Energia: Strategia deve essere europea o non è Energia

La strategia energetica o è europea o non è. E se è già difficile per l’Europa affrontare la crisi energetica con l’autonomia differenziata e la regionalizzazione diventa impossibile. In Europa ogni Stato ha focalizzato l’attenzione su di sé senza vedere che nel mondo stava succedendo di tutto. Ora si deve cambiare, si deve superare il divieto di aiuti di stato affinché la locomotiva Europa riparta. E poi è mancato un mix energetico maturo. Il Green Deal è partito in modo eccessivo, gli eccessi fanno sempre male. Per far sì che il Made in Italy sia protagonista in Europa occorre cambiare l’approccio che l’Italia ha verso l’Unione Europea, avendo l’orgoglio di incidere attraverso un lavoro quotidiano e la scrittura di direttive e che cambiano davvero le politiche Ue.

Dl Agricoltura: da governo politica dei no

Voteremo contro un decreto che non guarda al futuro dell’agricoltura e alle sue sfide tecnologiche. E ci preoccupa che un provvedimento che guarda al passato per il ministro Lollobrigida delinei l’agricoltura della nazione. Non c’è nulla per il superamento delle emergenze, dai patogeni ai cambiamenti climatici, troppo poco per la peste suina che sta colpendo un settore produttivo che merita maggiore attenzione, che rappresenta il Made in Italy migliore e che a causa dell’inettitudine del governo, rischia il collasso. Nessuna risorsa per l’impresa agricola, niente per gli imprenditori che attendono le autorizzazioni per le rinnovabili che si trovano davanti a un divieto velato. Uno stop a un mondo che ha fatto investimenti per superare l’attuale crisi energetica. Se quando il governo si è insediato ci era stato raccontato che sarebbe finita la politica dei no, oggi invece scopriamo che i no si susseguono, dei no verso il futuro del Paese.

MALTEMPO: Musumeci certifica incapacità del Governo

Il ministro Musumeci non solo certifica l’incapacità del governo di fare prevenzione dai rischi idrogeologici, ma scarica la responsabilità sui cittadini a cui dice di arrangiarsi. Sono mesi che invitiamo la maggioranza a ripristinare l’Unità di Missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura, voluta dal governo Renzi e smantellata dal governo gialloverde. Ma un esecutivo cieco e sordo non ha fatto nulla, non solo per riportare alla luce un progetto che già aveva dato i suoi frutti, ma neppure per mettere in campo strategie alternative. Nulla neppure sul fronte dei ristori alle popolazioni colpite da eventi calamitosi. E oggi arriva la grande trovata del ministro per la Protezione Civile che invita i cittadini ad assicurarsi con le compagnie private. Un fallimento dello stato!
Che il governo non voglia ascoltare le opposizioni, anche quando lo spirito è collaborativo, è ormai sotto gli occhi di tutti: nel decreto Agricoltura all’esame del Senato sono stati bocciati tutti gli emendamenti che riguardano le calamità che in questi giorni hanno colpito il Nord. Il punto è che non ascoltano neppure i cittadini, anche quelli che li hanno votati. Le richieste della comunità dell’Emilia, danneggiata dall’alluvione dello scorso anno, sono state accolte solo dalle opposizioni, con emendamenti per il ristoro dei beni mobili e per dare quanto il governo ha dimenticato di dare o ha dato con quote irrisorie. Dopo le passeggiate di Meloni nel fango alle belle parole è seguito il nulla.

Villa Verdi: Basta annunci e smentite, MiC si occupi di superare degrado

Mentre si rincorrono annunci e smentite tra Morgan e il Ministero della Cultura su chi ricoprirà l’incarico di direttore artistico di Villa Verdi, la dimora che ospitò il compositore resta chiusa e in totale abbandono. Invece di pensare a nuove nomine o a caselle da occupare, ci si dovrebbe preoccupare di superare il degrado per ridare lustro a quello che è simbolo della nostra identità. Ho invitato ripetutamente il ministro Sangiuliano a coinvolgere le istituzioni locali e i privati, per far rivivere quel mecenatismo che ha reso grande il nostro Paese e che potrebbe ridare dignità alla villa di Sant’Agata di Villanova d’Arda.

Caporalato: Lollobrigida o non conosce legge o mente

Che Lollobrigida non sia la persona giusta al posto giusto ce ne eravamo accorti da tempo, ma che il ministro dell’Agricoltura non conosca cosa dice legge sul caporalato introdotta dal governo Renzi o, ancor peggio, menta sui contenuti di quella legge è vergognoso. La legge sul caporalato ha segnato un punto di svolta, prevedendo, tra l’altro, la confisca dei beni delle aziende che usano caporali, l’obbligatorietà dell’arresto in flagranza di reato e l’indennizzo alle vittime usate in agricoltura. Le leggi ci sono, Lollobrigida e il governo Meloni smettano di fare propaganda si attivino per farle rispettare.

Treni: cittadini danneggiati da incapacità di Salvini

Un’altra giornata di passione per il trasporto ferroviario, un’altra giornata che certifica l’inutilità del ministro dei trasporti.
Ritardi fino a quattro ore su alta velocità, intercity e regionali, ancora passeggeri ostaggi dei vagoni. Sabato, costretto dagli eventi, il ministro Salvini ha deciso di giocare a scaricabarile annunciando incontri urgenti con i vertici di ferrovie, oggi tace, probabilmente sopraffatto dall’imbarazzo. Intanto cittadini e turisti continuano a subire i danni della sua incapacità.

Treni: Salvini assente, ad essere irritati sono i cittadini

Treni bloccati, altri con oltre tre ore di ritardo, è questa l’odissea che hanno dovuto affrontare oggi i passeggeri italiani. E il ministro dei trasporti, invece di scusarsi per non aver fatto nulla in questi anni di governo, parla di nomine, di autonomia e scarica le colpe sui vertici di Fs!
Con l’arrivo dell’estate arrivano anche i ritardi e i passeggeri, in gran parte turisti, sono lasciati in balia dei ritardi dei treni, anche quelli ad Alta velocità e alta capacità. Di fronte a simili episodi, non degni di un grande Paese, ci chiediamo cosa stia facendo il ministro competente. Oggi dice di provare imbarazzo, ma dov’era il ministro Salvini quando chiedevamo di usare le risorse del Pnrr per il potenziamento e la ristrutturazione della rete ferroviaria? Dove quando ha cancellato opere per la manutenzione? Ancora una volta si è preoccupato di più di tagliare nastri che dei disagi dei passeggeri. Imbarazzo e irritazione l’hanno i cittadini italiani per avere un simile ministro.

Governo: italiani pagheranno confusione su rinnovabili

Il governo è in confusione. Da un lato il ministro Pichetto Fratin parla di eolico offshore, dall’altra il ministro Lollobrigida si dice contrario e annuncia che farà di tutto per impedirlo. In mezzo ci stanno i cittadini a cui non resta altro che pagare le liti nell’esecutivo sull’energia rinnovabile con l’aumento delle tasse.
Dopo aver bloccato la messa a terra dei pannelli solari nei campi agricoli Lollobrigida fa la guerra agli impianti eolici in mare. Ma il nostro mix energetico non basta più, e la guerra in Ucraina con lo stop all’approvvigionamento del gas russo dovrebbe avercelo insegnato. Invece il
ministro dell’agricoltura si ostina a mettere blocchi allo sviluppo delle rinnovabili che, con un basso impatto ambientale, abbasserebbero il costo dell’energia per cittadini e imprese. Il ministro che fa del nazionalismo la sua bandiera non fa altro che danneggiare il Paese.

Finanze: avvio a proposta Bergesio, modello Parma da replicare

Con l’avvio in commissione Finanze della proposta di legge Bergesio, che mira ad ampliare il welfare sociale, ambientale e culturale attraverso la collaborazione dei privati, inizia il percorso per dare finalmente vita su tutto il territorio nazionale a un circolo virtuoso nell’interesse dei cittadini. La proposta nasce su impulso di “Parma, io ci sto” e del presidente Chiesi. Attivare una collaborazione della pubblica amministrazione con il Terzo settore e i privati non potrà che portare vantaggi alla collettività. Estendere un modello che funziona a livello territoriale, come il modello Parma, con una proposta di legge nazionale rappresenta la buona politica da sostenere.

Pnrr: governo schizofrenico

Dal governo arrivano i tagli ai comuni e alle provincie che stanno costruendo asili, che stanno facendo rigenerazione urbana, che stanno investendo i soldi del Pnrr in servizi per la cittadinanza. Tagli a chi sta attuando i progetti e cercando di portare a compimento le opere, si penalizzano così le amministrazioni più virtuose. Altro che merito, è il governo della schizofrenia che con una mano dà, anche se poco e in ritardo, e con l’altra toglie. Ma soprattutto toglie!