Teatro Regio: gesti plateali inutili e Shawrz inadeguato

“Per far ripartire il Teatro Regio di Torino non c’è bisogno di annunciare gesti plateali, occorre lavorare con serietà e competenza, valorizzando le numerose professionalità interne e allontanando chi, in questi mesi, non è stato all’altezza del proprio ruolo. Mi riferisco soprattutto a Sebastian Shawrz, salutato come il salvatore dell’ente, ma che lo ha portato in pochi mesi al Commissariamento”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva, sulle dichiarazioni di Rosanna Purchia “pronta ad incatenarsi” pur di sanare il Teatro Regio.

La lista dei rimpianti di Torino

I disastri di Appendino hanno trovato purtroppo una sponda in alcuni ministri di questo governo. Ed a pagare le conseguenze sono ancora una volta i cittadini che vedono Torino, i suoi storici enti e le istituzioni, perdere prestigio e credibilità e la qualità della vita ridursi notevolmente. Ultimo in ordine di tempo la crisi del Teatro Regio che continua ad essere affidato a persone esterne alla città, prima Graziosi e Schwarz ora al Commissario Purchia, invece di valorizzare le professionalità che già conoscono l’ente. Senza dimenticare il Tribunale Brevetti europeo destinato a Milano e che avrebbe potuto garantire ricadute economiche territoriali per circa 300 milioni di euro all’anno. Tornando indietro di pochi mesi potremmo ricordare le Olimpiadi invernali perse ma la lista dei rimpianti è lunghissima. Il prossimo anno Torino cambierà il sindaco ma i danni della Giunta Appendino e del M5S su ripercuoteranno per decenni sulla città

Sitaf e l’ambiguità dell’Appendino

La cessione delle azioni Sitaf al gruppo Gavio smaschera ancora una volta l’ambiguità di Chiara Appendino. Subito pronta a livello nazionale per nazionalizzare Autostrade, a livello locale e contro il parere della Città Metropolitana vende però ai privati la Torino – Bardonecchia soltanto per fare cassa, rifiutando l’offerta di Anas. Gavio è un gruppo industriale serio ma la doppia morale del Movimento 5 Stelle è evidente e ipocrita.

Se poi consideriamo che il raddoppio del tunnel del Frejus verrà utilizzato, a quanto pare, non per ragioni di sicurezza ma per implementare il traffico su gomma ed il passaggio dei tir abbiamo la plateale conferma che al M5S dell’ambiente e della Val di Susa non importi niente. Evidentemente per il M5S i treni inquinano ma i tir no.

Torino: stop ‘totonomi’ per sindaco, prima i programmi

“Per risollevare Torino dopo questi anni di disastri causati dal M5S e da Chiara Appendino c’è bisogno di un progetto, non soltanto di nomi. Il dibattito politico e mediatico di queste settimane si sta purtroppo focalizzando quasi esclusivamente sul totonomine di ipotetici candidati a sindaco senza individuare alcuna priorità o linee programmatiche per rilanciare la città. Torino vive oggi una crisi profonda, causata non soltanto dal lockdown, ma dalle continue scelte sbagliate, dall’incompetenza e dalla mancanza di visione strategica di chi la governa”: è quanto dichiara la deputata di Italia Viva Silvia Fregolent.

“Per Torino si deve aprire una fase nuova. Per Italia Viva però prima vengono i programmi e poi i nomi. In questa fase, non solo per il capoluogo ma anche per tutte le amministrazioni locali che andranno al voto in Piemonte, Iv sta quindi cercando di dialogare con le forze politiche riformiste ed in particolare con i Moderati, un partito con cui ci sono convergenze programmatiche, non solo a livello nazionale per la presenza di Giacomo Portas nel nostro gruppo parlamentare, ma anche in alcuni territori”: conclude Silvia Fregolent.

Teatro Regio: disastro annunciato, Appendino senza vergogna

Chiara Appendino si dovrebbe vergognare e chiedere scusa alla città ed ai lavoratori del Regio. Se il Teatro si trova in difficoltà la colpa principale è del sindaco di Torino che due anni fa decise, in assoluta autonomia, di imporre come sovrintendente di uno dei centri lirici più importanti del mondo una figura non all’altezza. Ed in particolare un laureato in economia aziendale che aveva dovuto dare, pochi mesi prima, le dimissioni da amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi a causa di un disavanzo di bilancio di 600 mila euro.
Sulle capacità e sulle competenze di William Graziosi avevamo sollevato perplessità fin dal 2018, anche attraverso interrogazioni parlamentari, ma nessuno ci aveva purtroppo ascoltato. Il disastro del Regio è l’ennesimo fallimento di un sindaco arrogante, incapace e pronto sempre a scaricare le colpe sugli altri.

Museo Egizio ostaggio delle faide nel M5S

La riapertura, domani 2 giugno, del Museo Egizio è una bella notizia per Torino e per l’Italia: si tratta di uno dei centri espositivi più importanti del mondo che nel 2019, con i suoi 853mila ingressi, è stato il terzo museo nazionale più visitato.

Nonostante gli straordinari risultati ottenuti il M5S, dopo aver distrutto l’offerta culturale della città, sta cercando ora di compromettere il rilancio dell’Egizio in questo periodo difficile, opponendosi solo per ragioni ideologiche al rinnovo dell’attuale Presidente Evelina Christillin che in questi anni ha portato il museo, anche grazie al management e alle professionalità impiegate, ad una crescita costante di prestigio e visitatori. E’ poi veramente singolare che il Movimento Cinque Stelle dica no al terzo incarico per il Presidente dell’Egizio, mentre vuole cambiare il proprio statuto abolendo il vincolo del secondo mandato.

Inchiesta Regio: ennesimo passo falso preclude ricandidatura Appendino

“Italia Viva è da sempre garantista ma spiace che l’inchiesta sull’ex sovrintendente del Teatro Regio di Torino, William Graziosi, imposto da Chiara Appendino senza alcuna selezione pubblica come denunciammo mesi fa, getti discredito ed infanghi il prestigio di uno teatri di musica lirica più importanti del mondo”:  è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva, sulle notizie relative all’inchiesta che coinvolge il Teatro Regio di Torino.

“Da tempo avevamo denunciato che l’ex sovrintendente non aveva le competenze per gestire il Regio: Chiara Appendino ancora una volta ha dimostrato non solo di non saper gestire la città ma di nominare puntualmente persone sbagliate nei posti chiave dell’amministrazione pubblica. E’ ormai evidente che questo ennesimo evidente errore precluda ogni sua possibilità di ricandidarsi a sindaco”: conclude Silvia Fregolent.

Sulla Asti-Cuneo

Dal Ministero delle Infrastrutture abbiamo avuto la conferma che l’avvio dei lavori del lotto mancante dell’Asti – Cuneo sarà immediato, assieme alle opere accessorie per garantirne la connessione con la viabilità locale. Quello che però il ministero non ha chiarito fino in fondo è se il modello di ‘finanziamento incrociato’ con la società di concessioni autostradale Satap, che anticiperà i 350 milioni di euro per completare l’opera per poi stornarli dalla concessione della stessa Asti – Cuneo e dall’eventuale rinnovo dalla gestione congiunta del tratto autostradale Torino – MIlano, potrebbe essere considerato dall’Unione Europea come aiuto di stato. Chi volesse subentrare per la concessione delle due autostrade dovrebbe infatti partire da una base d’asta ad oggi stimabile in oltre 1miliardo e 100 milioni di euro: una cifra molto elevata capace di scoraggiare le società interessate e quindi favorire direttamente l’attuale gestore.

Pericoloso e inutile trasformare le principali strade di Torino in finte piste ciclabili

Limitare la velocità de controviali di Torino a 20 chilometri all’ora è l’ennesima follia di Chiara Appendino. I principali assi viari cittadini non possono essere equiparati alle piste ciclabili, soprattutto in questa fase dove le evidenti criticità del trasporto pubblico in piena ripartenza delle attività stanno incentivando i cittadini ad utilizzare i mezzi privati. Si rischieranno ingorghi e disagi per tutta la popolazione e seri pericoli per i ciclisti costretti a muoversi tra le file di auto rallentate. E’ necessario implementare la mobilità dolce ed in sicurezza, ma pensare di trasformare le strade a grande intensità in finte piste ciclabili è l’ennesima dimosrtazione dell’improvvisazione, del dilettantismo e dell’incapacità del sindaco di Torino

Fase 2 e trasporto pubblico

Non possiamo prendercela con i cittadini che per tornare a lavoro o per svolgere attività essenziali sono costretti ad utilizzare in massa i mezzi pubblici. Era ampiamente prevedibile che anche a Torino, come in tutta Italia, la Fase 2 avrebbe comportato problemi per il tpl in sicurezza e creato situazioni in cui sarebbe stato difficile garantire il distanziamento sociale. Appendino e Cirio avrebbero dovuto predisporre, per tempo, un servizio di trasporto pubblico efficace ampliando la frequenza degli autobus o potenziando alcune linee strategiche. Ancora una volta però a Torino ed in Piemonte le responsabilità della ripartenza in sicurezza vengono scaricate sui cittadini.

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