Violenza donne: la maggioranza ascolti piazze delle donne
Le piazze di ieri lo hanno detto con chiarezza e coraggio, senza consenso è stupro. La maggioranza faccia un passo indietro e ascolti le donne. Trent’anni fa entrava in vigore una legge di civiltà, nata da un lavoro trasversale delle parlamentari, capace di unire sensibilità diverse nel nome dei diritti e della dignità delle donne. Oggi, invece, la storia non si ripete. La maggioranza ha tradito un metodo di confronto e rotto un patto politico che aveva portato a un voto unanime sul testo approvato in prima lettura alla Camera. Con le modifiche della presidente Bongiorno si rischia un arretramento, rispetto alla Convenzione di Istanbul e persino rispetto alla giurisprudenza consolidata. Le leggi che tutelano i diritti delle donne nascono dal dialogo, dall’ascolto e dall’unità, non da forzature che mettono in discussione conquiste condivise.
