Az si sposta a destra per dare ossigeno a governo

Mentre il governo Meloni aumenta le tasse, allontana i giovani dal nostro Paese e si dimostra ambiguo sulla politica estera, scegliendo Trump invece che l’Italia, noi di Italia Viva continuiamo a costruire l’alternativa. Nel frattempo, Calenda applaude la presidente del Consiglio. Ora è tutto chiaro. Azione, con una scelta che viene da lontano, si sposta a destra per dare ossigeno a un governo che non fa l’interesse degli italiani.

Dl Fisco: manca il Paese reale

Il decreto fiscale è diventato un decreto omnibus, dove sono previste misure che non interessano al paese, che sono marginali. Manca il paese reale. Rappresentare un paese dove tutto va bene, e dove le diversità sociali non sono in continuo aumento, non va bene. Le famiglie con due stipendi non arrivano alla terza settimana, e le avete dimenticate. Dopo due anni di favole e di racconti, dove tutto funziona e dove tutto è roseo, associazioni e imprese non ne possono più. Questo decreto ha cristallizzato una divisione che c’è nella maggioranza. Ieri si è consumata una lite profonda, fatta di ripicche. Una divisione partita con le Europee e le regionali e che andrà avanti il prossimo anno quando, tra le altre, andranno al voto regioni come il Veneto e la Lombardia. La sfida all’ok Corral continuerà.

MALTEMPO: Musumeci certifica incapacità del Governo

Il ministro Musumeci non solo certifica l’incapacità del governo di fare prevenzione dai rischi idrogeologici, ma scarica la responsabilità sui cittadini a cui dice di arrangiarsi. Sono mesi che invitiamo la maggioranza a ripristinare l’Unità di Missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura, voluta dal governo Renzi e smantellata dal governo gialloverde. Ma un esecutivo cieco e sordo non ha fatto nulla, non solo per riportare alla luce un progetto che già aveva dato i suoi frutti, ma neppure per mettere in campo strategie alternative. Nulla neppure sul fronte dei ristori alle popolazioni colpite da eventi calamitosi. E oggi arriva la grande trovata del ministro per la Protezione Civile che invita i cittadini ad assicurarsi con le compagnie private. Un fallimento dello stato!
Che il governo non voglia ascoltare le opposizioni, anche quando lo spirito è collaborativo, è ormai sotto gli occhi di tutti: nel decreto Agricoltura all’esame del Senato sono stati bocciati tutti gli emendamenti che riguardano le calamità che in questi giorni hanno colpito il Nord. Il punto è che non ascoltano neppure i cittadini, anche quelli che li hanno votati. Le richieste della comunità dell’Emilia, danneggiata dall’alluvione dello scorso anno, sono state accolte solo dalle opposizioni, con emendamenti per il ristoro dei beni mobili e per dare quanto il governo ha dimenticato di dare o ha dato con quote irrisorie. Dopo le passeggiate di Meloni nel fango alle belle parole è seguito il nulla.

BENE L’APERTURA SULLA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI

Apprezziamo la disponibilità del governo ad avviare un tavolo per incentivare il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende e compartecipare agli utili. Crediamo nella capacità di fare impresa e che la libera impresa sia un volano di crescita, come crediamo che l’articolo 46 della costituzione debba essere ancora pienamente attuato nel riconoscimento del diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende. Un insieme di buone pratiche si sta facendo strada nei meccanismi di governance e gestione delle imprese, con risultati eccezionali. Noi di Italia Viva abbiamo presentato una proposta di legge, di cui è primo firmatario Matteo Renzi, che va in questa direzione, così come appoggiamo la raccolta di firme per proposta della Cisl. È il momento di regolamentare le nuove istanze del mercato, che si propongono di includere i lavoratori direttamente all’interno della prospettiva aziendale, in una logica di compartecipazione e condivisione che non fa altro che amplificare le aspettative di crescita e di benessere e rafforza a sicurezza ai posti di lavoro.

Museo della Poesia di Piacenza

Il museo della poesia di Piacenza non deve chiudere, porterò avanti la loro battaglia nelle sedi Istituzionali. Il piccolo museo, accolto nella ex Chiesa di San Cristoforo dalla curia, che sinora ne ha pagato tutte le utenze, in questi dieci anni di attività è riuscito a imporsi nel panorama internazionale. Ora la collaborazione dei privati non basta più a garantire i finanziamenti per le numerose attività svolte. Tutto il lavoro che ha portato il museo ad avere un rilievo mondiale e il patrimonio artistico raccolto non possono andare dispersi. È necessario che l’amministrazione piacentina e il ministero della Cultura prestino la giusta attenzione a un luogo di arte e bellezza che tanto lustro sta dando alla poesia, all’arte e al nostro Paese.

RINVIARE CHIUSURA MONTE BIANCO DOPO FRANA FREJUS

La frana che ha coinvolto il Frejus, dopo l’alluvione a Bardonecchia, ha dimostrato la fragilità del territorio montano e l’altrettanta fragilità della rete trasportistica. Con il blocco dei trafori autostradale e ferroviario e la chiusura prevista del Monte Bianco i collegamenti tra l’Italia e la Francia sono nel caos. Adesso ci sarà ancora qualcuno che si opporrà al tunnel di base dell’alta velocità Torino Lione? Stupisce, purtroppo, che debbano essere i gravi danni ambientali ad evidenziare l’importanza della rete infrastrutturale. La contemporanea chiusura del tunnel del Monte Bianco e del Frejus comporta una perdita del 10 % del PIL. Dai valichi alpini transitano ogni anno 230 milioni di tonnellate di merce e circa i due terzi dell’export italiano verso Paesi europei. È questa la migliore risposta a chi in questi anni, per osteggiare la costruzione di un’opera fondamentale come la Torino-Lione, ha diffuso false informazioni sul volume di merci trasportate lungo la direttrice est- ovest. Ora è necessaria una proficua collaborazione con la Francia per chiedere una proroga alla chiusura del traforo del monte Bianco affinché i lavori non siano avviato prima della ripresa delle attività del Frejus

La vera emergenza è l’incapacità del governo

Meloni e Salvini hanno basato il proprio consenso dicendo che con loro si sarebbero fermati gli sbarchi e che con il blocco navale avrebbero risolto il problema. Una volta al governo hanno mostrato la loro incapacità: gli sbarchi sono piu’ che raddoppiati e i sindaci sono stati lasciati soli a gestire il fenomeno migratorio. Il grido di allarme dei sindaci ci riguarda tutti e proviene dai primi cittadini di ogni colore politico. Il sindaco di Parma Guerra e il presidente della regione Veneto Zaia sono solo due esempi di amministratori che, inascoltati, chiedono
aiuto ad un governo impegnato su tutto tranne che risolvere i problemi degli italiani. Non si sa se per dolo o colpa Meloni e i suoi alleati hanno fatto finta di non vedere che donne, uomini e bambini del sud del mondo scappano da guerre, carestie e crisi economica alla ricerca di un futuro, anche sfidando la morte. Gli arrivi aumenteranno e non si puo’ piu’ parlare di emergenza, la vera emergenza e’ invece il modo con il quale il governo sta affrontando la situazione: senza risorse e scaricando i problemi sulle amministrazioni locali. Prima urlavano falsi slogan da campagna elettorale, oggi dimostrano di non saper affrontare la situazione, in Italia come in Europa. E’ il momento che il governo impieghi risorse e mezzi per aiutare i sindaci e i presidenti di regione in modo serio

SU IMBALLAGGI SERVE FRONTE EUROPEO, MELONI NON COMBATTA IN SOLITARIO

‘Meloni agisca con un fronte comune in Europa per evitare che entri in vigore il regolamento europeo sugli imballaggi, se vogliamo ottenere un risultato il governo italiano non può fare una battaglia in solitari. Anche oggi rappresentanti delle istituzioni, esperti di economia circolare e ambiente e aziende del settore, durante l’incontro organizzato da McDonald’s, hanno discusso sulla sostenibilità degli imballaggi e sull’importanza della ricerca, ma soprattutto hanno rilevato l’importanza di un’azione trasversale per evitare che entri in vigore un regolamento che prevede la predominanza del riuso invece del riciclo. Proprio sulla filiera del riciclo l’Italia è leader in Europa, il nostro Paese produce e trasforma materie prime agroalimentari. L’Italia è all’avanguardia sull’economia circolare e non prende lezioni da nessuno. Il governo, che delle eccellenze italiane fa una bandiera, non può sottovalutare l’importanza di questa battaglia per tutto il comparto del food made in Italy, per le aziende, per l’export. Meloni, che dice che l’Italia è tornata leader in Europa, saprà combatterla?

Figliuolo saprà fare bene

“Francesco Figliuolo come commissario della ricostruzione e’ un nome serio, sapra’ fare bene. Spiace che il governo non abbia scelto Stefano Bonaccini. Il presidente della Regione conosce il territorio, le sue esigenze e ha piena contezza dei danni causati dall’alluvione”. Lo dichiara la senatrice Silvia Fregolent, della presidenza del gruppo di Azione – Italia Viva – Renew Europe, che aggiunge: “Sappiamo pero’ che Figliuolo, come fece da responsabile della campagna vaccinazione Covid, sapra’ coinvolgere le comunita’ locali e recuperare il tempo perso”, conclude.

MALTEMPO: ATTUARE NOSTRO ‘SISTEMA ITALIA’ PER CONTRASTARE DISSESTO

Anche durante il governo Renzi avemmo le nostre alluvioni e nel 2014 mettemmo in atto il piano Italia Sicura, l’unità di missione, perché il problema non sono le risorse ma come spendere le risorse. Le Regioni, i Comuni, non hanno la forza dei tecnici che servono per fare dei piani integrati e trovare il modo di spendere queste risorse, con delle procedure semplificate. Noi abbiamo creato, in seguito all’alluvione del Bisagno a Genova, con la famosa norma Bisagno che serviva ad evitare il ricorso al Tar su gare vinte per il dissesto idrogeologico. Con il decreto Pnrr è stato approvato l’emendamento: la struttura non è a Palazzo Chigi ma presso il ministero competente, però ricopia in gran parte quello che avevamo fatto. Oggi dopo l’ennesima tragedia abbiamo bisogno di portare avanti quell’emendamento e non renderlo più una chimera chiusa in un cassetto di qualche ministero ma renderlo operativo.
In queste settimane si parla anche di decreto siccità e i due temi sono legati. C’è anche un decreto siccità, che noi emenderemo perché prevede poche risorse contro l’emergenza attuale. Quest’anno ha piovuto pochissimo, gli agricoltori hanno avuto danni enormi per questa siccità, e il motivo del danno provocato da questa alluvione è che da novembre 2021 non pioveva più in maniera consistente: il terreno era completamente secco, piovendo in modo così copioso in queste ore non è riuscito ad assorbire l’acqua e ovviamente c’è stata la tragedia. Dover fare gli invasi, non disperdere l’acqua piovana quando c’è, vuol dire fare delle strutture vere. La cabina di regia che si sta insediando in questo momento è l’ennesima, se ne facesse una e si prendesse spunto dalla proposta di Italia Viva e forse si risolverebbe il problema una volta per tutte.
Qui il video del mio intervento: https://www.youtube.com/embed/OlJl5dipp08