Granchio blu: commissario faccia meglio che per peste suina

Dopo due anni di emergenza granchio blu, in cui si sono registrati danni ingenti, è stato nominato Enrico Caterino come commissario straordinario. Meglio tardi che mai. L’augurio è che faccia meglio di quello per la peste suina. Vincenzo Caputo si è dimesso dopo aver disatteso le promesse fatte agli allevatori e lasciando in ginocchio l’intero comparto. In questi mesi i focolai si sono moltiplicati, andando a intaccare la produzione delle eccellenze del Made in Italy di origine suina e dando un duro colpo all’export. Ora ci auguriamo che il governo non lasci il posto vacante e nomini, invece, qualcuno con poteri d’intervento e risorse in grado di attivarsi immediatamente. Non si può sempre chiudere la stalla quando i buoi, o meglio i suini, sono scappati.

PESTE SUINA: GOVERNO ASCOLTI GRIDO ALLARME ALLEVATORI

È incredibile che resti inascoltato il grido d’allarme degli allevatori suinicoli. Un governo che vede emergenze in ogni dove, a tal punto di ricorrere alla decretazione d’urgenza come mai era stato fatto prima, sembra restare inerte davanti al diffondersi del virus. Purtroppo poco o nulla è stato fatto per arginare la diffusione del virus e ancor meno come ristori alla filiera suinicola e agli imprenditori dell’indotto. E a dirlo non siamo noi, ma I focolai si sono moltiplicati e hanno raggiunto il distretto del prosciutto di Parma, la food valley, con danni incalcolabili non solo al comparto produttivo, ma anche all’export e all’immagine del cibo Made in Italy nel mondo. Da parte del governo c’è stata una sottovalutazione E a dirlo non siamo noi, ma l’ex ministro dell’agricoltura della Lega Gian Marco Centinaio. Ora è necessario correre ai ripari nominando immediatamente un commissario che sia in grado di intervenire in modo mirato e non solo di fare promesse che restano disattese.

Carceri: a Torino punta iceberg, da governo pannicelli caldi

Le rivolte carcerarie di questa notte sono solo la punta dell’iceberg di una situazione incontrollabile e se il governo proseguirà con inutili pannicelli caldi non potrà che peggiorare. Il sovraffollamento in alcuni istituti ha raddoppiato le presenze dei detenuti rispetto alla capienza massima e gli agenti di polizia penitenziaria sono sottodimensionati rispetto alle reali esigenze. Sono condizioni, per chi vi è recluso e per chi ci lavora, assolutamente insostenibili. E le rivolte ne sono una conseguenza diretta. Ma il governo, invece di correre ai ripari e fare approvare subito l’unica proposta seria in campo, quella di Giachetti contro il sovraffollamento carcerario, sceglie di andare in direzione ostinata e contraria, aumentando le pene e i reati. Le nuove norme sulle rivolte invocate dagli esponenti della maggioranza non faranno che aggravare la situazione a tal punto da lasciar pensare che ci sia una precisa volontà da parte del governo.

Dl Infrastrutture: da governo ennesima presa in giro

Alla richiesta di stanziare entro il 2024 le risorse necessarie alla realizzazione e al completamento del raddoppio della tratta ferroviaria Pontremolese il governo ha risposto con un’altra presa in giro, è inaccettabile! L’opera era stata già approvata dal governo Draghi, ma ora risulta che i cantieri registrano ritardi per la mancanza dei fondi necessari a coprire il costo della prima fase realizzativa. Parliamo di un’opera strategica che congiunge Parma con la dorsale Tirrenica e ogni ritardo genera danni a tutto il sistema dei trasporti, considerando che La Spezia è uno dei cuori pulsanti della logistica italiana. Purtroppo il governo, invece di accogliere il mio Ordine del giorno e porre rimedio a inaccettabili ritardi, ha scelto di lavarsene le mani e trasformarlo in una raccomandazione, con buona pace dell’interesse strategico per l’economia italiana.

PESTE SUINA: DOV’È LOLLOBRIGIDA?

Con sei focolai all’interno degli stabilimenti cosa aspetta il governo a mettere in campo una seria opera di contenimento? Evidentemente il ministro Lollobrigida è troppo impegnato nelle nomine al suo ministero per occuparsi di un’emergenza nazionale. Non solo il Piemonte e la Lombardia, con i casi nell’allevamento piacentino è la food valley ad essere colpita. Parliamo di un territorio i cui prosciutti sono eccellenza del cibo Made in Italy che ora rischiano uno stop alla produzione. I costi economici e sociali della peste suina rischiano di essere devastanti non solo per il comparto suinicolo, ma per tutto il settore agroalimentare e per l’intera filiera produttiva. Con il vuoto commissariale, dopo le dimissioni di Caputo che ha disatteso la promessa di sradicare il virus in 36 mesi, si sta per sferrare un vero colpo mortale non solo a un settore che non ha ricevuto i giusti sostegni ma a tutto l’export del cibo Made in Italy. Mi auguro che il governo si attivi rapidamente e nomini un nuovo commissario che agisca con tempestività.

Dl ricostruzione: scaricabarile da governo incapace

Ci troviamo ancora una volta davanti a un governo che maschera la sua incapacità facendo finta di non essere da tempo alla guida di tante regioni e alla guida del Paese da quasi due anni. Gioca a fare lo scaricabarile sulle responsabilità della mancata prevenzione sugli eventi calamitosi e nulla fa per ripristinare l’unità di missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura. Tra gli incarichi e la prevenzione hanno scelto i primi, poltrone piuttosto che sicurezza. Un decreto che introduce norme ad hoc invece di avere una visione d’insieme, che certifica che il codice degli appalti del ministro Salvini, lo strumento normativo che doveva servire a sburocratizzare e che in realtà ha bloccato le opere, ha fallito. Un decreto insufficiente sia dal punto di vista della prevenzione sia dei ristori per le popolazioni colpite dall’alluvione. Solo promesse a chi ha cercato faticosamente di rialzarsi, agli agricoltori che abbiamo chiamato eroi e che ora si ritrovano in mano l’aria delle parole ma nessuna risorsa.

Dl Ricostruzione: alluvionati presi in giro

A un anno di distanza dalle alluvioni in Emilia Romagna non solo non sono stati risarciti i danni, ma arriva questo decreto che mette un massimale ridicolo agli indennizzi sui beni mobili. In questo modo non si dà ristoro a quelle popolazioni e addirittura le si prende in giro. Donne e uomini di quel territorio avevano avuto da governo la promessa che non sarebbero stati lasciati da soli, che ci sarebbe stata attenzione particolare, che avrebbero ascoltato le loro richieste, come quella di Confagricoltura che chiedeva semplicemente che venissero risarcirti i danni. Quelle famiglie con grande dignità si sono rimboccate le maniche senza aiuto dallo Stato e oggi ricevono uno schiaffo che non meritano. Hanno assistito alle passerelle di chi oggi li sta sbeffeggiando.

Dl ricostruzione: in Piemonte schiaffo a chi cerca risposte

Il governo continua a respingere gli emendamenti non solo sull’alluvione dell’Emilia Romagna, ma anche quelli sui danni derivati dagli eventi metereologici avvenuti negli scorsi mesi in Piemonte. È uno schiaffo a tutte le persone che cercano di avere risposte concrete. È scandaloso che dopo mesi dall’alluvione non siano stati ancora valutati i danni. In quella regione la produzione agricola, da quella frutticola a quella vinicola, è stata messa in ginocchio con danni ai produttori e all’industria. È necessario intervenire subito, superando una burocrazia che sta sfiancando chi ha già subito gravi danni e con fatica sta cercando di rialzarsi.

Solidali con Confagricoltura Torino. Giusto combattere caporalato, ma non con la violenza

Solidarietà a Confagricoltura per le aggressioni fisiche e verbali fatte a Torino da un gruppo di
anarchici. Mentre è giusto chiedere che sfruttamento e caporalato siano fermati, non è lecito che lo si faccia con l’uso della violenza e prendendo a bersaglio un’associazione come Confagricoltura, che negli anni ha dimostrato di combattere contro il caporalato e per un’agricoltura di qualità.

Salvini si indigni per ritardi treni, non per Olimpiadi

Invece di indignarsi per l’apertura delle Olimpiadi, e occuparsi di tutto tranne che dei problemi inerenti al suo ministero, Salvini dovrebbe farlo per i costanti ritardi dei treni e del trasporto pubblico. E soprattutto dovrebbe rendersi conto che c’è lui al governo e trovare soluzioni!