Gronda: tante parole, niente risorse
Il governo ci ha abituati a una lunga sequenza di annunci, puntualmente disattesi. Hanno promesso il ritorno al nucleare, ma ieri il Ministro Pichetto ha rinunciato all’individuazione del sito unico per i rifiuti radioattivi. Hanno parlato del più grande piano infrastrutturale per le dighe, e intanto a Parma la diga di Vetto, nonostante il progetto della regione sia già approvato, è rimasta solo sulla carta. Sulla Gronda le dichiarazioni si moltiplicano, ma le risorse continuano a mancare. Tante parole, pochi fatti. La Gronda è un’infrastruttura strategica, non solo per la Liguria, ma per l’intero sistema logistico del Paese. Può rendere più competitivi i porti di Genova e Savona, alleggerire il traffico, dare impulso all’economia. Ci chiediamo allora: lo Stato crede davvero in quest’opera? Il Ministero, la Cassa Depositi e Prestiti, il Governo sono pronti a mettere in campo le risorse necessarie affinché si passi finalmente dai proclami all’apertura dei cantieri? Perché finché restiamo fermi agli annunci, resta solo l’ennesima occasione mancata.
