Sulla nomina del M5S in Gtt intervenga la Corte dei Conti

“Sulla nomina di Paolo D’angelo in Gtt intervenga la Corte dei Conti”: è quanto chiede Silvia Fregolent, deputato di Italia Viva, sulla vicenda  di un membro dello staff dall’assessore  ai Trasporti  di Torino promosso a dirigente dell’area ‘Sistemi Informativi e innovazione tecnologica’ della società pubblica di trasporto locale del capoluogo piemontese.

“Saranno gli organi di controllo a verificare che la nomina sia stata fatta nel rispetto delle norme vigenti ed in base alle competenze del nuovo dirigente. Sicuramente Chiara Appendino ha fatto l’ennesimo passo falso in un momento di crisi e di cassa integrazione di Gtt. Emerge ancora una volta il vile populismo del M5S che propone riduzioni demagogiche per le indennità dei parlamentari per poi piazzare i fedelissimi a livello locale garantendo lauti stipendi e incarichi di primo piano”: conclude Silvia Fregolent.

Coronavirus: il mio intervento

Care amiche e cari amici,

di seguito trovate il mio video con alcune considerazioni sul Coronavirus. Buona visione!

 

Riconoscere ospedale Alessandria polo di ricerca per patologie ambientali

Il Ministero della Salute riconosca il polo ospedaliero di Alessandria quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) per patologie ambientali e mesotelioma. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità circa il 24% di tutte le malattie globali (e il 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni) è dovuto all’esposizione a fattori ambientali o al cambiamento climatico (come recentemente il Chikungunya). Si tratta di patologie in crescita anche nel nostro paese dove però non è ancora stato istituito alcun Irccs specifico. L’Azienda Ospedaliera e Sanitaria di Alessandria ha sviluppato in questi anni competenze e professionalità che devono essere adeguatamente riconosciute e sostenute!

Regolamento dehors: Appendino ha perso il contatto con paese reale

Con il nuovo regolamento sui dehors degli esercizi ricettivi il M5S dimostra a Torino di aver perso completamente il contatto con il paese reale. Le nuove norme, approvate prima dalla Giunta e poi dal Consiglio comunale senza alcuna reale dialettica con le categorie interessate, iniziano purtroppo ad avere ricadute disastrose sulle imprese del settore e sull’occupazione. L’aumento della tassazione per le strutture fisse supera infatti il 35 per cento, senza dimenticare chi ha già fatto notevoli investimenti e potrebbe essere costretto a ridimensionare o chiudere la propria attività.

Ancora una volta la Giunta Appendino, invece di confrontarsi con le attività produttive locali per cercare soluzioni condivise, accusa sommariamente gli esercenti di abusivismo, dimenticando che in questi anni è anche grazie alla buona volontà ed alla capacità del tessuto imprenditoriale cittadino se Torino sta riuscendo, nonostante i disastri del governo dei 5 Stelle, a resistere alla crisi e ad essere protagonista

Ripristino di Casa Italia per coordinare ricostruzione

L’approvazione del Decreto sisma rappresenta un aiuto concreto per le popolazioni colpite dal terremoto. E’ ora necessario affiancare le norme di carattere urgente legate alla fase della ricostruzione con un piano organico di strumenti capace di sostenere e rivitalizzare il tessuto economico e sociale dei territori coinvolti. Il ripristino della struttura ‘Casa Italia’ presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per coordinare tutti gli interventi a sostegno dei territori colpiti da eventi calamitosi, voluto dal Governo Renzi ma sciaguratamente soppresso dal precedente esecutivo, è sicuramente un primo passo in questa direzione

Anche sui monopattini Appendino sbaglia ma non paga

Con le dimissioni del Comandante della Polizia Municipale di Torino, dopo Giordana, Montanari, Pasquaretta solo per citare alcuni nomi, si allunga ancora la lista delle persone che hanno dovuto lasciare l’incarico a causa della malafede e dell’incompetenza di Chiara Appendino. Anche sui monopattini il sindaco ha preteso di governare la città sui social, promettendo strabilianti sperimentazioni per la mobilità green, senza però definire regole chiare per l’utilizzo e con il suo assessore alla Mobilità che invitava addirittura i vigili a non far rispettare le leggi. Questo disastro ha sempre lo stesso nome ma ancora una volta sono i cittadini ed i suoi dipendenti a pagarne le conseguenze

Il PD mai alleato con chi ha distrutto la città, niente sconti ad Appendino

A Torino è impensabile qualsiasi tipo collaborazione tra Pd e Chiara Appendino. Una cosa è cambiare governo a livello nazionale tentando di salvare il paese dalla recessione, dalla deriva populista e dall’isolamento europeo, un’altra è allearsi con un sindaco che in questi tre anni ha causato disastri con arroganza, superficialità ed incompetenza.
A Torino il Pd deve valorizzare quella cultura di governo che ha fatto crescere la città negli ultimi decenni e superare definitivamente l’era Appendino che ha portato al capoluogo decrescita economica ed occupazionale, degrado, conflitto sociale e perdita di prestigio. Solo così potremo rafforzare il nostro ruolo e recuperare i tantissimi delusi grillini che si sono pentiti di aver creduto alle false promesse del M5S.

Chi blocca le interrogazioni su Appendino?

Da molti mesi sei interrogazioni sull’operato di Chiara Appendino a mia prima firma sono ferme in Parlamento in attesa di risposta. Ben sei di queste chiamano in causa il Ministro Salvini, che evidentemente non vuole confrontarsi con le Camere, e riguardano la vicenda oscura del suo ex portavoce Pasquaretta; lo sgombero flop delle palazzine Ex Moi; i colpevoli ritardi sullo spostamento del mercato etnico ‘Barattolo’; l’appoggio ufficiale del comune di Torino alle manifestazioni No Tav; i gravi problemi causati agli esercenti commerciali di Torino per l’organizzazione della festa patronale di San Giovanni. Una interrogazione riguarda infine la svendita delle quote della partecipata multiservizi Iren.
Ho già sollecitato più volte agli uffici competenti di Montecitorio una risposta a questi atti, ora mi appello al Presidente Fico affinché sblocchi questa situazione inaccettabile e intervenga sul governo per far luce al più presto sulle scelte ambigue e controproducenti dell’amministrazione comunale di Torino.

Dimissioni dell’Appendino

La perdita del Salone dell’auto che trasloca a Milano umiliando la città dove l’industria automobilistica è nata e si è sviluppata è l’ultima colpa di un sindaco arrogante ed incapace. Oggi l’intero mondo politico e produttivo chiede le dimissioni del sindaco. Verrebbe da dire troppo facile e sempre troppo tardi: soprattutto da chi, come me, ha da sempre sostenuto che Chiara Appendino non avesse le capacità per guidare una metropoli, senza nessuna significativa esperienza istituzionale pregressa e soltanto grazie all’appoggio di ambienti molto influenti a livello locale. La sindaca è riuscita nei primi mesi a cavalcare l’onda lunga dei risultati e dei progetti messi in campo dal centrosinistra sia a livello comunale che nazionale, ma quando ha dovuto camminare con le proprie gambe ha fatto solo passi indietro. Questo post sarebbe lunghissimo se riportassimo tutti i fallimenti dell’attuale giunta: basta proferire le parole ‘Olimpiadi’ per dare un significato omnicomprensivo delle opportunità perse e ‘Piazza San Carlo’ per evidenziare come l’incompetenza possa causare tragedie. Ma ad ogni insuccesso o scandalo Chiara Appendino è stata sempre pronta a sacrificare i suoi stretti collaboratori o i suoi assessori (anche qui la lista è lunga da Giordana a Pasquaretta) ed anche stavolta ha minacciato evidenti finte dimissioni per scaricare Montanari, dopo averlo scelto, appoggiato ed utilizzato senza scrupoli per strizzare l’occhio ai No Tav. Ma oggi anche quella parte di cittadini, soprattutto delle periferie che avevano creduto alle sue promesse, quella parte di imprenditori e commercianti che avevano dato credito al M5S (ma che con il caos della Ztl hanno giustamente perso la pazienza) e quelle forze politiche di opposizione che credevano di trarre vantaggio, seppur indiretto, dall’onda grillina, hanno definitivamente abbandonato Chiara Appendino.
Ma state tranquilli, la nostra sindaca non si dimetterà, oramai rassegnata a far durare la sua parabola politica in picchiata almeno fino alla scadenza naturale del mandato. Quello che deve servire da monito per il Partito Democratico in questa vicenda è che non è possibile, sia a livello locale che nazionale, imbastire alcuna ipotesi di alleanza anche post voto con questa categoria di incapaci, dilettanti ed arrivisti.

Violenza sulla donne: il governo ha tolto le risorse e azzerato la prevenzione

Non accettiamo dal M5S e dal governo nessuna lezione sui diritti delle donne. Nel famoso contratto di governo che sta alla base dell’attuale esecutivo sono stati cancellati anni di conquiste. Non deve quindi sorprendere che su temi delicati come la prevenzione contro il femminicidio in un anno non sia stato fatto praticamente nulla: a partire dal mancato trasferimento dei fondi del 2018 e 2019 alle Regioni da destinare ai centri antiviolenza e alle case rifugio. Risorse stanziate peraltro solo dal Governo Gentiloni con la legge di Bilancio del 2018. L’immobilismo del M5S e della Lega ha inoltre di fatto bloccato l’ultimo piano nazionale antiviolenza, adottato anch’esso dal precedente governo, togliendo strumenti e risorse a sostegno delle donne vittime di soprusi.

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