Dimissioni dell’Appendino

La perdita del Salone dell’auto che trasloca a Milano umiliando la città dove l’industria automobilistica è nata e si è sviluppata è l’ultima colpa di un sindaco arrogante ed incapace. Oggi l’intero mondo politico e produttivo chiede le dimissioni del sindaco. Verrebbe da dire troppo facile e sempre troppo tardi: soprattutto da chi, come me, ha da sempre sostenuto che Chiara Appendino non avesse le capacità per guidare una metropoli, senza nessuna significativa esperienza istituzionale pregressa e soltanto grazie all’appoggio di ambienti molto influenti a livello locale. La sindaca è riuscita nei primi mesi a cavalcare l’onda lunga dei risultati e dei progetti messi in campo dal centrosinistra sia a livello comunale che nazionale, ma quando ha dovuto camminare con le proprie gambe ha fatto solo passi indietro. Questo post sarebbe lunghissimo se riportassimo tutti i fallimenti dell’attuale giunta: basta proferire le parole ‘Olimpiadi’ per dare un significato omnicomprensivo delle opportunità perse e ‘Piazza San Carlo’ per evidenziare come l’incompetenza possa causare tragedie. Ma ad ogni insuccesso o scandalo Chiara Appendino è stata sempre pronta a sacrificare i suoi stretti collaboratori o i suoi assessori (anche qui la lista è lunga da Giordana a Pasquaretta) ed anche stavolta ha minacciato evidenti finte dimissioni per scaricare Montanari, dopo averlo scelto, appoggiato ed utilizzato senza scrupoli per strizzare l’occhio ai No Tav. Ma oggi anche quella parte di cittadini, soprattutto delle periferie che avevano creduto alle sue promesse, quella parte di imprenditori e commercianti che avevano dato credito al M5S (ma che con il caos della Ztl hanno giustamente perso la pazienza) e quelle forze politiche di opposizione che credevano di trarre vantaggio, seppur indiretto, dall’onda grillina, hanno definitivamente abbandonato Chiara Appendino.
Ma state tranquilli, la nostra sindaca non si dimetterà, oramai rassegnata a far durare la sua parabola politica in picchiata almeno fino alla scadenza naturale del mandato. Quello che deve servire da monito per il Partito Democratico in questa vicenda è che non è possibile, sia a livello locale che nazionale, imbastire alcuna ipotesi di alleanza anche post voto con questa categoria di incapaci, dilettanti ed arrivisti.

Violenza sulla donne: il governo ha tolto le risorse e azzerato la prevenzione

Non accettiamo dal M5S e dal governo nessuna lezione sui diritti delle donne. Nel famoso contratto di governo che sta alla base dell’attuale esecutivo sono stati cancellati anni di conquiste. Non deve quindi sorprendere che su temi delicati come la prevenzione contro il femminicidio in un anno non sia stato fatto praticamente nulla: a partire dal mancato trasferimento dei fondi del 2018 e 2019 alle Regioni da destinare ai centri antiviolenza e alle case rifugio. Risorse stanziate peraltro solo dal Governo Gentiloni con la legge di Bilancio del 2018. L’immobilismo del M5S e della Lega ha inoltre di fatto bloccato l’ultimo piano nazionale antiviolenza, adottato anch’esso dal precedente governo, togliendo strumenti e risorse a sostegno delle donne vittime di soprusi.

Olimpiadi: disfatta totale per Appendino

Complimenti a Milano e Cortina per l’assegnazione dei giochi invernali 2026, ma il rimpianto di Torino, che per colpa del M5S e del sindaco Chiara Appendino ha rinunciato alla candidatura, è oggi grandissimo. La mia città ha perso una occasione irripetibile di sviluppo sostenibile, di crescita economica ed occupazionale e di promozione internazionale rinunciando ad una appuntamento di prestigio e di valore mondiale. Anche se continuerà a governare fino alla fine del suo mandato Chiara Appendino conclude qui la sua carriera politica: nessuno, dopo questa disfatta, avrà il coraggio di ricandidarla.

 

Foto: “La Stampa”

Il Dl Crescita che non fa crescere

L’unico risultato del Dl Crescita è stato quello di incentivare il ritorno degli sportivi professionisti dall’estero in Italia. Ci aspettavamo da questo governo, dopo i tanti proclami e le promesse, misure efficaci per contrastare la fuga dei ‘cervelli’ o dei ‘giovani’ dal nostro Paese. Ci ritroviamo invece una norma voluta da M5S e Lega che permette, ad esempio, alle società di calcio, di risparmiare il 50 per cento sull’ingaggio dei tesserati italiani provenienti dall’estero: facendo un esempio lo stipendio di Maurizio Sarri lo pagheranno per metà la Juventus e per l’altra metà i cittadini. Se da tifosa bianconera mi riservo per ora ogni giudizio, da contribuente sono fortemente indignata.

Vicende Graziosi e Pasquaretta colpa dell’incapacità e dell’arroganza dell’Appendino

Le vicende dell’ex Portavoce del sindaco Pasquaretta e del Sovrintendente del Teatro Regio Graziosi, contestato anche oggi alla presentazione della prossima stagione musicale, pur nella loro differenze hanno un evidente comune denominatore: sono entrambi il risultato della gestione di potere perseguita in questi anni da Chiara Appendino e dal M5S. Una gestione arrogante, unilaterale e controproducente che ha gettato fango su due eccellenze riconosciute del nostro territorio come il Salone del Libro ed il Teatro Regio

Ampliamento ZTL: Appendino fa rimuovere ai commercianti le locandine di protesta

Si è consumata oggi a Torino la frattura definitiva fra l’amministrazione comunale del M5S ed il sistema economico e commerciale della città. Condanniamo fortemente l’azione repressiva della Polizia Municipale che ha imposto ai negozianti la rimozione delle locandine che criticavano l’ampliamento unilaterale della Ztl. Chiara Appendino crede di poter ridurre al silenzio chi protesta pacificamente e non condivide le sue scelte, ma non è così che dovrebbe funzionare una democrazia.

 

Foto: La Stampa

Teatro Regio: la situazione si aggrava

La situazione del Teatro Regio rischia di divenire irreversibile. Prorogare fino a settembre l’incarico del Sovrintendente Graziosi, la cui gestione inadeguata ha aggravato un quadro occupazionale già critico a causa del Decreto Dignità che penalizza dipendenti e direttori in scadenza di contratto, significherebbe distruggere la credibilità internazionale dell’ente musicale. ll fatto che ad oggi non sia stata ancora presentata la stagione 2019 – 2020 è un campanello di allarme che non può essere sottovalutato. Ci appelliamo al Ministro Bonisoli affinché intervenga tempestivamente per risollevare le sorti di un tempio mondiale dell’opera lirica, dal momento che è ormai chiaro che l’amministrazione comunale di Torino non è più in grado di gestire i problemi.

Riflessioni post elezioni

Dall’appuntamento elettorale di domenica emergono, come è stato ampiamente rimarcato, due evidenti fattori: la crescita esponenziale della Lega ed il crollo del M5S. Il Partito Democratico ha complessivamente tenuto e nelle città ha dimostrato una competitività che ad oggi manca purtroppo nelle aree non urbane. Anche se va sottolineato, leggendo con attenzione i dati territoriali, come spesso il voto a livello Europeo della Lega subisca riduzioni sensibili in presenza di elezioni Amministrative. Lo stesso elettorato quindi, affascinato dalla narrazione di Salvini, non sembra però disposto a concedere il medesimo credito verso una classe dirigente locale che non conosce o che non apprezza. Per quanto riguarda le elezioni del Piemonte è necessaria una riflessione di tutto il gruppo dirigente del Partito Democratico per capire le motivazioni di una sconfitta dignitosa ma forse troppo “annunciata” e di una campagna elettorale incentrata quasi esclusivamente sui candidati e non sui contenuti. Un plauso va comunque a Sergio Chiamparino che si è speso con passione e determinazione e che con alto senso di responsabilità, dignità e coraggio, si è assunto la responsabilità della sconfitta ed ha annunciato che lascerà il seggio in Consiglio regionale per dare opportunità a nuove risorse e territori che non hanno trovato spazio.

Teatro Regio: ancora problemi a causa delle scelte del M5S!

Se le accuse sulla cattiva gestione del Teatro regio di Torino apparse oggi sulla stampa venissero confermate, si tratterebbe di una situazione gravissima causata dal sindaco Appendino ed avallata dall’intero governo.
Sulla nomina di William Preziosi a sovrintendente al Teatro Regio avevamo da tempo sollevato forti perplessità riguardo a capacità, competenze e curriculum e presentato un’apposita interrogazione parlamentare. La risposta del governo che aveva rassicurato sull’idoneità del candidato prescelto non ci aveva comunque convinti e ancora una volta, come nell’ultimo caso di Pasquaretta, il metodo Appendino di riservare i posti chiave agli amici ed agli amici degli amici, con il sostegno in questo caso dal Ministro leghista Bonisoli, sta creando alle istituzioni locali seri problemi economici, occupazionali e di immagine.

Vergognoso scambio d’accuse tra Salvini e M5S sul tragico incendio di Mirandola

Lo scambio di accuse tra Salvini e il M5S sulle responsabilità del tragico rogo di Mirandola è forse il punto più basso della dialettica elettorale della storia della Repubblica. Da un parte il Ministro dell’Interno utilizza perfino la morte di un anziana signora e della sua badante, peraltro straniera, per criminalizzare tutti gli extracomunitari. Dall’altra il M5S, che fino ad oggi  ha sostenuto e condiviso la politica intollerante della Lega nei confronti dei migranti, è divenuto all’improvviso paladino dei diritti umani soltanto per recuperare qualche punto nei sondaggi. Mai come in questi casi il silenzio dovrebbe essere d’oro.

Cannabis Shop: l’ennesima retromarcia di Salvini

Dopo l’annuncio di chiudere tutti i Cannabis shop, in poche ore Salvini  è tornato sui suoi passi e la circolare ministeriale non ha disposto alcuna restrizione. Forse perché questi esercizi commerciali sono legali ed aperti anche in seguito all’approvazione della Legge n. 242 del dicembre 2016, votata anche dalla Lega? Purtroppo però, in seguito alle minacce del vicepremier, molte manifestazioni come il festival della canapa di Torino sono state annullate: e a pagare le conseguenze sono soltanto gli agricoltori e gli esercenti onesti!

Auto Blu: sono aumentate del 10% e molte sono inutilizzate

Con il governo del cambiamento le auto blu in Italia sarebbero aumentate in un anno, secondo le ultime rilevazioni ufficiali, di oltre il 10 per cento e la maggior parte dei veicoli sarebbero inutilizzati: si tratta di un dato impietoso che certifica l’ennesimo fallimento dell’attuale maggioranza su un tema, quello degli sprechi pubblici, utilizzato con demagogia in campagna elettorale e come pretesto per dire di no ai grandi eventi come le Olimpiadi di Torino o le infrastrutture come la Tav.

Omicidio Murazzi: Bonafede incapace ed ipocrita

Quanto denunciato oggi dal presidente della Corte di Appello di Torino, sulla carenza di personale del Tribunale è gravissimo. Prendiamo atto che governo e Ministero della Giustizia non sono in grado di garantire lo stato di diritto e la sicurezza dei cittadini. Il Ministro Bonafede ha inviato in colpevole ritardo gli ispettori ma dovrebbe riflettere su come in questi mesi abbia utilizzato il suo ruolo soltanto per scopi propagandistici ed elettorali come sulla ridicola passarella mediatica in occasione dell’estradizione di Cesare Battisti

Per Lega e M5S le donne devono scegliere tra lavoro e figli

Il governo gialloverde impone modelli di famiglia dove le mamme non devono lavorare. L’Inps ha infatti applicato le norme presenti nella Legge di Bilancio e le donne che rinunciano al congedo parentale non potranno più beneficiare dei 600 euro mensili del bonus baby sitter e nido introdotti dai precedenti governi a guida Pd. Sono queste le misure varate da Lega e M5S che scoraggiano l’occupazione femminile compatibile con la maternità e confinano la donna al solo ruolo domestico. Il partito di Salvini sta realizzando la sua idea di nucleo familiare tradizionale mentre prendiamo atto ancora una volta dell’incompetenza e della malafede dei grillini che promettono una cosa ma poi fanno l’opposto

Paese in recessione e stangata delle tasse locali

Questa maggioranza non solo ha portato il Paese in recessione, facendo schizzare in alto il debito pubblico e, di conseguenza, indebitando i cittadini, ma ora provoca pure anche una vera e propria nuova stangata fiscale a scapito degli italiani. M5s e Lega, infatti, avendo cancellato in legge di Bilancio la norma che impediva agli enti locali di aumentare le tasse, si sono resi complici dei maggiori prelievi fiscali di comuni e regioni. Il governo gialloverde, messo alla prova dei fatti, non solo non serve a far ripartire l’economia, ma aumenta pure le tasse. Ad un anno dalle elezioni tutti gli indicatori mostrano un Paese alle corde e loro non hanno alcuna proposta concreta per far ripartire l’Italia.

Ius Soli: Salvini sciacallo sul futuro dei bambini

Poco prima di registrare la puntata del Maurizio Costanzo show in cui concedeva la cittadinanza a Rami proprio in tv, Salvini dichiarava testualmente ‘l’incontro al Viminale con Rami ci sarà, ma a telecamere spente perchè di fare Carramba che sorpresa o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni non mi interessa’. Nei giorni precedenti aveva addirittura invitato Rami a farsi eleggere ma poi – forse visto qualche sondaggio – ha detto di considerarlo un figlio. La verità è che Salvini strumentalizza tutto per qualche like. Il Ministro dell’Interno pur di avere visibilità e consenso facile è disposto a persino sciacallare sulla vicenda, sul futuro e sui sogni di un bambino.

Appendino in soli tre anni ha distrutto la città, è proprio vero a Torino nulla è impossibile

Oggi Torino è una città devastata da degrado, crisi economica, abbandonata dai grandi eventi e dagli investitori internazionale; dove si soffoca il commercio e lo sviluppo ma si aumentano le tasse ai cittadini e alle imprese. Tre anni fa tutto questo sarebbe stato impensabile ma Chiara Appendino ci è riuscita: è proprio vero a Torino nulla e’ impossibile!

Salvini condanna l’Italia all’arretratezza

Salvini rinuncia a trovare una soluzione che sblocchi la Tav e scappa da Roma per proseguire il tour della sua perenne campagna elettorale. La Lega, la cui classe dirigente è così appiattita sul suo capitano da rendere obbligata la presenza del Ministro dell’Interno anche per le elezioni condominiali, condanna l’Italia all’arretratezza e cede su tutta la linea al M5S ed al suo abbraccio mortale.

Toninelli, il Ministro dei Pretesti

Con le dichiarazioni di oggi il ministro Toninelli sulla Tav dimostra di anteporre deliberatamente dei meschini calcoli di bottega allo sviluppo e alla crescita economia italiani, che in buona parte dipendono dalle infrastrutture.
E’ chiaro che Toninelli non ha nessuna intenzione di avviare l’opera. Ormai il suo ruolo consiste nell’inventarsi ogni giorno dei pretesti, che con il passare del tempo diventano però sempre più improbabili e ridicoli. Quelli di oggi sfiorano l’aperta provocazione. Ormai è diventato il ministro dei Pretesti.
Dopo l’insensata ecotassa a danni dei produttori italiani di auto, ora Toninelli e il governo intendono farsi guidare non dal bene del Paese ma dalla propaganda anche sulla Tav. Il problema è che, con le grandi opere ferme, il Paese pagherà a lungo le conseguenze di tanto irresponsabile cinismo.

Lo psicodramma di Lega e M5S sulle banche

Si è consumato oggi in aula sull’approvazione del Decreto legge sulla banca Carige lo psicodramma collettivo del M5S e della Lega: quei partiti oggi al Governo ma che poco più di due anni fa, quando erano all’opposizione, hanno infangato il Pd per aver salvato alcune banche – quindi lavoratori, imprese, i risparmi degli italiani e l’intero sistema economico nazionale – dal fallimento.
Per salvare la banca Carige, come ha ammesso lo stesso Ministro Tria, il governo del cambiamento ha presentato un decreto legge fotocopia rispetto a quello emanato dal precedente governo Gentiloni. L’unica differenza sta oggi nella responsabilità delle opposizione e del Pd, che hanno approvato il decreto, mentre due anni fa l’attuale vicepremier Luigi di Maio, in una vera e propria trance agonistica, criticava l’allora governo per aver deciso di salvare le banche italiane. Proprio come l’altro esponente pentastellato della decrescita felice, quel Di Battista che fa il rivoluzionario girando le spiagge con i soldi di papa’ provenienti dai lavoratori pagati in nero, che promise solennemente che il M5S non avrebbe mai dato soldi alle banche private. Non dimentichiamoci però dell’altro compagno di avventura a Palazzo Chigi: la Lega che sulla crisi delle Banche Venete non disse e fece niente; memore forse di quando pochi anni prima fece addirittura fallire la banca Padana Credieuronord a causa di quello che i cronisti attenti dell’epoca definirono ironicamente “analfabetismo finanziario” ed allegra gestione. In quell’occasione gli azionisti della banca leghista si ritrovarono sul lastrico e niente è stato fatto per risarcire chi è stato ingannato.
 
Promettere cosa che non si può mantenere a chi perde i propri risparmi in investimenti sbagliati è infatti un atto vile e spregevole che prima o poi ti si ritorce contro: ma credo che se siano accorti anche Salvini e Di Maio dopo le dure contestazioni che i risparmiatori delusi dalle loro promesse hanno riservato loro nei giorni scorsi.
 
Vedere oggi i volti smarriti a Montecitorio dei deputati del M5S e della Lega vale comunque molto di più di qualsiasi ammissione di colpa.