Caccia: governo sceglie muro contro muro
Dopo 34 anni era giusto mettere mano alla legge sulla caccia. Dal 1992 il mondo è cambiato, sono cambiati i territori, l’agricoltura, la sensibilità ambientale e le conseguenze dei cambiamenti climatici. Ma una riforma così delicata avrebbe richiesto studio, ascolto e condivisione, non la fretta e le forzature che hanno caratterizzato il percorso scelto dalla maggioranza. La legge del 1992 nacque da un confronto tra cacciatori, ambientalisti e agricoltori. Oggi il governo ha scelto di chiudersi in una visione ideologica, trasformando una possibile occasione di confronto in uno scontro. Non sono stati ascoltati gli agricoltori che continuano a subire danni dalla fauna selvatica senza risarcimenti adeguati. Non i richiami di chi ha segnalato i rischi sanitari legati alla diffusione della peste suina. Nemmeno proposte ragionevoli avanzate da associazioni venatorie che chiedevano semplicemente equilibrio e maggiore coinvolgimento dei territori. Il governo ha scelto il muro contro muro. E quando non si ascolta nessuno si scontentano tutti.
