All’Ex Moi mancano all’appello centinaia di clandestini, flop costato milioni di euro

Dal 2017 ad oggi, stando alle cifre riportate dai media, sono state evacuate dalla Palazzine Ex Moi poco più di 650 persone a fronte delle oltre mille che occupavano abusivamente gli edifici. Per una spesa complessiva quantificabile, tra risorse stanziate dalla Stato e dalla Fondazione San Paolo, di 7 milioni di euro. E’ evidente che oltre 350 individui, probabilmente clandestini e non regolarizzabili, siano oggi irrintracciabili e la cui condizione disperata potrebbe rappresentare un rischio per loro stessi e per l’ordine pubblico. E’ questo il modello di sicurezza che Salvini ed Appendino vorrebbero spacciare per vincente? E con costi così esorbitanti pari ad oltre 10.000 euro per ogni persona evacuata?

Nessuna misura contro commercio illegale

E’ inammissibile che il Comune di Torino tartassi e scoraggi i commercianti regolari ma permetta agli ambulanti irregolari di vendere nell’illegalità e nel degrado. La vicenda del mancato spostamento del Suk, che dura ormai da 6 mesi nonostante una apposita delibera comunale e sulla quale ho presentato da tempo una interrogazione al Ministro dell’Interno ancora senza risposta, è la prova inconfutabile che il sindaco Appendino ed il Ministro dell’Interno intervengano soltanto quando c’è da fare una passerella per i media (come per lo sgombero flop delle Palazzine Ex Moi) ma non si degnino di far rispettare la legge quando non sono presenti le telecamere.

Salvini chiede di arrestare i violenti, ma è lui il Ministro dell’Interno

Sono mesi che chiediamo al Ministro dell’interno, anche con apposite interrogazioni parlamentari, di garantire l’ordine pubblico o e la sicurezza della Val di Susa e dei cantieri della Torino – Lione. Di fonte all’ennesimo atto di terrorismo e violenza verso le Forze dell’ordine Salvini ha addirittura avuto il coraggio di chiedere agli altri partiti prese di posizione contro questi teppisti, proprio lui che fino ad oggi non è mai intervenuto per non indispettire i suoi alleati di governo!!!

Vicende Graziosi e Pasquaretta colpa dell’incapacità e dell’arroganza dell’Appendino

Le vicende dell’ex Portavoce del sindaco Pasquaretta e del Sovrintendente del Teatro Regio Graziosi, contestato anche oggi alla presentazione della prossima stagione musicale, pur nella loro differenze hanno un evidente comune denominatore: sono entrambi il risultato della gestione di potere perseguita in questi anni da Chiara Appendino e dal M5S. Una gestione arrogante, unilaterale e controproducente che ha gettato fango su due eccellenze riconosciute del nostro territorio come il Salone del Libro ed il Teatro Regio

Ius Soli: Salvini sciacallo sul futuro dei bambini

Poco prima di registrare la puntata del Maurizio Costanzo show in cui concedeva la cittadinanza a Rami proprio in tv, Salvini dichiarava testualmente ‘l’incontro al Viminale con Rami ci sarà, ma a telecamere spente perchè di fare Carramba che sorpresa o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni non mi interessa’. Nei giorni precedenti aveva addirittura invitato Rami a farsi eleggere ma poi – forse visto qualche sondaggio – ha detto di considerarlo un figlio. La verità è che Salvini strumentalizza tutto per qualche like. Il Ministro dell’Interno pur di avere visibilità e consenso facile è disposto a persino sciacallare sulla vicenda, sul futuro e sui sogni di un bambino.

Salvini condanna l’Italia all’arretratezza

Salvini rinuncia a trovare una soluzione che sblocchi la Tav e scappa da Roma per proseguire il tour della sua perenne campagna elettorale. La Lega, la cui classe dirigente è così appiattita sul suo capitano da rendere obbligata la presenza del Ministro dell’Interno anche per le elezioni condominiali, condanna l’Italia all’arretratezza e cede su tutta la linea al M5S ed al suo abbraccio mortale.

Caso Pasquaretta: Salvini verifichi se Appendino possa ancora amministrare la città

Chiara Appendino ha perso ogni contatto con la cittadinanza e non è più in grado di assicurare una pur minima gestione politica ed amministrativa di Torino. La vicenda Pasquaretta, che ha già convolto alcuni suoi assessori, il suo capogruppo, il suo ex capo di gabinetto, la sua referente nel governo la sottosegretaria Laura Castelli (che è addirittura scappata per non incontrare i giornalisti), ha ormai raggiunto una dimensione nazionale ed ha fatto emergere una fitta trama, tutta interna al M5S, di accordi segreti, giochi di potere e spartizioni di incarichi pubblici. Le indagini della Magistratura gettano ombre e dubbi su un sindaco che ha fatto dell’onestà e della trasparenza il suo unico baluardo e che ora, visti anche gli ultimi gravissimi scontri ed episodi di ordine pubblico, sembra chiuso in se stesso, inerme ed incapace di guidare la città e garantire alla popolazione sicurezza e servizi. Per questi motivi abbiamo presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno affinchè, anche attraverso il Prefetto, verifichi in tempi brevissimi se sussistano ancora i presupposti, previsti dal nostro ordinamento, in base ai quali l’attuale governo comunale possa e sia in grado di continuare ad amministrare Torino

Inchiesta “Mole Gate” si ripercuoterà su Appendino e M5S

Le gravissime accuse a Luca Pasquaretta stanno facendo luce su un sistema di raccomandazioni e gestione ‘facile’ del potere e dei soldi pubblici che si sta allargando a dismisura. In pochi giorni i magistrati hanno già ascoltato Chiara Appendino, il suo ex capo di Gabinetto, il suo assessore al Bilancio, la sua capogruppo in Comune mentre sono già in programma altri interessanti interrogatori. Appare quindi poco plausibile che anche questa vicenda abbia solo un responsabile: scelto peraltro dalla sindaca in piena autonomia e che per anni è stato il suo fidato ed insostituibile braccio destro. Emerge ancora una volta, come nei casi precedenti degli assessori cacciati Stefania Giannuzzi e Federica Patti ma anche per il capo di Gabinetto Paolo Giordana, il cinismo di un sindaco che non esita mai a scaricare le proprie responsabilità sui suoi stretti collaboratori. Quello che si sta evidentemente tratteggiando a Palazzo Civico è un vero e proprio ‘Mole-Gate’, le cui palesi implicazioni politiche si ripercuoteranno questa volta anche su Chiara Appendino e sul M5S non solo a Torino ma in tutta Italia

Caso Pasquaretta: Appendino si dimetta o chiederemo intervento di Prefetto e Ministero

La vicenda di Chiara Appendino e del suo uomo di fiducia Luca Pasquaretta, accusato di estorsione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta, sta assumendo contorni oscuri e gravissimi. Le indiscrezioni trapelate dalle indagini descrivono un sistema di potere fatto di ricatti, soprusi, compromessi, richieste di denaro tutto interno alla pubblica amministrazione che parte dal Comune di Torino ma che si allargherebbe poi alla Regione Piemonte, al Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Sottosegretaria Castelli, a Palazzo Chigi con il vicepremier Di Maio ed al Parlamento Europeo con alcuni eurodeputati dei M5S riportati negli articoli di stampa. E’ in questo contesto che lo stesso Pasquaretta non si sarebbe presentato dai giudici avallando di fatto dubbi sulla ricostruzione che fornita dal sindaco su come avrebbe sponsorizzato il suo ex collaboratore. La situazione politica ed istituzionale di Chiara Appendino, soprattutto nei confronti dell’intero consiglio comunale e di tutti i cittadini, è oggi non più sostenibile in primo luogo dalla sua stessa maggioranza e irrimediabilmente compromessa. Se non rimetterà l’incarico chiederemo l’intervento del Prefetto e del Ministro dell’Interno

Giunta Appendino al capolinea

La giunta Appendino è arrivata al capolinea: con l’approvazione oggi della mozione in consiglio comunale di Torino, da parte del M5S, contro la Tav si è palesata una delle pagine più buie della città. Oggi non si sono scontrate due visioni sul futuro del territorio ma si è dato spazio, visibilità e dignità istituzionale ad un documento confusionario, approssimativo, dilettantesco e pieno di fake news, frutto dell’ideologia, dell’ignoranza e dell’incompetenza. E tutto questo nonostante gran parte della cittadinanza e della comunità locale, dai lavoratori agli imprenditori, si fosse apertamente schierata a favore della Torino – Lione. Con questi presupposti non ci sarà più nessuno che investirà su Torino, se un manipolo di dilettanti allo sbaraglio potrà disfare a proprio piacimento accordi già raggiunti, leggi già approvate e progetti già deliberati. Prima che sia troppo tardi la parola deve passare nuovamente agli elettori

Sospensione dei lavori della TAV: come voterà la Lega?

La mozione sulla sospensione dei lavori della Tav, presentata dal M5S di Torino e avallata dal sindaco è una scelta politica gravissima che potrebbe avere effetti devastanti per l’economia e l’occupazione di tutto il territorio. Se venisse infatti approvato un atto di indirizzo simile la città pagherebbe un prezzo altissimo in termini di fiducia e credibilità degli investitori e dell’opinione pubblica internazionale. Evidentemente la pressione dei numerosi procedimenti giudiziari sta togliendo lucidità al sindaco. Vedremo come si comporterà la Lega di fronte a questo spartiacque da cui dipende il futuro della città.

TAV: i numeri (quelli veri)

Il no ideologico del M5S alla Tav ed alle infrastrutture è assurdo ma è sicuramente una motivazione già utilizzata e conosciuta rispetto alle recenti dichiarazioni false ed imbarazzanti di esponenti del governo, come il Sottosegretario di Stato del Ministero per gli affari regionali Stefano Buffagni, che ha sottolineato che la Torino Lione è inutile perchè il nostro partner commerciale è la Germania, e il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che non ha capito la differenza tra tunnel del Brennero ed il Valico del Brennero.
Credo che l’onestà intellettuale dei cittadini e degli elettori di governo e maggioranza sia superiore a quella dimostrata dai loro eletti nelle istituzioni.
E’ per questo motivo che voglio ricordare come recenti studi hanno rimarcato come l’Alta Velocità Torino-Lione avrà un impatto totale da 9 miliardi di euro e 52.000 assunzioni nei prossimi 11 anni sul sistema paese.
Le proiezioni sulla realizzazione dell’opera parlano infatti di un valore aggiunto totale di 10,6 miliardi: 3,6 in termini diretti (cantiere), 3,7 in modo indiretto (imprese e fornitori che vengono attivati), 3,2 indotti (redditi, occupazione, fatturato). Non solo 52.000 assunzioni: sugli 11 anni saranno necessari 125.000 lavoratori a tempo pieno di cui il 73 per cento in settori diversi dalle costruzioni (agricoltura, industria, commercio, trasporti, turismo, servizi alle imprese, servizi)”.
La spesa di investimento effettivamente sostenuta dall’Italia tra il 2020 e il 2027 si somma ai circa 350 milioni di euro l’anno e genererà, in termini diretti, indiretti e indotti, un aumento del Pil nazionale annuo pari a 1,3 miliardi. Alla luce di tali dati, secondo il dossier, il margine creato dall’investimento sostenuto dall’Italia, pari alla differenza tra i due ultimi valori, è di 970 milioni di euro annui e potrebbe essere impegnato in altre opere pubbliche senza impatti sui conti pubblici.
Per quanto riguarda gli scambi commerciali è poi necessario avere presente che l’Italia ha una economia basata per oltre il 30 per cento sulle esportazioni: in Europa e nel mondo.
Se consideriamo il nostro continente gli scambi non sono soltanto verso la Germania (dove è destinato circa il 12 per cento del totale) ma anche verso Francia e Spagna e Portogallo (che insieme rappresentano quasi il 18 per cento del volume d’affari complessivo), tre nazioni che saranno collegate, assieme ad altre, con l’alta velocità ferroviaria.
E’ stato inoltre appurato che già oggi il gap infrastrutturale nel trasporto delle merci dell’Italia rispetto ai principali concorrenti europei, ci costa circa 70 miliardi di euro di export perduto.
La Tav è necessaria, sono i numeri (quelli veri) a certificarlo.

Il Governo fa scommessa al buio con i soldi degli italiani

Il ministro Tria ha chiarito che la manovra è scritta sull’acqua  Non ha fornito un elemento che possa suffragare i fantasiosi numeri di crescita e di possibile calo del debito. Tutto ha il sapore della scommessa. La speranza tiene il posto di una valutazione concreta di ciò che serve all’economia reale del paese.  Quando lo capiscono riconfermano  le misure dei governi del Pd altrimenti si va avanti per misure demagogiche, confuse  mance elettorali  che dilapidano i soldi. Si fa debito ma senza creare crescita e occupazione.  Sembra di  assistere ai riti propiziatori prima dell’ estrazione dei numeri  del lotto piuttosto che alla presentazione di dati con un fondamento di logica e professionalità. Quella del Governo è una scommessa al buio  fatta con i soldi degli italiani

Appendino scarica sue incapacità su altri

Arrivata a metà mandato la sindaca Appendino, per coprire la sua incapacità, continua a dare colpe alla giunta precedente. Semplicemente è patetico. D’altra parte anche la recente disfatta olimpica subita è la prova provata che sa solo scaricare le colpe sugli altri. La mancata partecipazione di Torino ai Giochi a chi la vuole imputare? Le diamo un indizio: fa pessimamente la sindaca di Torino”

Governo assente su crisi Hag, solidarietà ai dipendenti in sciopero

Il governo si attivi seriamente per evitare la chiusura dello stabilimento di caffè di Anzedeno (Torino) ed il licenziamento collettivo di tutti i 57 dipendenti. Evidentemente le norme del Decreto Dignità, i tweet e gli slogan del governo e della maggioranza non hanno impedito all’azienda Jde di annunciare lo spostamento di una industria storica del nostro territorio all’estero. Si tratta di uno stabilimento, tra l’altro, dove la produzione è a pieno regime e che non ha mai registrato segnali di crisi. Piena solidarietà va ai dipendenti che oggi stano manifestando per il ritiro della procedura di licenziamento ed il mantenimento dell’attività.

Buoni pasto: a Torino migliaia di imprese di ristorazione in crisi, ma dal governo nessuna risposta

Un milione di lavoratori senza buoni pasto, decine di migliaia di imprese di ristorazione da rimborsare e licenziamenti: sono questi i numeri drammatici della crisi di Qui!Group l’azienda in fallimento che fornisce i ticket di numerose pubbliche amministrazioni in cinque regioni. Si tratta di una situazione insostenibile su cui il governo non è ancora intervenuto e su cui è necessario prendere provvedimenti urgenti ed efficaci. Sul tema ho presentato un’interrogazione.
Il governo deve fornire rassicurazioni e certezze ai dipendenti pubblici ed alle aziende della filiera coinvolte che, in molti casi, si sono esposte ed indebitate per decine di migliaia di euro e rischiano seriamente di avere gravi ripercussioni sulla continuità produttiva e sui livelli occupazionali. Si tratta di un problema diffuso che solo a Torino coinvolge almeno duemila realtà imprenditoriali, spesso di piccole e medie dimensione, per importi che variano dai 20mila agli 80mila euro.
E’ altrettanto necessario controllare in maniera incisiva l’attività e la correttezza delle aziende distributrici di buoni pasto per prevenire e contrastare tempestivamente ogni elemento di crisi.

Il Governo non vede la realtà

Le cose non sembrano andar bene. Calo del Pil secondo le previsioni Ocse e netto aumento delle domande di disoccupazione a luglio. Anche oggi i dati ci offrono seri motivi di preoccupazione, dopo quelli dei giorni scorsi su industria ed export. Ma il governo sembra disinteressarsi della realta’ e continua a inseguire sogni, false promesse e a litigare sulla manovra

Olimpiadi 2026: stop candidatura colpa del governo, esulta solo il sindaco di Torino

Il governo ha fatto fallire la candidatura italiana per le Olimpiadi invernali del 2026 rinunciando ad una opportunità strategica per il prestigio ed il rilancio del nostro paese.
Sono stati Salvini e Di Maio a spingere, soltanto per fini propagandistici, per una candidatura a tre: per non scontentare quindi Lombardia e Veneto a guida leghista ed il Comune di Torino governato dal M5S. In queste settimane nessun esponente del governo ha cercato una mediazione efficace capace di creare sinergie ed obiettivi condivisi tra i territori interessati mentre è stato alimentato un clima campanilistico di scontro mediatico ed istituzionale.
L’Italia perde un’occasione di sviluppo occupazionale, economico, sociale ed infrastrutturale. L’unico soddisfatto di questo disastro sarà Chiara Appendino, il sindaco di Torino, che nonostante l’incapacità di gestire una candidatura così prestigiosa, è riuscita a salvare la sua poltrona visto che la maggioranza del M5S in consiglio comunale è da sempre contraria alle Olimpiadi ed ai grandi eventi.

Il governo cancella 91 progetti per la Città Metropolitana di Torino

Il governo giallo – verde ha tolto alla Città Metropolitana di Torino 40 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie. Un progetto che coinvolgeva 11 comuni con l’obiettivo di coniugare qualità della vita e sicurezza ai cittadini è stato cancellato. Ho depositato un ordine del giorno al Decreto Milleproroghe per il ripristino dei fondi già stanziati.
Le promesse del Presidente del Consiglio, rivolte all’Anci, per reintegrare i finanziamenti nel prossimo provvedimento utile non possono purtroppo rassicurarci. Come non ci rassicurano i ‘sospiri di sollievo’ del presidente della Città Metropolitana Chiara Appendino. Quello che sappiamo è che i cittadini non potranno beneficiare di 91 interventi strutturali che riguardavano l’arredo urbano, l’abbattimento di barriere architettoniche, la riqualificazione di aree e spazi pubblici degradati, la messa in sicurezza di edifici, la sistemazione di parchi urbani ed aree ricreative, la promozione della mobilità ciclabile.

Ripristinare i 40 milioni per riqualificare periferie di Torino

Chiediamo di ripristinare i quaranta milioni di euro che il Governo Renzi ha stanziato per la riqualificazione delle periferie della Città metropolitana di Torino e che sono stati bloccati dall’attuale maggioranza giallo-verde.
Chiedo pubblicamente anche al sindaco Chiara Appendino di attivarsi concretamente con i suoi referenti al governo affinché possano essere attuati tutti gli strumenti e le risorse utili per migliorare la qualità della vita dei numerosi residenti di Torino che sono stati fino ad oggi abbandonati dall’attuale amministrazione comunale, nonostante le promesse elettorali.