che saprà esserne all’altezza.

Sanità: DDL mototerapia, Parlamento a servizio dell’amichettismo

Voglio ringraziare la collega Cattaneo, che ha spiegato cosa è una ricerca scientifica, perché è evidente che con la mototerapia non siamo di fronte a una ricerca scientifica, ma al Parlamento che viene messo al servizio dell’amichettismo. È uno dei punti più bassi di questo Parlamento, perché ci sono bambini malati, che hanno emozioni e voglia di vivere, e c’è chi li si solletica con una legge che non ha nulla di scientifico. È incredibile che non si capisca la differenza tra normare e fare finta carità pietosa. Non siamo una associazione caritatevole, siamo il Parlamento.

Libri: 18app funzionava, governo nemico della cultura Libri

Che la 18app funzionasse e servisse per i ragazzi e per il mercato culturale lo sapevamo. Come sapevamo che il governo stesse facendo un errore clamoroso cancellandola. I dati ora lo certificano. È un governo nemico della cultura. Il mercato del libro, che in questi anni è andato sviluppandosi, per la prima volta sta regredendo. Le carte Merito e Cultura, come era prevedibile, hanno fallito. La 18 app era una misura universale che rappresentava l’impegno dello Stato alla diffusione della cultura e un grande investimento verso i più giovani. Ma è sempre più evidente che questo governo non investe nel futuro.

Codice Strada: solo norme spot, Governo non ascolta vittime di incidenti

Questo nuovo codice della strada non dà risposte complessive sulla sicurezza. Ci sono norme spot, come quelle contro l’assunzione di alcol e droghe, ma manca una cornice ideale per contrastare i morti sulle strade. Ci sono le incongruenze tipiche del ministro Salvini, che ha inasprito un po’ le pene e le multe, ma poi ha annacquato la possibilità di fare davvero la differenza per non andare contro a certi suoi elettori. Avremmo voluto dare voce alle tantissime lettere che abbiamo ricevuto dalle Associazioni vittime della strada, dai soggetti che sulla loro pelle hanno vissuto davvero le tragedie, che ci hanno scritto per porre rimedio a questo codice, ma non ci è stata data la possibilità. Per questo voteremo contro. Viene da sorridere vedendo un governo che fino a ieri ha difeso l’autonomia differenziata, e che oggi stabilisce centralmente quali possono essere le zone a traffico limitato e le zone a trenta all’ora. Un sindaco non è in grado di decidere sulla sua città? Ha bisogno che gli dia indicazioni un funzionario del ministero, che non conosce il territorio?