Il Governo non vede la realtà

Le cose non sembrano andar bene. Calo del Pil secondo le previsioni Ocse e netto aumento delle domande di disoccupazione a luglio. Anche oggi i dati ci offrono seri motivi di preoccupazione, dopo quelli dei giorni scorsi su industria ed export. Ma il governo sembra disinteressarsi della realta’ e continua a inseguire sogni, false promesse e a litigare sulla manovra

Olimpiadi 2026: stop candidatura colpa del governo, esulta solo il sindaco di Torino

Il governo ha fatto fallire la candidatura italiana per le Olimpiadi invernali del 2026 rinunciando ad una opportunità strategica per il prestigio ed il rilancio del nostro paese.
Sono stati Salvini e Di Maio a spingere, soltanto per fini propagandistici, per una candidatura a tre: per non scontentare quindi Lombardia e Veneto a guida leghista ed il Comune di Torino governato dal M5S. In queste settimane nessun esponente del governo ha cercato una mediazione efficace capace di creare sinergie ed obiettivi condivisi tra i territori interessati mentre è stato alimentato un clima campanilistico di scontro mediatico ed istituzionale.
L’Italia perde un’occasione di sviluppo occupazionale, economico, sociale ed infrastrutturale. L’unico soddisfatto di questo disastro sarà Chiara Appendino, il sindaco di Torino, che nonostante l’incapacità di gestire una candidatura così prestigiosa, è riuscita a salvare la sua poltrona visto che la maggioranza del M5S in consiglio comunale è da sempre contraria alle Olimpiadi ed ai grandi eventi.

Ripristinare i 40 milioni per riqualificare periferie di Torino

Chiediamo di ripristinare i quaranta milioni di euro che il Governo Renzi ha stanziato per la riqualificazione delle periferie della Città metropolitana di Torino e che sono stati bloccati dall’attuale maggioranza giallo-verde.
Chiedo pubblicamente anche al sindaco Chiara Appendino di attivarsi concretamente con i suoi referenti al governo affinché possano essere attuati tutti gli strumenti e le risorse utili per migliorare la qualità della vita dei numerosi residenti di Torino che sono stati fino ad oggi abbandonati dall’attuale amministrazione comunale, nonostante le promesse elettorali.

Evacuazione Palazzine Ex-moi flop pericoloso, Salvini venga a riferire in Parlamento

Evacuare gli immobili senza attuare misure efficaci per prevenire nuove occupazioni è inutile, pericoloso e controproducente. Chiediamo al Ministro Salvini di venire in Parlamento per chiarire la situazione relativa alle Palazzine Ex Moi di Torino evacuate il 6 agosto e rioccupate qualche giorno dopo.
L’intervento del mese scorso, salutato come un successo da Matteo Salvini e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, si è rivelato presto flop clamoroso. Appare ora in tutta la sua evidenza come il Ministro dell’Interno ed il Comune di Torino abbiano messo in scena uno spot mediatico dove oltre 600 agenti hanno accompagnato fuori dalle loro abitazioni poche famiglie. Nuclei familiari tranquilli quindi, pacifici e già censiti (che avevano comunque da tempo intrapreso un confronto con le istituzioni per essere trasferiti in altra abitazione) sono stati sostituiti da nuovi individui di cui non si conoscono le generalità. Tutto questo in un contesto ancora problematico e pericoloso per l’ordine pubblico che vede la stabile occupazione delle altre tre palazzine dove sono stati registrati peraltro la maggior parte degli episodi di violenza, vandalismo e microcriminalità.
Salvini faccia almeno per una volta seriamente il ministro per cui è pagato; lasci stare sagre, selfie e social e venga in Parlamento a spiegare la reale situazione delle Palazzine Ex Moi, chiarendo se il suo ministero ha previsto misure efficaci per prevenire nuove occupazioni nei locali e se e quando verranno evacuati gli altri stabili occupati ancora da centinaia di cittadini immigrati dove regna l’illegalità e l’insicurezza.

TAV: M5S e Lega boicottano opera, Salvini appoggia i teppisti?

L’assenza di M5S e Lega al tavolo infrastrutture promosso dalla Regione Piemonte è un fatto gravissimo. Ce lo aspettavamo dai grillini che evidentemente vorranno gestire gli appalti di tutta Italia come hanno fatto per il nuovo stadio di Roma. Ci sorprende però la Lega che fino a poco tempo fa aveva ribadito, anche pubblicamente durante l’assemblea di Confindustria, che la Tav e il Terzo valico sarebbero state priorità per il Piemonte e per il paese. Cosa dice adesso il Ministro Salvini sul suo partito che si è schierato con quei delinquenti che usavano la Tav per gettare le bombe contro chi, come le Forze dell’Ordine, tentava di proteggere i lavoratori ed i cantieri di Chiomonte?

Sul nuovo governo

Il nuovo governo nasce dalle menzogne. Per la prima volta leader politici hanno mentito non solo in campagna elettorale ma anche durante le consultazioni: nonostante le promesse M5S e Lega hanno infatti scelto numerosi ministri tecnici oltre a personaggi senza competenze e con falsi curriculum. Di Maio e Salvini hanno minacciato il Presidente Mattarella per poi scusarsi in tutta fretta per paura di spread ed elezioni anticipate; hanno sfidato la comunità internazionale per poi affidarsi ad un ministro degli Esteri, sicuramente competente ed autorevole, che era però già presente nei governi Monti e Letta; alimentando quindi un clima di incertezza che compromette la ripresa economica nazionale, i risparmi ed il potere d’acquisto degli italiani. Soltanto su un versante sono stati coerenti: sulla parità di genere. Le pochissime donne presenti nell’esecutivo rispecchia fedelmente la cultura di M5S e Lega sulle politiche di inclusione femminile e sulle pari opportunità

Tav: con stop danni per ambiente

La Tav va completata perché è un’opera fondamentale per l’Italia. Non perché ce lo dice la Francia o per paura di pagare le penali. Questa infrastruttura, che rappresenta da sola il 2% di Pil del Piemonte, avrà notevoli ricadute per l’economia, l’occupazione e soprattutto per l’ambiente. É stato infatti stimato che l’impatto sulla qualità dell’aria sarà impressionante dal momento che la nuova opera eliminerà dalle strade circa 1,3 milioni di Tir l’anno. Rinunciare alla Tav sarebbe un atto irresponsabile ed un sopruso verso le comunità locali con cui è stata condivisa.

Incontri Di Maio con forze ordine? Allusioni leader 5s molto gravi, interrogazione a Minniti

A che cosa si riferisce Di Maio quando parla di incontri segreti con gli esponenti delle forze dell’ordine? E in che veste Di Maio si intromette nel lavoro della magistratura occupandosi di inchieste a cui allude in modo oscuro? Le allusioni del capo politico dei 5 Stelle sono molto gravi e sollevano inquietanti interrogativi. Perchè e che titolo Di Maio dovrebbe interferire nell’attività di indagine di un organo autonomo come la magistratura, per giunta senza chiarire i contorni della vicenda? Le sue parole configurano un comportamento che rasenta l’eversione. E’ dunque indispensabile fare chiarezza sull’episodio. Per questo presenterò l’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Difesa.

Avanti, insieme

Ho firmato la candidatura per il Parlamento e l’ho fatto con un occhio rivolto a ieri, e un occhio rivolto al domani. Il pensiero è andato infatti a tutto quello che abbiamo realizzato in questi anni: legge per il ‘dopo di noi’, unioni civili, maggiori tutele per i lavoratori, legge contro gli ecoreati e lo spreco alimentare, maggiori tutele per le donne, art bonus, e potrei continuare l’elenco a lungo. E’ stato fatto tanto, in modo concreto, ed è stato fatto bene. Ma tanto ancora c’è da fare, e noi vogliamo realizzarlo. Guardo dunque anche al futuro, con quelle idee, quei progetti, quelle iniziative che possono far continuare a crescere l’Italia come accaduto in questi anni. Per questo il 4 marzo ti chiedo non solo di votare, ma anche di impegnarti a far votare il Partito Democratico. Continuiamo questo cammino, insieme.

Riforme Pd fanno bene al Paese

I dati diffusi oggi dall’Istat e dal Centro Studi di Confindustria ci descrivono un Paese in cui si rafforza la crescita economica e si irrobustiscono tutti gli indicatori economici ed occupazionali. La produzione industriale, dice l’Istituto di statistica, con il rilevante traino dei beni strumentali e di quelli consumo, ad ottobre raggiunge quota +3,1% sull’anno. Non e’ il risultato del caso o della buona sorte, ma il traguardo raggiunto grazie alle politiche di sostegno al comparto industriale dei mille giorni del governo Renzi prima e dell’esecutivo Gentiloni poi. Positive sono anche le prospettive per l’Italia tracciate dal Csc per i prossimi anni: Pil e occupazione in crescita, tasso di disoccupazione ed indebitamento della Pubblica amministrazione in discesa, solo per fare alcuni esempi. Ora non bisogna mettere a rischio questo percorso virtuoso. Ma, anzi, oggi serve dare continuità alle scelte riformatrici, affinchè tutti settori della società, a cominciare dalle fasce più deboli, possano beneficiare della crescita economica del Paese. Il Partito democratico e’ al fianco delle cittadine e dei cittadini italiani per vincere questa sfida.

I governi Pd con le riforme hanno diminuito le tasse

L’Ocse certifica che con i governi del Pd è diminuita la pressione fiscale. È l’ennesimo segnale del grande lavoro fatto in questi anni con i governi Renzi e Gentiloni. L’aspetto più rilevante è che la pressione fiscale sia calata, nonostante il Pd abbia trovato il PIL a -1,9%. Per ripianare i buchi, ancora una volta lasciati dai governi di Berlusconi, Bossi, Salvini, Brunetta e Tremonti, noi abbiamo agito sulle riforme addirittura diminuendo le tasse. Non è ancora abbastanza? Intanto le tasse calano e caleranno ancora grazie al fatto che abbiamo puntato sulla crescita. Anche questo significa aiutare il Paese.

Banche più solide e trasparenti: la mia mozione

Leggi qui il dossier sulla legge banche. Di seguito trovi invece la mia mozione.

MOZIONE 1/01731

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 872 del 17/10/2017

Abbinamenti

Atto 1/01707 abbinato in data 17/10/2017
Atto 1/01726 abbinato in data 17/10/2017
Atto 1/01728 abbinato in data 17/10/2017
Atto 1/01729 abbinato in data 17/10/2017
Atto 1/01730 abbinato in data 17/10/2017

Firmatari

Primo firmatario: FREGOLENT SILVIA 
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 17/10/2017

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
PELILLO MICHELE PARTITO DEMOCRATICO 17/10/2017
FONTANA CINZIA MARIA PARTITO DEMOCRATICO 17/10/2017
TANCREDI PAOLO ALTERNATIVA POPOLARE-CENTRISTI PER L’EUROPA-NCD 17/10/2017

 

Stato iter: 

10/17/2017

Partecipanti allo svolgimento/discussione
INTERVENTO GOVERNO 17/10/2017
Resoconto BARETTA PIER PAOLO SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE
 
DICHIARAZIONE VOTO 17/10/2017
Resoconto BUTTIGLIONE ROCCO MISTO-UDC-IDEA
Resoconto MONCHIERO GIOVANNI MISTO-CIVICI E INNOVATORI PER L’ITALIA
Resoconto RIZZETTO WALTER FRATELLI D’ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE
Resoconto TABACCI BRUNO DEMOCRAZIA SOLIDALE – CENTRO DEMOCRATICO
Resoconto ZANETTI ENRICO SCELTA CIVICA-ALA PER LA COSTITUENTE LIBERALE E POPOLARE-MAIE
Resoconto PAGLIA GIOVANNI SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ – POSSIBILE
Resoconto BUSIN FILIPPO LEGA NORD E AUTONOMIE – LEGA DEI POPOLI – NOI CON SALVINI
Resoconto TANCREDI PAOLO ALTERNATIVA POPOLARE-CENTRISTI PER L’EUROPA-NCD
Resoconto ALBINI TEA ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA
Resoconto PALESE ROCCO FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
Resoconto PESCO DANIELE MOVIMENTO 5 STELLE
Resoconto SANGA GIOVANNI PARTITO DEMOCRATICO
 
PARERE GOVERNO 17/10/2017
Resoconto BARETTA PIER PAOLO SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE

Fasi iter:

DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 17/10/2017

DISCUSSIONE IL 17/10/2017

ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 17/10/2017

ACCOLTO IL 17/10/2017

PARERE GOVERNO IL 17/10/2017

APPROVATO IL 17/10/2017

CONCLUSO IL 17/10/2017

Atto Camera

Mozione 1-01731

presentato da

FREGOLENT Silvia

testo di

Martedì 17 ottobre 2017, seduta n. 872

La Camera,

premesso che:

la Banca d’Italia, banca centrale della Repubblica italiana, parte integrante del Sistema Europeo di Banche Centrali, è un istituto di diritto pubblico, regolato da norme nazionali ed europee, indipendente nell’esercizio dei suoi poteri e nella gestione delle sue finanze;

le principali funzioni della Banca d’Italia sono dirette ad assicurare la stabilità monetaria e finanziaria, anche attraverso il concorso alle decisioni della politica monetaria unica nell’area dell’euro e lo svolgimento dei compiti propri di una banca centrale componente dell’Eurosistema per garantire la sana e prudente gestione degli intermediari;

inoltre, a seguito dell’istituzione dell’Unione bancaria tra i Paesi dell’eurozona, la Banca d’Italia ha assunto dal novembre 2014 la funzione di autorità nazionale competente nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico (MVU o Single Supervisory Mechanism, SSM) e dal 2016 di Autorità nazionale di risoluzione delle crisi nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico (MRU o Single Resolution Mechanism, SRM), funzioni estremamente complesse da esercitare in un ambiente caratterizzato da difficoltà crescenti e cambiamenti profondi e che richiedono un’azione efficiente, responsabile e imparziale;

la nomina dell’attuale Governatore risale al novembre del 2011 ed è, pertanto, imminente l’obbligo di procedere al rinnovo della carica che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia;

si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate – sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d’inchiesta all’uopo istituita – avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie;

rilevato che le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il Governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull’intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali,

impegna il Governo

1) ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio, individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d’Italia negli anni più recenti.
(1-01731) «Fregolent, Pelillo, Cinzia Maria Fontana, Tancredi».

 

Istat: ripresa consistente

Affermare che l’Italia sta procedendo verso una ripresa sempre piu’ consistente e’ una semplice verita’. Nonostante ancora in molti si affannino a negarlo. Il dato sulla produzione industriale fornito oggi dall’Istat e’ un’ulteriore conferma. Con la fiducia degli italiani andremo avanti sulla strada delle riforme che ci hanno portato a questi risultati, perche’ sappiamo bene che c’e’ ancora molto da fare, ma la nostra determinazione e la nostra volonta’ non mancheranno

Università: nuovi interventi per dare competitività a settore pubblico

“Sono necessari interventi per rendere il sistema universitario pubblico maggiormente competitivo, per contrastare la riduzione di iscritti e laureati e per valorizzare la ricerca e l’attività dei docenti”: è quanto dichiarano in una nota i parlamentari del Pd, tra cui i deputati Silvia Fregolent, Paola Bragantini, Andrea Giorgis ed Anna Rossomando, a seguito dell’incontro che si è svolto oggi, lunedì 18 settembre, presso il Politecnico di Torino, con i professori impegnati nella mobilitazione di protesta e con gli studenti radunati in assemblea.

“Quello di oggi è stato un momento di confronto ampio e costruttivo. Porteremo le istanze raccolte alla Ministra del Miur Valeria Fedeli – continua la nota –. L’Università deve essere un luogo vitale, di formazione e di diritto allo studio, capace al tempo stesso di produrre ricerca. Occorrono maggiori incentivi e sgravi per incoraggiare l’iscrizione degli studenti ed un provvedimento che sblocchi gli scatti stipendiali dei docenti, unico comparto della pubblica amministrazione a non essere stato adeguato dal 2015. Vanno inoltre garantite agli atenei procedure amministrative più semplici e non completamente centralizzate soprattutto per l’acquisto di strumenti e macchinari  E’ altrettanto necessario contrastare il precariato ancora troppo diffuso tra i professori universitari ed investire maggiormente nella ricerca: è soprattutto con queste misure – conclude la nota – che l’Italia può prevenire la fuga di cervelli”.

Sport: ora è davvero per tutti

Grande giornata oggi per lo sport con la discussione in Aula sulla proposta di legge che riguarda il CONI. Stanno cambiando le cose: cadono realmente le prime barriere culturali, non come chiacchiere portate via dal vento, per lo sport e la disabilità. Vengono garantite pari opportunità: lo sport ora è veramente per tutti ed è per questo che cogliamo l’occasione per ringraziare il governo nelle figure del ministro Lotti e della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che hanno capito che sostenere gli atleti, ‘tutti’ allo stesso modo, e’ presupposto di civiltà

Biologico: legge fondamentale per un settore in costante crescita

“La crescita del biologico promuove l’intero sistema agricolo nazionale e aiuta a salvaguardare la qualità dell’ambiente”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, presidente dell’associazione parlamentare “Amici del Bio” composta da 46, fra deputati e senatori in carica, sulla proposta di legge per la regolamentazione del settore approvata a Montecitorio.

“Con questo provvedimento l’agricoltura biologica è stata riconosciuta attività di interesse nazionale mentre norme apposite riguardano i distretti biologici, l’organizzazione della produzione e del mercato, gli strumenti finanziari per la ricerca e per la realizzazione di campagne di informazione. Si tratta di disposizioni innovative che interessano 60.000 aziende agricole, oltre 8.000 imprese di trasformazione e 250.000 addetti in un comparto che dal 2010 ad oggi ha ottenuto una crescita media di mercato dell’11 per cento”.

“Un particolare ringraziamento – conclude Sivia Fregolent – va al primo firmatario del provvedimento Massimo Fiorio ed al relatore Alessandra Terrosi: due deputati che fanno parte della nostra associazione parlamentare”.

Record di lotta all’evasione

La miglior risposta alle critiche faziose che abbiamo sentito in questi mesi sono i fatti, e il dato che nel 2016 abbiamo avuto il record di 19 miliardi recuperati nella lotta all’evasione è un fatto storico. Governo e Partito democratico sono impegnati in una vera e propria rivoluzione del rapporto tra Stato e contribuente, basata sulla semplicità, la trasparenza, l’impegno ad una continua riduzione dell’imposizione fiscale e a perseguire con determinazione gli evasori. Questi dati ci danno ragione e confidiamo in risultati sempre migliori

Il semestre nero della Giunta Appendino

A Torino manca un governo capace di promuovere crescita sociale, sviluppo economico e qualità della vita. La Giunta Appendino ha vissuto fino ad oggi di rendita grazie alla programmazione ed alle scelte lungimiranti delle amministrazioni precedenti ed alla professionalità di una ‘macchina’ comunale impeccabile ed efficiente.

Non a caso la stampa nazionale, che all’inizio aveva indicato Chiara Appendino come il sindaco più amato del paese, ha parlato apertamente di ‘semestre nero’ della Giunta a 5 Stelle. Abbiamo realizzato un dossier con tutti i passi falsi commessi dalla sindaca, per focalizzare l’attenzione su una serie di scelte inopportune, sbagliate e penalizzanti per i cittadini di Torino.

La Giunta Appendino sta svendendo il patrimonio pubblico: acqua, immobili di pregio e concessioni edilizie per nuovi supermercati sono stati utilizzati come bancomat per fare cassa. Inoltre: tagliati i finanziamenti, licenziati i dipendenti e ridotti i servizi ai cittadini. Solo per citare alcuni casi, c’è il mancato finanziamento di 5,4 milioni di euro al Consorzio per il Sistema informativo del Piemonte (Csi), la mancata assunzione di personale al Gruppo torinese trasporti (Gtt), il caos del ‘panino libero’ che ha portato una riduzione di introiti di 3 milioni di euro ed il rischio di esuberi per le società appaltatrici del servizio mensa, la decisione di pagare con i voucher i giovani collaboratori di alcuni uffici comunali.

La nuova amministrazione si è poi contraddistinta per un ‘governo del no’: no ideologico alla Tav, no alla Metro 2, no al sottopasso di Corso Grosseto e stop al Polo tecnologico e scientifico. Tutte opere che rischiano di far perdere milioni di euro alla comunità e che sono indispensabili per riqualificale la città e promuovere una mobilità alternativa efficiente.

Torino in questi mesi ha dovuto rinunciare a molti grandi eventi che avevano garantito prestigio internazionale, migliaia di presenze e milioni di euro di introiti: dal Salone del Libro, alla mostra di Manet; da Cioccolatò al flop totale di Natale coi Fiocchi.

Purtroppo l’elenco non finisce qui  le periferie sono state completamente abbandonate a se stesse: la giunta ha tagliato del 25 per cento le risorse a disposizione delle circoscrizioni; cresce il degrado sociale: dalle Palazzine Ex Moi ancora in attesa del censimento ai campi rom illegali. Del resto le uniche risorse per la riqualificazione delle periferie, pari a 18 milioni, sono state stanziate dal governo nazionale.

Qui puoi scaricare la presentazione

I pendolari non sono un bancomat

I pendolari non sono un bancomat da spremere ma un’utenza fidelizzata che deve essere tutelata. Sui rincari decisi da Trenitalia per gli abbonamenti della tratta ad alta velocità Torino – Milano ho presentato oggi una interrogazione ai Ministri Delrio e Padoan. E’ inammissibile che in poco più di un anno e mezzo, dal giugno 2015 ad oggi, gli abbonamenti siano passati da 295 a 459 euro. L’aumento incontrollato dei prezzi non sono è stato però seguito da una maggiore attenzione nei confronto dei diritti dei passeggeri dal momento che la stessa Autorità di Regolamentazione dei Trasporti ha dovuto approvare un documento con misure minime di garanzia verso i pendolari sottoposti al ‘libero mercato’. Sicuramente l’Autorità non può imporre lo stop agli aumenti ma lo Stato, che detiene il 100 per cento del Gruppo Ferrovie e quindi di Trenitalia, deve intervenire per risolvere la situazione