SICCITÀ: IL GOVERNO NON PERDA TEMPO

Con la siccità non è a rischio solo il territorio italiano, ma interi settori produttivi. Il governo non perda tempo e ascolti l’allarme dei consorzi agricoli e delle associazioni ambientaliste. L’emergenza idrica non solo sta mettendo in difficoltà tutto il comparto agricolo e l’intero settore del Made in Italy del cibo, ma darà problemi anche al settore industriale. I fondi ci sono, ora è necessario che il governo si attivi senza perdere ulteriore tempo. Si facciano investimenti per interventi strutturali e si metta in campo un piano nazionale per salvaguardare le risorse idriche con una seria programmazione e con un uso ragionato dei fondi del Pnrr.

La Russa inadeguato e preoccupante

Il presidente La Russa dimentica il suo ruolo di seconda carica dello Stato e riesce nella miracolosa impresa di esprimersi in modo inadeguato su donne e omosessuali nella stessa intervista. Non so se augurarci che le dichiarazioni del presidente del Senato siano frutto del desiderio di rivolgere tutto in burla o siano realmente rispondenti al suo pensiero. In ogni caso dobbiamo preoccuparci.

Trasporti: il Governo ascolti l’allarme del settore

La mancata erogazione dei ristori per il caro gasolio sta mettendo in ginocchio l’intero comparto dell’autotrasporto merci italiano. Il governo ascolti il grido d’allarme delle associazioni di categoria, prima che a pagarne le conseguenze siano un intero settore produttivo e gli stessi cittadini italiani. Teresa Bellanova, da viceministra del governo Draghi, aveva istituito un tavolo di confronto per affrontare tutte le criticità e scongiurare il fermo del settore dei trasporti e della logistica. Ad oggi, però, quello che era stato pensato come un tavolo permanente è stato abbandonato dal governo Meloni il governo non ha più scuse: i 310 milioni di euro, previsti per mettere in sicurezza gli autotrasportatori rispetto alle variazioni nel costo del carburante, devono essere erogati. Salvini smetta di fare campagna elettorale e inizi a occuparsi dei problemi degli italiani.

Maltempo: basta parole, il governo ripristini Italia Sicura.

L’allerta meteo sta mettendo nuovamente in allarme il Paese. La protezione Civile parla di una situazione drammatica in Sicilia. Non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza: dobbiamo mettere in sicurezza il territorio, con la prevenzione. Sia ripristinata l’unita di missione Casa Italia – Italia Sicura. Noi abbiamo scelto di fare opposizione sfidando la maggioranza con proposte serie, condivisibili, nell’interesse dei cittadini. Il 14 febbraio scadono i termini dell’ordine del giorno, approvato al Senato, che impegnava il governo a presentare una proposta per la ricostituzione dell’unità di missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura, smantellata da Giuseppe Conte con il governo gialloverde. Ora sta alla maggioranza accettare la sfida e passare dalle parole ai fatti, per il bene del Paese.

Infrastrutture: il Paese è bloccato

Il Paese è bloccato e nel governo i ministri litigano, inutilmente. Il ministero guidato da Sangiuliano è riuscito a far “imbufalire” Salvini per il no della sovrintendenza alla realizzazione dell’Asti-Cuneo, l’autostrada delle Langhe che non riesce ancora a vedere il completamento. Anche Pichetto Fratin dovrà trovare una soluzione per i blocchi agli 800 progetti di impianti per le energie rinnovabili causati dalle valutazioni preventive di interesse archeologico degli organi del ministero della Cultura. Servono a poco i nuovi stanziamenti per le comunità energetiche annunciati dal ministro dell’ambiente, o gli annunci sullo sblocco delle opere infrastrutturali se poi dal ministero della Cultura si vanifica ogni sforzo. Purtroppo per gli italiani oltre alle liti nella maggioranza all’orizzonte non si vedono ancora soluzioni.

Tav: opera strategica per la mobilità sostenibile del paese

“Garantire le risorse per completare la tratta nazionale della Tav per non perdere i finanziamenti comunitari e per garantire da subito la piena funzionalità dell’infrastruttura”: è quanto affermano in una nota congiunta le deputate di Italia Viva Raffaella Paita e Silvia Fregolent, rispettivamente Presidente della Commissione Trasporti e capogruppo in Commissione Ambiente sui contenuti del parere al Documento strategico per la mobilità sostenibile, approvato oggi, mercoledì 2 marzo, a Montecitorio.
“Il documento impegna infatti il governo a finanziare completamente la tratta Bussoleno – Avigliana stanziando ulteriori 119 milioni di euro ed assicurando le risorse necessarie per realizzare la tratta Avigliano – Orbassano. Dopo lo stop ideologico causato dal M5S e dal Governo Conte I, la Torino – Lione torna al centro delle politiche nazionali per mobilità sostenibile e lo sviluppo ecocompatibile del territorio”: concludono.

Chi non rispetta le istituzioni, non può rappresentarle

La rimozione della Garante dei detenuti da parte del consiglio comunale di Ivrea dopo le offese al Premier Mario Draghi è un atto dovuto. E’ ora necessario individuare parametri omogenei per evitare che le persone designate a livello locale siano in grado di assolvere un ruolo di garanzia e rispondano a criteri di indipendenza e professionalità. Il caso di Paola Perinetto purtroppo non è isolato; le esternazioni irresponsabili e farneticanti contro le più alte cariche dello Stato pronunciate recentemente da Antonio Pappalardo, alto funzionario del Ministero di Giustizia, rendono necessaria una seria riflessione sulla compatibilità fra chi rappresenta le istituzioni pur denigrandole: non garantendo quindi un atteggiamento imparziale ed equo rispetto al ruolo che riveste.

I dubbi sulla gestione del Regio erano sensati

Noi di Italia Viva, da convinti garantisti, rispettiamo il lavoro della magistratura e soprattutto aspettiamo la conclusione dell’eventuale iter giudiziario per esprimere un giudizio definitivo sulla vicenda. Detto questo, non possiamo non provare una certa tristezza per le notizie relative alla chiusura delle indagini sul Teatro Regio di Torino. Ancora una volta confermo che i dubbi relativi alla decisione di Graziosi, all’epoca soprintendente, erano e sono sensati.
Non posso non soffermarmi su chi vuole allearsi con coloro che hanno distrutto Torino, ma nutro la profonda speranza che le parole di Zingaretti, per quanto chiare e lampanti, non diventino realtà.
Un Teatro prestigioso come il Regio di Torino non merita di essere screditato da chi non riconosce il suo valore.

Draghi, l’uomo giusto

“Sicuramente questo Paese non ne poteva più di un immobilismo che ormai durava da troppi mesi, Mario DRAGHI è la persona giusta al momento giusto per risollevare le sorti dell’Italia, perché conosce i meccanismi internazionali della grande politica, può dialogare con l’Europa e soprattutto può dare quella svolta al Recovery Plan che il governo CONTE bis non è stato in grado di imprimere”. Così a 9colonne la deputata di ITALIA VIVA Silvia Fregolent, nel giorno in cui il presidente incaricato DRAGHI avvia a Montecitorio le consultazioni con le forze politiche. Riuscirà l’ex numero uno della Banca centrale europea a ottenere il sostegno parlamentare per un governo di alto profilo istituzionale “che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili”, come indicato dal capo dello Stato Sergio MATTARELLA? “Penso proprio di sì – continua la deputata renziana – perché in questo momento il Paese chiede di non andare al voto, di non avere instabilità e vuole che un personaggio come DRAGHI abbia la possibilità di far svoltare e di far migliorare la politica economica del Paese. Il nostro è un Paese veramente sfinito da un’emergenza sanitaria, da un’emergenza sociale ed economica e che non ne può più delle parole ma vuole i fatti. In questo senso DRAGHI è l’uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto”.

Scorie nucleari: bisogna posticipare la tempistica

La scelta dei siti che possono ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari è sbagliata nel metodo e nel merito.

Italia Viva

è pronta a collaborare con la Regione Piemonte e con le comunità e gli enti locali interessati per evitare che i nostri territori, ricchi di risorse ambientali, patrimonio artistico e prodotti agricoli di eccellenza, vengano sfregiati da scelte calate dall’alto. Oggi ho preso parte a una videoconferenza sul tema promossa dalla città metropolitana di Torino.

Il primo passo sarà quello di presentare al Decreto Milleproroghe un emendamento per posticipare la tempistica, ad oggi fissata in sessanta giorni, che hanno gli enti locali per produrre osservazioni rispetto alle aree scelte da Sogin. I due mesi previsti per evitare il silenzio assenso sono infatti troppo pochi, soprattutto in relazione alle difficoltà create della pandemia.