Agricoltura: prezzi in ginocchio grano italiano
Da mesi chiediamo interventi per affrontare una crisi idrica che ormai non è più un’emergenza straordinaria, ma una condizione strutturale. Eppure il governo continua ad accumulare annunci mentre nei campi si accumulano i danni. Senza investimenti su invasi, infrastrutture e gestione dell’acqua, ogni estate presenterà lo stesso conto agli agricoltori. L’allarme siccità non riguarda solo la quantità del raccolto, ma anche la sua qualità. In molte aree del Paese il caldo ha accelerato la maturazione del grano impedendo il normale sviluppo della pianta: i chicchi sono più piccoli, spesso vuoti, e le rese sono già inferiori rispetto alle aspettative. Ma oltre alla siccità pesa anche l’incertezza sui prezzi. La Commissione Unica Nazionale per il grano duro era stata presentata dal ministro Lollobrigida come lo strumento della trasparenza e dell’equilibrio del mercato. Oggi rischia invece di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata. Se il sistema non garantisce quotazioni chiare e condivise, gli agricoltori restano schiacciati tra costi di produzione sempre più elevati e ricavi sempre più incerti. Il risultato è un doppio danno con meno produzione e meno reddito per chi lavora la terra. Per difendere davvero il Made in Italy bisogna partire dai campi, perché senza grano di qualità non c’è filiera da celebrare e senza prezzi equi non c’è futuro per le nostre imprese agricole.
