DDL concorrenza: vittoria delle lobby a scapito dei cittadini

Ma quale concorrenza? Il governo Meloni la cancella con un colpo di spugna e nel decreto in discussione al Senato mostra la sua vera faccia: non solo impedisce la libera concorrenza, ma danneggia i cittadini. Il governo ha affossato ogni possibilità di cancellare le penali applicate dalle assicurazioni a chi decide di riparare il mezzo incidentato dove preferisce e non nelle carrozzerie convenzionate. In questo modo a perdere saranno i cittadini che non potranno avvalersi della manodopera migliore, pena rimetterci di tasca propria, e sarà manipolata la concorrenza nel mercato delle autoriparazioni. Durante il governo Renzi lavorammo per far pagare ai cittadini meno le assicurazioni al sud e per garantire premi seri in caso di danni alla persona, rifacendoci alle tabelle del tribunale di Milano. Fu una battaglia difficile che portammo a casa con determinazione. Con il governo Meloni, invece, siamo arrivati alla vittoria incondizionata delle lobby a danno dei cittadini.

Sulla sicurezza non servono slogan, ma fatti

Sono certa che la ministra Calderone farà nuove assunzioni e prenderà nuovi ispettori del lavoro per aumentare la sicurezza. Ma il codice degli appalti del ministro Salvini va nella direzione contraria. Il codice ha aperto molto di più agli appalti al massimo ribasso e alle esternalizzazioni che aumentano la pericolosità. Si dovrebbe governare con meno slogan e senza essere in perenne campagna elettorale.

DL INCENTIVI: SERVE UN SISTEMA REGOLE UNITARIO

Il DL per la revisione degli incentivi alle imprese è un primo passo verso un riordino dei contributi che vengono dati alle imprese. Mi auguro sia anche l’inizio di un nuovo patto che il Paese deve dare al sistema impresa, gravato da pesi burocratici tali da rendere più complicato dei concorrenti europei rispondere alle sfide del mercato. Serve una riorganizzazione degli incentivi, come servirà, a livello europeo, una revisione del sistema degli aiuti di Stato. Il Paese deve voler bene alle nostre imprese, non come fatto finora da questo governo. I decreti sulla Pa non hanno semplificato; non si ha certezza del diritto, come avvenuto col superbonus o con la norma sugli extraprofitti; e non c’è stata omogeneità delle norme, come sull’energia. Voteremo a favore perché è necessario riscrivere il sistema per arrivare a una visione unitaria e non a un puzzle di piccoli tasselli incapaci di parlare tra loro. Per permettere alle nostre imprese di vincere in Europa e nel mondo servono regole più semplici, certe e che non cambino ogni sei mesi. Mi auguro che questa delega non sia un caso isolato ma l’inizio di una nuova era di politica industriale.

La sicurezza sul lavoro sia la priorità

L’incidente che ha spezzato la vita a cinque operai che lavoravano sulla linea Torino – Milano sconcerta e amareggia. La vicinanza e la solidarieta’ alle famiglie delle vittime e’ sentita e doverosa, ma non basta. La politica ha il dovere di affrontare con serieta’ il tema delle
morti sul lavoro. Dopo 16 anni dal rogo della Thyssen, Torino registra un’altra tragedia. In attesa che siano svolte le indagini che accettino le responsabilita’ la sicurezza sul lavoro deve divenire prioritaria nell’agenda politica. Nel 2022 sono morte sul lavoro quasi 1100 persone e nei primi 6 mesi di quest’anno le vittime sono state 450. Una strage silenziosa che deve essere fermata con l’impegno delle imprese e soprattutto delle istituzioni.

Parliamo di lavoro e formazione

I dati ci dicono che la disoccupazione resta stabile, ci sono prospettive per il prossimo anno di scongiurare la recessione, ora è necessario aumentare l’occupazione. Nel jobs act, che oggi con il congresso del Partito Democratico in molti si affrettano a rinnegare, aveva introdotto la riforma dei centri per l’impiego, vero vulnus nell’incrocio tra domanda e offerta. È evidente che oltre al necessario un potenziamento, serva una vera rivoluzione formativa. È anche il settore produttivo a lanciare un allarme: nella food valley e nella motor valley di Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia, gli imprenditori lamentano di non trovare personale specializzato e quando lo trovano devono investire almeno un anno in formazione. Le mancanze nella formazione risultano evidenti, sia nella scuola che poco indirizza verso una formazione tecnica, sia per le aziende che vedono ricadere su di sé i costi della formazione specializzata. Si deve guardare all’orientamento scolastico, all’attuazione della riforma degli Its, e a una detassazione per la formazione aziendale, solo così riusciremo ad agganciare domanda e offerta.

Incidenti lavoro: defiscalizzare oneri sicurezza

Non possiamo accettare di restare inermi di fronte al tragico elenco degli incidenti sul lavoro che si susseguono ogni giorno. È urgente intervenire su quella che è una emergenza nazionale. È necessario promuovere politiche di prevenzione, anche con la defiscalizzazione degli oneri investiti in sicurezza. Dopo l’approvazione dei nostri ordini del giorno al Decreto Aiuti
Ter, volti anche a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro in special modo per le aziende che prevedono tirocini per i giovani, ci aspettiamo che il governo intervenga celermente. Non possiamo permettere che la strage continui.

Crisi Elcograf: esuberi impensabili e Cirio latitante

Sullo stabilimento Elcograf di Borgaro Torinese e sul futuro di decine di lavoratori è calato negli ultimi mesi un silenzio inaccettabile. Chiediamo al Governo ed alla Regione Piemonte di attivarsi concretamente per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali ed i diritti dei dipendenti.
Oltre sei mesi fa il Ministero del Lavoro, rispondendo ad una mia interrogazione sul tema, assicurò che avrebbe seguito con attenzione la vicenda ma ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. Condividiamo le preoccupazioni dei sindacati sulla mancanza di un piano industriale serio e credibile e sull’enorme numero degli esuberi ipotizzati che rappresentano una ipotesi impensabile soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria. È altrettanto incomprensibile l’atteggiamento tenuto fino ad oggi dalla Regione Piemonte che diserta gli incontri sindacali e non sta facendo nulla di concreto per i lavoratori interessati.

Caos per la Motorizzazione: interventi urgenti da applicare

La situazione della Motorizzazione è drammatica: non solo nella mia città, ma in gran parte del Paese. Lockdown e carenza cronica del personale delle sedi territoriali stanno mettendo in grave crisi il settore delle autoscuole da un punto di vista economico ed occupazionale oltre a causare un pericoloso blocco burocratico del trasporto privato e commerciale. Di questo passo i ritardi per il rilascio delle nuove patenti, ormai di oltre un anno, e le criticità per la gestione delle pratiche per consentire la corretta circolazione dei veicoli, provocheranno disagi e problemi ad un numero sempre maggiore di cittadini. Noi di Italia Viva chiediamo al Ministro De Micheli di intervenire con un piano straordinario di assunzioni per le Motorizzazioni.

Riapertura impianti sciistici

400 aziende, 15.000 lavoratori: è necessario fare tutto il possibile perché gli impianti sciistici riaprano.

Italia Viva

ha cercato delle soluzioni perché questo possa avvenire. Nella giornata di ieri è stata approvata una risoluzione che prevede:

– la proroga dei termini per l’esecuzione degli adempimenti per il proseguimento dell’esercizio dell’impianto dopo la scadenza della sua vita tecnica
– la promozione in sede di Conferenza Stato-regioni di un tavolo per monitorare il rispetto delle norme di sicurezza
– il sostegno alla tenuta economica e occupazionale dell’intero settore, nonchè di tutte le imprese e dei lavoratori dell’indotto
– iniziative legislative di semplificazione dei procedimenti per la realizzazione di nuovi impianti funiviari
Insieme ai colleghi

Raffaella Paita

e

Mauro Del Barba

lavoreremo affinché il governo possa dar seguito agli impegni stabiliti dalla risoluzione

Mahle: il governo intervenga, ma dov’era la Lega fino a oggi?

Presenterò una interrogazione in Parlamento chiedendo di garantire i livelli occupazionali degli stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia in Piemonte dove sono attualmente impiegati circa 450 lavoratori.
Il precedente governo e il Ministero dello Sviluppo economico, di cui facevano parte autorevoli esponenti della Lega, avevano dichiarato di seguire con attenzione la vicenda annunciando l’avvio di un tavolo di confronto con le parti, al fine di risolvere la problematica. Purtroppo, fino ad oggi nulla è stato fatto: chiediamo quindi al nuovo esecutivo di intervenire concretamente e rapidamente per sostenere i lavoratori e le loro famiglie.