Appendino non ha mai dialogato con i cittadini

In questi anni da sindaco Chiara Appendino si è sempre rifiutata di incontrare chi metteva in discussione le sue scelte: dai rappresentanti delle circoscrizioni per i tagli di bilancio, ai comitati di quartiere per il degrado pubblico e l’aumento delle tasse. Sotto la sua amministrazione, rispetto alla Tav, il Comune di Torino è prima uscito dall’Osservatorio sull’Alta Velocità per poi approvare una mozione contraria alla Torino Lione, alimentando peraltro un clima di scontro e di contrapposizione con le categorie produttive e sindacali. La priorità di Chiara Appendino è stata quella di anteporre il bene comune della città alle richieste dell’elettorato del M5S. Ma ha fallito anche in questo. Oggi, scaricata dal governo e dai cittadini, paga la sua arroganza e la sua incapacità: le cui colpe stanno però ricadendo sulla comunità. Dia una chance a Torino e si dimetta.

Il mio intervento contro lo scellerato condono Di Maio

Giunta Appendino al capolinea

La giunta Appendino è arrivata al capolinea: con l’approvazione oggi della mozione in consiglio comunale di Torino, da parte del M5S, contro la Tav si è palesata una delle pagine più buie della città. Oggi non si sono scontrate due visioni sul futuro del territorio ma si è dato spazio, visibilità e dignità istituzionale ad un documento confusionario, approssimativo, dilettantesco e pieno di fake news, frutto dell’ideologia, dell’ignoranza e dell’incompetenza. E tutto questo nonostante gran parte della cittadinanza e della comunità locale, dai lavoratori agli imprenditori, si fosse apertamente schierata a favore della Torino – Lione. Con questi presupposti non ci sarà più nessuno che investirà su Torino, se un manipolo di dilettanti allo sbaraglio potrà disfare a proprio piacimento accordi già raggiunti, leggi già approvate e progetti già deliberati. Prima che sia troppo tardi la parola deve passare nuovamente agli elettori

Sospensione dei lavori della TAV: come voterà la Lega?

La mozione sulla sospensione dei lavori della Tav, presentata dal M5S di Torino e avallata dal sindaco è una scelta politica gravissima che potrebbe avere effetti devastanti per l’economia e l’occupazione di tutto il territorio. Se venisse infatti approvato un atto di indirizzo simile la città pagherebbe un prezzo altissimo in termini di fiducia e credibilità degli investitori e dell’opinione pubblica internazionale. Evidentemente la pressione dei numerosi procedimenti giudiziari sta togliendo lucidità al sindaco. Vedremo come si comporterà la Lega di fronte a questo spartiacque da cui dipende il futuro della città.

Buffagni inattendibile cerca solo di rimediare alla figuraccia

Se il Ministro Toninelli ha già pronto il dossier sui costi e benefici della Tav lo renda noto immediatamente. In caso contrario il sottosegretario Stefano Buffagni sta solo cercando un pò di visibilità per riscattare la figuraccia mondiale del M5S. D’altronde cosa possiamo aspettarci da un politico che fino a poche settimane fa chiamava la Lega un ‘sistema marcio che sta infettando le istituzioni’ mentre oggi è al governo grazie a Salvini. Ancora una volta il Movimento 5 Stelle sta danneggiando il Piemonte

TAV: i numeri (quelli veri)

Il no ideologico del M5S alla Tav ed alle infrastrutture è assurdo ma è sicuramente una motivazione già utilizzata e conosciuta rispetto alle recenti dichiarazioni false ed imbarazzanti di esponenti del governo, come il Sottosegretario di Stato del Ministero per gli affari regionali Stefano Buffagni, che ha sottolineato che la Torino Lione è inutile perchè il nostro partner commerciale è la Germania, e il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che non ha capito la differenza tra tunnel del Brennero ed il Valico del Brennero.
Credo che l’onestà intellettuale dei cittadini e degli elettori di governo e maggioranza sia superiore a quella dimostrata dai loro eletti nelle istituzioni.
E’ per questo motivo che voglio ricordare come recenti studi hanno rimarcato come l’Alta Velocità Torino-Lione avrà un impatto totale da 9 miliardi di euro e 52.000 assunzioni nei prossimi 11 anni sul sistema paese.
Le proiezioni sulla realizzazione dell’opera parlano infatti di un valore aggiunto totale di 10,6 miliardi: 3,6 in termini diretti (cantiere), 3,7 in modo indiretto (imprese e fornitori che vengono attivati), 3,2 indotti (redditi, occupazione, fatturato). Non solo 52.000 assunzioni: sugli 11 anni saranno necessari 125.000 lavoratori a tempo pieno di cui il 73 per cento in settori diversi dalle costruzioni (agricoltura, industria, commercio, trasporti, turismo, servizi alle imprese, servizi)”.
La spesa di investimento effettivamente sostenuta dall’Italia tra il 2020 e il 2027 si somma ai circa 350 milioni di euro l’anno e genererà, in termini diretti, indiretti e indotti, un aumento del Pil nazionale annuo pari a 1,3 miliardi. Alla luce di tali dati, secondo il dossier, il margine creato dall’investimento sostenuto dall’Italia, pari alla differenza tra i due ultimi valori, è di 970 milioni di euro annui e potrebbe essere impegnato in altre opere pubbliche senza impatti sui conti pubblici.
Per quanto riguarda gli scambi commerciali è poi necessario avere presente che l’Italia ha una economia basata per oltre il 30 per cento sulle esportazioni: in Europa e nel mondo.
Se consideriamo il nostro continente gli scambi non sono soltanto verso la Germania (dove è destinato circa il 12 per cento del totale) ma anche verso Francia e Spagna e Portogallo (che insieme rappresentano quasi il 18 per cento del volume d’affari complessivo), tre nazioni che saranno collegate, assieme ad altre, con l’alta velocità ferroviaria.
E’ stato inoltre appurato che già oggi il gap infrastrutturale nel trasporto delle merci dell’Italia rispetto ai principali concorrenti europei, ci costa circa 70 miliardi di euro di export perduto.
La Tav è necessaria, sono i numeri (quelli veri) a certificarlo.

Il Governo fa scommessa al buio con i soldi degli italiani

Il ministro Tria ha chiarito che la manovra è scritta sull’acqua  Non ha fornito un elemento che possa suffragare i fantasiosi numeri di crescita e di possibile calo del debito. Tutto ha il sapore della scommessa. La speranza tiene il posto di una valutazione concreta di ciò che serve all’economia reale del paese.  Quando lo capiscono riconfermano  le misure dei governi del Pd altrimenti si va avanti per misure demagogiche, confuse  mance elettorali  che dilapidano i soldi. Si fa debito ma senza creare crescita e occupazione.  Sembra di  assistere ai riti propiziatori prima dell’ estrazione dei numeri  del lotto piuttosto che alla presentazione di dati con un fondamento di logica e professionalità. Quella del Governo è una scommessa al buio  fatta con i soldi degli italiani

Appendino scarica sue incapacità su altri

Arrivata a metà mandato la sindaca Appendino, per coprire la sua incapacità, continua a dare colpe alla giunta precedente. Semplicemente è patetico. D’altra parte anche la recente disfatta olimpica subita è la prova provata che sa solo scaricare le colpe sugli altri. La mancata partecipazione di Torino ai Giochi a chi la vuole imputare? Le diamo un indizio: fa pessimamente la sindaca di Torino”

Governo assente su crisi Hag, solidarietà ai dipendenti in sciopero

Il governo si attivi seriamente per evitare la chiusura dello stabilimento di caffè di Anzedeno (Torino) ed il licenziamento collettivo di tutti i 57 dipendenti. Evidentemente le norme del Decreto Dignità, i tweet e gli slogan del governo e della maggioranza non hanno impedito all’azienda Jde di annunciare lo spostamento di una industria storica del nostro territorio all’estero. Si tratta di uno stabilimento, tra l’altro, dove la produzione è a pieno regime e che non ha mai registrato segnali di crisi. Piena solidarietà va ai dipendenti che oggi stano manifestando per il ritiro della procedura di licenziamento ed il mantenimento dell’attività.

Olimpiadi: Appendino, scaricata da governo e M5S, si dimetta

Appendino sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026 è stata scaricata dal governo e dal vicepremier Di Maio. Paga l’incertezza di un progetto che il M5S locale ha sempre contrastato e non è mai riuscita a fare squadra con Cortina e Milano. Con la sua incapacità sta portando una delle metropoli più importanti d’Italia nel baratro. Ogni promessa elettorale è stata un clamoroso flop. Ne prenda atto e si dimetta

Buoni pasto: a Torino migliaia di imprese di ristorazione in crisi, ma dal governo nessuna risposta

Un milione di lavoratori senza buoni pasto, decine di migliaia di imprese di ristorazione da rimborsare e licenziamenti: sono questi i numeri drammatici della crisi di Qui!Group l’azienda in fallimento che fornisce i ticket di numerose pubbliche amministrazioni in cinque regioni. Si tratta di una situazione insostenibile su cui il governo non è ancora intervenuto e su cui è necessario prendere provvedimenti urgenti ed efficaci. Sul tema ho presentato un’interrogazione.
Il governo deve fornire rassicurazioni e certezze ai dipendenti pubblici ed alle aziende della filiera coinvolte che, in molti casi, si sono esposte ed indebitate per decine di migliaia di euro e rischiano seriamente di avere gravi ripercussioni sulla continuità produttiva e sui livelli occupazionali. Si tratta di un problema diffuso che solo a Torino coinvolge almeno duemila realtà imprenditoriali, spesso di piccole e medie dimensione, per importi che variano dai 20mila agli 80mila euro.
E’ altrettanto necessario controllare in maniera incisiva l’attività e la correttezza delle aziende distributrici di buoni pasto per prevenire e contrastare tempestivamente ogni elemento di crisi.

Il Governo non vede la realtà

Le cose non sembrano andar bene. Calo del Pil secondo le previsioni Ocse e netto aumento delle domande di disoccupazione a luglio. Anche oggi i dati ci offrono seri motivi di preoccupazione, dopo quelli dei giorni scorsi su industria ed export. Ma il governo sembra disinteressarsi della realta’ e continua a inseguire sogni, false promesse e a litigare sulla manovra

Olimpiadi 2026: stop candidatura colpa del governo, esulta solo il sindaco di Torino

Il governo ha fatto fallire la candidatura italiana per le Olimpiadi invernali del 2026 rinunciando ad una opportunità strategica per il prestigio ed il rilancio del nostro paese.
Sono stati Salvini e Di Maio a spingere, soltanto per fini propagandistici, per una candidatura a tre: per non scontentare quindi Lombardia e Veneto a guida leghista ed il Comune di Torino governato dal M5S. In queste settimane nessun esponente del governo ha cercato una mediazione efficace capace di creare sinergie ed obiettivi condivisi tra i territori interessati mentre è stato alimentato un clima campanilistico di scontro mediatico ed istituzionale.
L’Italia perde un’occasione di sviluppo occupazionale, economico, sociale ed infrastrutturale. L’unico soddisfatto di questo disastro sarà Chiara Appendino, il sindaco di Torino, che nonostante l’incapacità di gestire una candidatura così prestigiosa, è riuscita a salvare la sua poltrona visto che la maggioranza del M5S in consiglio comunale è da sempre contraria alle Olimpiadi ed ai grandi eventi.

Il governo cancella 91 progetti per la Città Metropolitana di Torino

Il governo giallo – verde ha tolto alla Città Metropolitana di Torino 40 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie. Un progetto che coinvolgeva 11 comuni con l’obiettivo di coniugare qualità della vita e sicurezza ai cittadini è stato cancellato. Ho depositato un ordine del giorno al Decreto Milleproroghe per il ripristino dei fondi già stanziati.
Le promesse del Presidente del Consiglio, rivolte all’Anci, per reintegrare i finanziamenti nel prossimo provvedimento utile non possono purtroppo rassicurarci. Come non ci rassicurano i ‘sospiri di sollievo’ del presidente della Città Metropolitana Chiara Appendino. Quello che sappiamo è che i cittadini non potranno beneficiare di 91 interventi strutturali che riguardavano l’arredo urbano, l’abbattimento di barriere architettoniche, la riqualificazione di aree e spazi pubblici degradati, la messa in sicurezza di edifici, la sistemazione di parchi urbani ed aree ricreative, la promozione della mobilità ciclabile.

Ripristinare i 40 milioni per riqualificare periferie di Torino

Chiediamo di ripristinare i quaranta milioni di euro che il Governo Renzi ha stanziato per la riqualificazione delle periferie della Città metropolitana di Torino e che sono stati bloccati dall’attuale maggioranza giallo-verde.
Chiedo pubblicamente anche al sindaco Chiara Appendino di attivarsi concretamente con i suoi referenti al governo affinché possano essere attuati tutti gli strumenti e le risorse utili per migliorare la qualità della vita dei numerosi residenti di Torino che sono stati fino ad oggi abbandonati dall’attuale amministrazione comunale, nonostante le promesse elettorali.

Evacuazione Palazzine Ex-moi flop pericoloso, Salvini venga a riferire in Parlamento

Evacuare gli immobili senza attuare misure efficaci per prevenire nuove occupazioni è inutile, pericoloso e controproducente. Chiediamo al Ministro Salvini di venire in Parlamento per chiarire la situazione relativa alle Palazzine Ex Moi di Torino evacuate il 6 agosto e rioccupate qualche giorno dopo.
L’intervento del mese scorso, salutato come un successo da Matteo Salvini e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, si è rivelato presto flop clamoroso. Appare ora in tutta la sua evidenza come il Ministro dell’Interno ed il Comune di Torino abbiano messo in scena uno spot mediatico dove oltre 600 agenti hanno accompagnato fuori dalle loro abitazioni poche famiglie. Nuclei familiari tranquilli quindi, pacifici e già censiti (che avevano comunque da tempo intrapreso un confronto con le istituzioni per essere trasferiti in altra abitazione) sono stati sostituiti da nuovi individui di cui non si conoscono le generalità. Tutto questo in un contesto ancora problematico e pericoloso per l’ordine pubblico che vede la stabile occupazione delle altre tre palazzine dove sono stati registrati peraltro la maggior parte degli episodi di violenza, vandalismo e microcriminalità.
Salvini faccia almeno per una volta seriamente il ministro per cui è pagato; lasci stare sagre, selfie e social e venga in Parlamento a spiegare la reale situazione delle Palazzine Ex Moi, chiarendo se il suo ministero ha previsto misure efficaci per prevenire nuove occupazioni nei locali e se e quando verranno evacuati gli altri stabili occupati ancora da centinaia di cittadini immigrati dove regna l’illegalità e l’insicurezza.

Appendino in crisi, ossessionata dal Pd

Chiara Appendino come sindaco ha fallito completamente: con lei Torino ha perso prestigio, credibilità e capacità di attrarre investimenti. Nonostante le promesse elettorali le periferie sono state completamente abbandonate, i grandi eventi cancellati, la legalità e la sicurezza dimenticare. Basti pensare al recente flop dello sgombero delle palazzine Ex Moi, rioccupate in tutta fretta dopo una evacuazione fatta solo a scopo mediatico. Basterebbe seguire la sindaca sui social per rendersi conto che la sua è una politica fatta solo di annunci e slogan. Sicuramente Chiara Appendino è ossessionata da Renzi e dal Pd che continuano a rappresentare l’unica scusante per nascondere la sua incapacità e quella del governo giallo – verde.

Blocco dei fondi per il recupero delle periferie

Il blocco dei fondi per il recupero delle periferie e’ un vergognoso gioco delle tre carte con cui il governo blocca lo sviluppo delle periferie italiane per non si sa bene quale scopo.
Questo vuol dire che Torino non potra’ piu’ contare sui 18 milioni di euro gia’ assegnati dal precedente governo per riqualificare le periferie della citta’. I progetti per rilanciare le zone disagiate e migliorarne i servizi dovranno quindi essere o interrotti o nemmeno iniziati. Non si sa bene quale sia la logica che abbia guidato il governo in questa sciagurata decisione.
Di certo, Lega e M5S hanno smentito in modo clamoroso tutti i proclami fatti in campagna elettorale sulle periferie. Oggi hanno assestato un bruttissimo colpo contro il futuro delle persone che ci vivono.

Solidarietà a Chiara Appendino

Esprimo piena solidarietà a Chiara Appendino oggetto di una frase squallida e sessista pubblicata su L’Espresso nel ‘gioco dell’estate sull’appeal dei politici’. Ho criticato duramente Chiara Appendino nel suo ruolo di sindaco di Torino ma è necessario stigmatizzare ogni tentativo di fare battute di bassa lega, di qualunque tipo e con qualunque motivazione, che denigrano la dignità delle persone e delle donne in particolare.

La superficialità di Toninelli

Ogni volta che il ministro Toninelli esterna sulla Tav cambia i motivi per cui l’opera debba essere ritardata. Ieri il problema erano le ricognizioni da svolgere entro l’anno, oggi gli accordi tra Italia e Francia. L’impressione e’ sempre piu’ quella di uno studente poco preparato che arrangia una risposta cosi’ improvvisata da dimenticarsene poco dopo. Piuttosto che continuare a inventare o a rivolgersi a un No Tav per avere informazioni sull’opera, si decida a visitarne il cantiere. Potrebbe cosi’ cominciare a rendersi conto dei problemi dell’opera, della sua importanza e
magari riuscire a sostituire le sue strampalate e semplicistiche teorie con contenuti piu’ consoni a un ministro della Repubblica.
Prima che nel suo interesse, lo dico per quello del Paese: non possiamo continuare a farci ridere dietro nel mondo per la sua impreparazione e superficialita’.