Accademia Medicina simbolo lotta a pandemie, degrado sede inaccettabile

“L’Accademia di Medicina di Torino è un ente storico prestigioso che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale per la comunità scientifica nazionale. La situazione di degrado in cui versa da tempo la sua sede in via Po è inaccettabile. L’Accademia è una istituzione afferente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è quindi necessario che il Ministro Franceschini intervenga con efficacia e tempestività per risolvere questa situazione”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, deputata di Italia Viva, che ha depositato oggi giovedì 3 settembre una interrogazione parlamentare sulla vicenda.

“Una recente inchiesta giornalistica ha infatti sottolineato le condizioni fatiscenti di alcuni locali dell’ente e lo stesso Presidente dell’Accademia di Medicina, Giancarlo Isaia, ha confermato che anche il tetto dell’edificio ha bisogno di interventi urgenti. Il progetto di ristrutturazione è già pronto ed approvato dalla Soprintendenza ma mancano i fondi per iniziare i lavori. Le risorse vanno trovate: l’Accademia di Medicina di Torino è stata inoltre più volte chiamata nella sua storia a fungere da ‘consulente’ per i temi sanitari e di salute pubblica dello Stato e questa funzione riveste oggi, proprio in relazione alla pandemia sanitaria, un ruolo simbolico significativo”: conclude Silvia Fregolent

Ritardi Tav rallentano sviluppo, occorre Piano shock

L’allarme della Corte dei Conti Ue sui ritardi della Tav ci ribadisce che temporeggiare sui risorse già stanziate per costruire infrastrutture moderne compatibili con la sostenibilità ambientale rallenta la crescita di un’intera nazione. Questo è successo purtroppo con la Torino – Lione a causa dei ritardi del precedente governo e questo potrebbe succedere con il ‘Piano shock’ di opere già finanziate per 196 miliardi di euro che ancora non decolla e che porterebbe all’Italia migliaia di posti di lavoro rilanciando economia, occupazione e sviluppo

Manca in Piemonte una strategia sanitaria efficace

I piemontesi hanno bocciato senza appello la giunta Cirio per come ha gestito la fase di emergenza della pandemia. Anche per la ripartenza rimangono forti criticità per intere categorie che non vengono considerate come i negozi di abbigliamento, i mercati e gli ambulanti. Manca soprattutto una nuova strategia in materia sanitaria capace di contrastare con efficacia nuovi possibile ondate di contagi: mi riferisco in particolare al mancato potenziamento delle cure domiciliari, ad oggi indispensabili per contenere l’epidemia. Italia Viva, nonostante l’atteggiamento fino ad oggi non collaborativo del governatore, è disposta a fare la sua parte per contribuire a rilanciare il Piemonte