ENERGIA: ‘GOLAR TUNDRA’ VITTORIA ITALIA CHE VUOLE CRESCERE

L’arrivo a Piombino dell’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione Golar Tundra segna la vittoria dell’Italia che vuole crescere ed essere libera. Con 5 miliardi di metri cubi di gas che arrivano riusciremo a soddisfare il 6% del fabbisogno di gas d’Italia. Ragioni economiche e geopolitiche ci spiegano che l’autonomia energetica è prioritaria per il Paese e il rigassificatore è un passo importante nella giusta direzione.

LAVORO: A CONTE NON INTERESSANO DIRITTI E OCCUPAZIONE

È evidente a tutti che a Conte non siano mai interessati né i diritti né la creazione di posti di lavoro, sarà per questo che considera il Jobs Act un fallimento. Il Jobs Act ha creato oltre un milione di posti di lavoro, di cui circa la metà a tempo indeterminato, ha ampliato i diritti ed esteso le tutele con la Naspi, ha introdotto norme contro le finte partite Iva, ha esteso le tutele per i rider, ha abolito l’odiosa pratica delle dimissioni in bianco e per la prima volta è stato inserito il diritto a un congedo dal lavoro retribuito per le donne vittime di violenza Se questo è il fallimento di cui parla Conte, beh, noi ne siamo orgogliosi.

Teatro Regio di Parma: chiediamo che chiuda le celebrazioni verdiane

Riconoscere il teatro Regio di Parma come monumento nazionale completa il percorso iniziato nel 2020 con Parma capitale italiana della cultura e rende la città, sempre più centrale per il food e l’economia, un centro culturale ancora più forte. Oggi più che mai chiedo al ministro della Cultura e al governo che sia proprio il teatro Regio a chiudere le celebrazioni verdiane. Il Regio è un teatro di tradizione e non sinfonico, ma non per questo può essere escluso dai festeggiamenti. Sarebbe una mancanza intollerabile nei confronti della culla del festival Verdiano, uno scippo ingiustificabile. Auspico che il riconoscimento del Regio sia anche l’occasione per portare alla ribalta anche l’orchestra Toscanini in questi anni troppo spesso sacrificata, fatta di giovani professionisti che meritano il rispetto e il giusto riconoscimento a livello regionale e nazionale.

Corteo anarchici: non bastano le denunce, bisogna accertare le responsabilità

Chi ha autorizzato che a Torino il sit-in, convocato dalle organizzazioni della galassia anarchica, si trasformasse in manifestazione e quali responsabilità il Ministro individua nelle decisioni assunte dagli organi preposti alla sicurezza della città? È incredibile che alcune centinaia di persone, provenienti anche da Spagna, Francia e Germania, siano potute entrare in Italia e arrivare a Torino con mazze, bastoni, martelli e bombe carta e provocare disordini e atti vandalici malgrado l’ampio preavviso che avrebbe potuto consentire contromisure preventive più efficaci. E ancor più incredibili sono le parole di stupore del Questore di Torino, Vincenzo Ciarambino, di fronte a quanto accaduto. Non bastano le denunce, ora è necessario che siano accertate le responsabilità.

L’accordo Fiere Parma e Milano è una grande opportunità

Il via libera alla collaborazione tra Fiere di Milano e Fiere di Parma è una straordinaria opportunità ed è sicuramente l’evidente riconoscimento dell’importanza che Parma sta avendo nel mondo fieristico. Parma, che negli anni è divenuta snodo strategico con il potenziamento della rete stradale, del trasporto locale e dei servizi di accoglienza, con l’arrivo del salone del motorismo storico Automotoretrò si era già conferma un polo attrattivo per il settore fieristico nazionale. Ora l’accordo che conferisce a Fiere di Parma il ramo di azienda di Tuttofood, permetterà a Parma, che con Cibus ha il primato degli eventi sul food del Paese, di essere alla guida dei principali eventi fieristici dell’agroalimentare e poter così competere ai più alti livelli con le fiere internazionali dedicate al settore. Naturalmente alle istituzioni il compito di vigilare affinché sia rafforzato l’interesse del territorio, a partire dalla salvaguardia di Cibus, vera vetrina del food made in Italy e motore economico per la food valley.

CULTURA: IL REGIO DI PARMA SIA PROTAGONISTA DELLE CELEBRAZIONI VERDIANE

Dichiarare il teatro Regio di Parma come monumento nazionale non è solo giusto, ma è un atto dovuto. Il teatro Regio ha una tradizione antica, è luogo di eccellenza della grande tradizione operistica italiana, è il teatro che più di ogni altro ha consentito a Giuseppe Verdi di far conoscere la sua musica. Proprio per questo suo legame indissolubile con Verdi è necessario che il teatro sia incluso nelle iniziative musicali in sostegno del progetto di salvaguardia e promozione della casa museo di Verdi. La procedura vedeva coinvolte solo le fondazioni lirico sinfoniche, tralasciando un teatro di tradizione come il Regio di Parma che è culla del festival Verdiano. Sono certa che il ministro saprà, insieme al sindaco, trovare la giusta soluzione per vedere il Teatro protagonista delle celebrazioni, perché la politica ha il compito di mettere il buon senso e andare oltre i tecnicismi. Mi appello però al governo affinché si avvii una procedura d’urgenza per affrontare il tema del Fondo Unico dello Spettacolo, anche riprendendo il lavoro portato avanti da tutto il Parlamento nella scorsa legislatura. La pandemia ci ha insegnato che senza il turismo eravamo più soli e che possiamo e dobbiamo vivere di bellezza, la bellezza della cultura che tutto il mondo ci invidia. E dobbiamo ricordare che l’arte e lo spettacolo sono attività produttive non solo di bellezza ma anche di Pil.

Siccità: non basta una cabina di regia

L’azione del governo non si esaurisca con la cabina di regia sulla crisi idrica. Ora è necessario che vengano coinvolti tutti i soggetti in campo affinché si crei un circolo virtuoso che potenzi le energie e
non le disperda. Da tempo chiediamo che si facciano investimenti per interventi strutturali. Si deve predisporre un piano nazionale per salvaguardare le risorse idriche, investendo in impianti di recupero dell’acqua piovana e in un piano di finanziamento di riuso delle acque da attuare con l’Ance. Ma soprattutto serve la programmazione e l’uso ragionato dei fondi del Pnrr. Con la siccità ci saranno conseguenze gravi per interi settori produttivi: sono messi a rischio 300 mila imprese agricole, il made in Italy del food e l’intera filiera agroalimentare. Questa volta non si può perdere tempo con interventi di facciata.

Dl sisma: non sufficiente ma voto favorevole

Questo decreto non è sufficiente perché non affronta il problema fondamentale di ogni calamità: razionalizzare la ricostruzione con una procedura unificata. Il provvedimento si limita a rinnovare il tentativo di far ripartire territori colpiti da un terremoto ma in una prospettiva soltanto emergenziale. Si mettono in campo soluzioni già sperimentate quando in realtà le risorse messe a disposizione grazie al Pnrr avrebbero consentito di rivedere il modello economico ed edilizio utilizzato fin qui. Spiace anche constatare come la maggioranza abbia respinto gli emendamenti di buonsenso che avrebbero, per esempio, evitato ai cittadini di Ischia di dover pagare l’Imu su case, ora distrutte, costruite grazie a un condono. E tuttavia, il nostro gruppo voterà a favore del decreto perché le comunità che vivono la tragedia del terremoto hanno bisogno non di polemiche ma, appunto, di risposte.

Carceri: è urgenza civile, intervenire subito

Dallo stato delle nostre carceri si misura il livello di civiltà del nostro Paese e quanto sia in grado di garantire i diritti. Purtroppo la cronaca, come quella che riporta quanto accaduto negli anni nel carcere di Ivrea, ci mostra la fotografia di una realtà che poco o nulla ha a che fare con il rispetto della dignità. È urgente intervenire affinché nessun abuso venga mai più a ripetersi, affinché la tutela della dignità delle persone recluse non sia un’opzione, ma un dovere. Troppo spesso ci troviamo a chiedere che sia fatta luce sulle violenze ripetute nelle carceri. Oggi chiediamo che sia avviato un monitoraggio continuo per prevenire gli abusi e le violenze e per cogliere le sofferenze dell’intero sistema carcerario, dalle persone detenute alla polizia penitenziaria sino a tutti coloro che lavorano in carcere, ma soprattutto per trovare soluzioni. Durante il governo Renzi furono avviati gli stati generali dell’esecuzione penale, un percorso che fu colpevolmente interrotto dal governo gialloverde. Ora occorre tornare ad occuparsi delle condizioni del mondo penitenziario, una tra le più pressanti urgenze civili.

AUTONOMIA: FARE IMPRESA SARÀ ATTO EROICO

Preoccupa la proposta di autonomia, a cui è mancato un confronto preventivo, e non preoccupa solo noi di Italia Viva, ma anche i tanti sindaci che stanno alzando la voce. La pandemia prima e la crisi energetica dopo avrebbero dovuto far riflettere il legislatore su quanto il Titolo V, che ha decentrato materie importanti come la sanità, dovesse essere ripensato. Invece si sta andando nella direzione opposta, con autonomia maggiore anche in settori strategici. Nel progetto c’è addirittura la possibilità che le grandi infrastrutture vengano frammentate: un’autostrada che attraversa l’Italia sarà in capo ad almeno dieci regioni. E gli imprenditori che hanno già 21 regole diverse per aprire un’azienda, si troveranno a dover affrontare ancor più burocrazia sia a livello centrale sia a livello locale. Fare impresa diventa un atto eroico.