Serve un Commissario straordinario per reperire nuove fonti energetiche

Un Commissario straordinario per reperire nuove fonti energetiche sbloccando le autorizzazioni ferme da mesi è oggi indispensabile.
Italia viva chiede da tempo questo intervento necessario per garantire energia a prezzi calmierati a famiglie e imprese e la volontà del governo che ha annunciato di voler sburocratizzare le pratiche va in questa direzione.
La guerra in Ucraina si sta prolungando e la Russia sta utilizzando la vendita di gas e petrolio per finanziare il conflitto.
È giusto perseguire la via diplomatica e assicurare agli ucraini mezzi ed armi per potersi difendere, ma è altrettanto chiaro che solo lo stop alle esportazioni energetiche potrà costringerà Putin a trattare.
La pace passa oggi anche dallo sfruttamento efficace e rapido delle nostre risorse energetiche, troppo spesso fermate da Soprintendenze, vincoli anacronistici e veti incrociati.

Autostrade: Giovannini verifichi eventuali responsabilità Sitaf su incidente A32

Il maxi tamponamento avvenuto il 14 febbraio nel tratto tra Torino e Bardonecchia è stato drammatico. Ho chiesto – in un’interrogazione depositata oggi – al neo ministro delle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini di verificare che Sitaf abbia garantito la sicurezza del manto stradale dell’autostrada A32, anche in relazione all’allerta meteo emanata da tempo, e di appurare che gli interventi di manutenzione siano stati correttamente realizzati dalla società concessionaria. E’ necessario fare tutto il possibile per prevenire tragici episodi simili.

Modello Draghi anche per Torino

In questi anni lo Spiffero ha spesso ospitato le mie considerazioni sulla politica in generale e su quella della mia città in particolare: anche ora ho affidato loro alcune mie riflessioni sulle prossime elezioni amministrative. Il modello del governo Draghi è sicuramente un modello eccezionale, dovuto al periodo drammatico che stiamo vivendo. Il centrodestra ed il centrosinistra torneranno ad essere alternativi, ma ora bisogna pensare agli italiani e non agli slogan elettorali. Ecco perché ritengo che questa soluzione possa essere quella giusta anche per la mia città: un modello di governo unitario (con quelle forze politiche che già a livello nazionale sostengono Draghi) anche a livello locale. Torino, insieme a molte città del nord Italia, è stata colpita in modo più duro rispetto ad altre parti del paese. Da febbraio 2020 la città (tranne che per i pochi mesi estivi) è sempre stata in “zona rossa” e le conseguenze sociali ed economiche si fanno drammaticamente sentire sempre più. L’alternativa che propongo è quella di unire tutte le componenti migliori della città: dalle associazioni di categoria ai settori produttivi, dal mondo della cultura alle forze sociali e politiche, con l’unico obiettivo comune di far rinascere Torino. È sufficiente leggere i dati sulla povertà e sull’occupazione che varie fondazioni hanno fatto circolare nelle scorse settimane per capire come non ci sia altro tempo da perdere. Per leggere l’articolo completo: https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=57220

Lo stop allo sci è inaccettabile, servono immediatamente ristori sul modello francese

Lo stop allo sci arrivato nelle ultime ore è inaccettabile, ora servono immediatamente dei ristori sul modello francese. Dopo mesi di rimbalzo tra un sì e un no all’apertura, il Governo aveva comunicato ufficialmente l’autorizzazione ad aprire oggi. È bastato un comunicato stampa del CTS che chiedeva di ridiscutere la cosa, per portare il Ministro Speranza a bloccare tutto. Possiamo comprendere la prudenza, ma così, a poche ore dall’apertura non va bene: è una questione di rispetto per le migliaia di persone coinvolte e per le attività economiche. Comprendiamo le difficoltà di questi giorni, ma il Ministro non è cambiato con il cambio di Governo. Se Speranza avesse avuto a cuore la questione, avrebbe potuto comunicare prima questa decisione. Il danno sarà ancora maggiore di quanto già preventivato, dobbiamo quindi garantire dei risarcimenti danni per tutta la stagione. Abbiamo lavorato per mettere a punto un sistema simile al modello francese che ormai da mesi ristora il sistema che è stato bloccato: è ora di passare dalle parole ai fatti.

Space Economy: un volano per l’economia

La space economy sarà uno dei principali volani dell’economia mondiale e l’Italia ha oggi tutte le competenze e le imprese per poter rivestire un ruolo strategico. Il Recovery plan può essere lo strumento per sviluppare questa vocazione e continuare ad investire in questo settore altamente tecnologico. Molti programmi dell‘Agenzia Spaziale Europea (Esa) sono stati assegnati all’Italia e alle industrie Italiane: con i nuovi fondi europei possiamo consolidare queste esperienze ed essere pionieri, insieme alle altre potenze mondiali, di questa nuova frontiera.

Teatro Regio: Il ritorno di Noseda

Il ritorno di Noseda al Teatro Regio di Torino è una bellissima notizia. Spero che questa occasione possa rappresentare un’opportunità per consentire ad un grande artista e professionista di continuare a collaborare con uno dei centri lirici più importanti del mondo. Dopo esserne stato indegnamente cacciato, nonostante dieci anni di successi, dall’allora Sovrintendente Graziosi imposto dal sindaco Appendino possiamo gioire. Ben tornato Maestro!

No alla chiusura delle palestre

Chiudere le palestre se tra una settimana ci sarà ancora qualcuno non a norma? Non solo è sbagliato, ma è un segnale pericoloso. In un Paese normale si puniscono i singoli trasgressori non la maggioranza degli onesti. Chi ha investito in sanificazione e nell’adeguamento della propria struttura non può pagare per chi, irresponsabilmente, non lo ha fatto. Ora è necessario attivare una rete di controlli affinché nessun luogo, nessun esercizio commerciale, possa trasformarsi in potenziale focolaio. Qualunque altra decisione rischia di essere dannosa per i cittadini e per l’economia, oltre che essere un pericoloso segnale per oggi e per il futuro: chi si fiderebbe più di uno Stato che ammette di non essere in grado di far rispettare le leggi?

La lista dei rimpianti di Torino

I disastri di Appendino hanno trovato purtroppo una sponda in alcuni ministri di questo governo. Ed a pagare le conseguenze sono ancora una volta i cittadini che vedono Torino, i suoi storici enti e le istituzioni, perdere prestigio e credibilità e la qualità della vita ridursi notevolmente. Ultimo in ordine di tempo la crisi del Teatro Regio che continua ad essere affidato a persone esterne alla città, prima Graziosi e Schwarz ora al Commissario Purchia, invece di valorizzare le professionalità che già conoscono l’ente. Senza dimenticare il Tribunale Brevetti europeo destinato a Milano e che avrebbe potuto garantire ricadute economiche territoriali per circa 300 milioni di euro all’anno. Tornando indietro di pochi mesi potremmo ricordare le Olimpiadi invernali perse ma la lista dei rimpianti è lunghissima. Il prossimo anno Torino cambierà il sindaco ma i danni della Giunta Appendino e del M5S su ripercuoteranno per decenni sulla città

Fallimento totale di Cirio e Icardi, per fase 2 serve governo unità regionale

Report ha spiegato all’Italia il dramma che sta vivendo da mesi il Piemonte. E’ emersa chiaramente l’incapacità cronica della giunta Cirio e della sua maggioranza che non è riuscita, troppo impegnata nelle lotte interne di potere per la spartizione di incarichi pubblici soprattutto nella sanità, ad arginare il contagio ed a tutelare i cittadini più deboli come gli ospiti delle Rsa. L’unità di crisi e la gestione dell’emergenza sono stati fallimentari, nonostante settimane di vantaggio rispetto ad altri territori. Le dimissioni immediate dell’assessore alla sanità Icardi e l’istituzione di una Commissione di inchiesta, che Italia Viva chiede ormai da giorni, non sono oggi più rinviabili. E’ inoltre necessario un governo di unità regionale: è impensabile che Cirio, palesemente incapace di superare ancora la fase 1, possa da solo traghettare il Piemonte verso la fase 2.

Da Appendino non realpolitik ma incapacità e opportunismo

La giravolta di Appendino sulla nomina di Profumo a Presidente della Compagnia di San Paolo non è realpolitik ma la conferma che la sindaca è completamente sprovvista di una visione politica e di governo della città.
Chi aveva sostenuto la bontà della nomina di Profumo alla Compagnia di San Paolo sì è sentito dire di tutto in questi anni e soprattutto quello di essere ‘amici dei banchieri’. La Compagnia ha salvato più volte la città di Torino da dolorosi fallimenti dovutI alla incapacità politica ed amministrativa della giunta del M5S. Oggi la riconferma di Profumo è una cosa saggia ma la sindaca chieda almeno scusa per l’ignobile campagna diffamatoria che nel 2016 condusse in campagna elettorale: molti oggi tra i grillini della prima ora fanno finta di non ricordare che Appendino appena eletta chiese le dimissioni dell’allora neopresidente della Compagnia. E oggi ne chiede la riconferma mentre la città è scossa dalle vittime del contagio