Olimpiadi: Torino ostaggio della lotta interna del M5S

Torino oggi è incapace di investire nel proprio futuro e ostaggio della disperata lotta interna del M5S. Il rischio di perdere le Olimpiadi invernali è l’ultimo disastro della giunta Appendino incapace di governare e dilaniata da anni per colpa dello scontro tra i ribelli della decrescita felice che si oppongono a tutto e le manie dittatoriali di Grillo e Casaleggio che pur di accreditarsi come forza di governo credibile rinnegano tutto e l’incontrario di tutto

Olimpiadi: M5S contro Grillo mentre Appendino tace

Il M5S fa saltare il numero legale del Consiglio comunale di Torino che doveva discutere sulla candidatura dei Giochi invernali del 2026. Il silenzio di Chiara Appendino sulle Olimpiadi è sconcertante: ancora una volta la sindaca dimostra di essere incapace di governare e rischia di perdere un’occasione irripetibile per la città di Torino. Saranno ancora una volta i cittadini a pagare il prezzo carissimo del cortocircuito innescato tra il ‘no’ della maggioranza del M5S in consiglio comunale contraria a ogni grande evento e il ‘si’ opportunistico e tardivo di Grillo.

Italiaonline: da governo e Regione Piemonte interventi efficaci per salvare la sede di Torino

La crisi di Italiaonline non può ricadere sui lavoratori, il Partito Democratico è già attivo su tutte le sedi competenti, sia in Parlamento che Regione Piemonte, per salvaguardare i livelli occupazionali della sede di Torino. Oggi abbiamo infatti incontrato con l’Ass. Gianna Pentenero e la Consigliera regionale Valentina Caputo i lavoratori in sciopero a seguito delle scelte del management dell’impresa che ha annunciato 248 esuberi e 240 trasferimenti per il solo polo torinese.La vicenda è drammatica. Italiaonline non ha inoltre chiarito su come siano stati selezionati gli esuberi e non ha mai accettato un confronto sulla sostenibilità del piano industriale.

Partite IVA: quanto abbiamo fatto, quanto faremo

Nel corso della Legislatura sono state approvate leggi per difendere i diritti e le tutele di questi lavoratori: è stata ridotta l’aliquota contributiva Inps di 8 punti, introdotte maggiori tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti; aumentato il tetto delle spese deducibili. E’ stato inoltre permesso alle partite Iva di poter accedere agli appalti pubblici ed ai finanziamenti europei; è stata erogata l’indennità di maternità anche alle professioniste autonome che continuano a lavorare ed è stato esteso l’ equo compenso nei rapporti con le banche, le compagnie di assicurazione e la Pubblica Amministrazione. Allo stesso tempo sono state arginate le ‘false’ partite Iva cercando di ricondurle alla disciplina del lavoro subordinato.
Nei prossimi anni continueremo a sostenere una categoria di professionisti che rappresenta una risorsa per il nostro paese: estenderemo la misura degli 80 euro anche alle partite Iva e agli autonomi fino ai 26.000 euro lordi; aboliremo l’anomalia tutta italiana della doppia tassazione sui contributi pagati dai professionisti; consentiremo ai lavoratori autonomi in difficoltà di poter accedere agli ammortizzatori sociali; incentiveremo la specializzazione e l’aggregazione professionale; vigileremo affinché le norme sull’equo compenso vengano rispettate; ridurremo ulteriormente il periodo di incasso delle fatture, anche attraverso l’abbattimento dei tempi della giustizia con l’estensione del rito del lavoro.

Scarica qui il volantino

Gli attacchi del M5S a Cerno sono penosi

I continui attacchi del Movimento 5 stelle a Tommaso Cerno e a Repubblica sono penosi e vergognosi, a maggior ragione dopo che il giornalista è stato oggetto di nuove minacce di morte sui social. Attaccano Cerno per essersi candidato con il Pd, come se non avesse il diritto di esprimere liberamente le proprie idee. E allora perché non si indignano anche per Paragone? Seguendo il loro ragionamento, allora dovremmo considerare La7 una rete pro M5s perché un suo conduttore di punta si è candidato con nelle liste M5s? E lo stesso dovrebbe valere per Italia 1, dopo la candidatura di Giarrusso, o per Skytg24, dopo la candidatura di Carelli, entrambi con M5s

Manovra: ok sperimentazione ‘social bond’ con fondo ad hoc

Partira’ anche in Italia la sperimentazione di una sorta di ‘social bond’, per sostenere studi di fattibilita’ e sviluppo di capacita’ delle pubbliche amministrazioni sulla base dei risultati conseguibili e con lo scopo di favorire e potenziare l’innovazione sociale secondo gli standard europei. Lo prevede un mio emendamento alla manovra riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Viene istituito un apposito ‘Fondo per l’innovazione sociale’ che avra’ a disposizione in tre anni 25 milioni di euro (5 nel 2018 e 10 l’anno nel 2019 e nel 2020).

Lavoratori dei musei licenziati dai tagli del M5S

I lavoratori di Torino iniziano purtroppo a pagare direttamente le politiche della giunta del M5S. I tagli alla cultura sono stati una scelta inequivocabile di Chiara Appendino che ha devastato una delle vocazioni più durature e significative della città: i licenziamenti annunciati dalla Fondazione Musei sono purtroppo la prima conseguenza di questi tagli. L’indignazione dell’assessore Leon è pari soltanto alla sua incompetenza ed alla sua inadeguatezza.

Riforme Pd fanno bene al Paese

I dati diffusi oggi dall’Istat e dal Centro Studi di Confindustria ci descrivono un Paese in cui si rafforza la crescita economica e si irrobustiscono tutti gli indicatori economici ed occupazionali. La produzione industriale, dice l’Istituto di statistica, con il rilevante traino dei beni strumentali e di quelli consumo, ad ottobre raggiunge quota +3,1% sull’anno. Non e’ il risultato del caso o della buona sorte, ma il traguardo raggiunto grazie alle politiche di sostegno al comparto industriale dei mille giorni del governo Renzi prima e dell’esecutivo Gentiloni poi. Positive sono anche le prospettive per l’Italia tracciate dal Csc per i prossimi anni: Pil e occupazione in crescita, tasso di disoccupazione ed indebitamento della Pubblica amministrazione in discesa, solo per fare alcuni esempi. Ora non bisogna mettere a rischio questo percorso virtuoso. Ma, anzi, oggi serve dare continuità alle scelte riformatrici, affinchè tutti settori della società, a cominciare dalle fasce più deboli, possano beneficiare della crescita economica del Paese. Il Partito democratico e’ al fianco delle cittadine e dei cittadini italiani per vincere questa sfida.

Cioccolatò: Appendino lascia, non raddoppia

L’annullamento per il secondo anno consecutivo di Cioccolatò è un fatto gravissimo non solo perché è l’ennesimo grande evento cancellato dal M5S in 18 mesi di amministrazione – dopo Manet, Prix Italia, Street Food around the world, il Festiva del Jazz solo per citarne alcuni -, ma perché umilia e denigra irreparabilmente la storica scuola torinese dei maestri pasticcieri avvantaggiando altre città con minore tradizione ma con maggiore programmazione. Se lo scorso anno, davanti ai continui fallimenti Appendino era sempre pronta a fornire improbabili scusanti, cosa farà adesso dopo aver promesso da tempo che nel 2017 ci saranno stati ben due appuntamenti di Cioccolatò? Chi farà dimettere questa volta per coprire la sua inadeguatezza e la sua incapacità.

I governi Pd con le riforme hanno diminuito le tasse

L’Ocse certifica che con i governi del Pd è diminuita la pressione fiscale. È l’ennesimo segnale del grande lavoro fatto in questi anni con i governi Renzi e Gentiloni. L’aspetto più rilevante è che la pressione fiscale sia calata, nonostante il Pd abbia trovato il PIL a -1,9%. Per ripianare i buchi, ancora una volta lasciati dai governi di Berlusconi, Bossi, Salvini, Brunetta e Tremonti, noi abbiamo agito sulle riforme addirittura diminuendo le tasse. Non è ancora abbastanza? Intanto le tasse calano e caleranno ancora grazie al fatto che abbiamo puntato sulla crescita. Anche questo significa aiutare il Paese.

Incendi: prevedere risorse nella Legge di Bilancio

“Il governo riconosca al più presto lo stato di emergenza chiesto dalla Regione Piemonte a causa degli incendi che stanno devastando il territorio in modo da attivare le misure di sostegno previste dalla legge”: è quanto chiede la vice presidente dei deputati Pd Silvia Fregolent, in una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, presentata oggi lunedì 30 ottobre.

“E’ inoltre necessario – continua Silvia Fregolent – inserire nel corso dell’iter parlamentare della Legge di Bilancio misure specifiche e risorse economiche per indennizzare i beni mobili ed immobili danneggiati e per promuovere il recupero degli ettari di foresta distrutti”.

Femminicidio: Calderoli patetico, stia zitto

Calderoli, quello del partito che usava simbologie abbastanza esplicite, in quanto a patetico machismo perde una bella occasione per stare zitto. Maria Elena Boschi e il PD hanno fatto molto su un tema cosi’ delicato. Piuttosto Calderoli spieghi come mai la legge sul femminicidio e’ ancora bloccata al Senato dal suo partito e dagli alleati di Fi. Calderoli si faccia un esame di coscienza e magari ci spieghi perche’ il suo partito aveva fatto approvare una pratica umiliante e dolorosa quale le dimissioni in bianco. Gli diamo un consiglio, stia zitto perche’ cercare visibilita’ sul dolore altrui e’ solo meschino

Museo Gam Torino: interrogazione a Franceschini sui danni alle opere d’arte

Comunicato stampa

“Dopo due settimane non sappiamo ancora niente di certo sull’incidente che ha danneggiato i locali ed alcune opere d’arte della Gam – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Per questo motivo ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni culturali”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, vice presidente dei deputati Pd.

“E’ assurdo che notizie che riguardano il patrimonio pubblico siano emerse solo attraverso indiscrezioni di stampa e senza nessuna comunicazione ufficiale sia da parte della Fondazione Torino Musei che dall’amministrazione comunale”: conclude Silvia Fregolent.

Sport: ora è davvero per tutti

Grande giornata oggi per lo sport con la discussione in Aula sulla proposta di legge che riguarda il CONI. Stanno cambiando le cose: cadono realmente le prime barriere culturali, non come chiacchiere portate via dal vento, per lo sport e la disabilità. Vengono garantite pari opportunità: lo sport ora è veramente per tutti ed è per questo che cogliamo l’occasione per ringraziare il governo nelle figure del ministro Lotti e della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che hanno capito che sostenere gli atleti, ‘tutti’ allo stesso modo, e’ presupposto di civiltà

Da governo risorse per Metro 2 e periferie mentre Appendino si occupa dei No-Tav

“Siamo sconcertati dal comportamento di un sindaco che dopo 15 mesi di fallimenti, promesse e demagogia ha addirittura il coraggio di rivendicare risultati che Torino ha ottenuto soltanto grazie al governo: mi riferisco ai finanziamenti per riqualificare le periferie, all’intervento del Ministro Delrio per realizzare la Metro 2 ed all’impegno del Ministro Minniti per la legalità, i campi rom e le palazzine ex-Moi per la cui evacuazione sono stati stanziati 1 milione e 500 mila euro. Fatti concreti che fanno emergere ancora una volta l’inconsistenza e l’incapacità dei grillini”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, vice presidente dei Deputati Pd.

“Degrado, incuria ed insicurezza stanno distruggendo l’immagine della città ma Chiara Appendino ed il M5S riescono soltanto a promettere di bloccare la Tav, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro, nuove infrastrutture e miliardi di euro delle opere di compensazione previste per il territorio”: conclude Silvia Fregolent.

Ddl banche: la mia dichiarazione di voto

Signor Presidente, Signori Ministri e Rappresentanti del Governo, Onorevoli colleghi

In queste settimane che ci hanno separato dall’approvazione del decreto banche venete abbiamo sentito tante parole , abbastanza scontate e da quando siamo qui che le sentiamo e quasi viene da dire che alle solite urla abbiamo fatto il callo. Ma visto che quelle urla vengono da chi ci accusava di aver fatto un decreto sulle banche popolari sbagliato, che quelle realtà erano sane erano legate al territorio non come le banche commerciali,ecco che si è svelato l’inganno e la collusione sistemica in chi lo diceva. Come la storia recente ha dimostrato quelle banche non erano sane e lo stanno dimostrando nei fatti. Quindi lasciamo le  urla ai buffoni e cerchiamo di rimettere in ordine la verità dei fatti.

Oggi mi rivolgo al Paese che rappresentiamo, parlando di responsabilizzazione nel significato profondo di “senso di responsabilità” riguardo alla vicenda sulla quale siamo chiamati a esprimere un voto, riguardo cioè alla vicenda delle “banche Venete”.

Procederò ordinatamente a una disamina per punti; disamina che di questo senso di responsabilità darà elementi tecnici e, in parte, politici, ricordando a noi tutti, e a quella parte dell’Aula che sembra non averne chiari i dettagli, l’iter che, concertando tutti gli attori, gli adempimenti, le ricadute economiche, i gravi rischi scongiurati e gli scenari futuri, ha coinvolto soggetti finanziari, analisti legali, risparmiatori e imprese. In una parola ha coinvolto persone. Ha coinvolto cittadini.

Oggi siamo qui a votare la conversione del Dl 99 approvato dal Consiglio dei Ministri del 25 giugno 2017 col quale sono state introdotte disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca e per garantire la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio. Corre l’obbligo ricordare che tale decisione segue la dichiarazione datata 23 giugno da parte della Banca Centrale Europea della condizione di dissesto delle due banche, condizione insussistente nel caso MPS: pertanto ogni parallelo risulta pretestuoso in quanto privo di onestà intellettuale. Così come insussistente è il parallelo con le 4 banche del centro Italia, per le quali si sono applicate norme europee. Ne’ mi spingo a fare considerazioni sul Banco Popular perché sono troppo diverse in ordine di grandezza e del mercato di riferimento.

Cosa è successo in quei due giorni? Il Single Resolution Board ha valutato le due banche non “sistemiche” cioè non abbastanza grandi da generare, in caso di fallimento, conseguenze significative sull’intero sistema bancario. Tale valutazione ha escluso la risoluzione in base alle regole del  BRRD e quindi al bail-in, lasciando la soluzione alla normativa italiana e al Testo Unico Bancario.

Il 24 giugno il Governo italiano notifica alla Commissione Europea le misure contenute nel decreto legge per le previste autorizzazioni. Le autorizzazioni arrivano puntualmente il giorno seguente, precisando che il soggetto acquirente, cioè Intesa Sanpaolo, è stato scelto con una procedura aperta, equa e trasparente.

Ora guardiamo i numeri. È stato detto che abbiamo regalato alle banche ed in particolare ad Intesa Sanpaolo 5,185 miliardi di euro dallo Stato. Nel dettaglio, e solo perché la verità resti agli atti, 3,5 miliardi di euro sono a copertura degli impatti sui coefficienti patrimoniali di Intesa Sanpaolo; 1,285 miliardi sono a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione conseguenti all’acquisizione: in altre parole misure a salvaguardia dei posti di lavoro nonché l’applicazione del fondo di solidarietà per l’uscita su base volontaria di circa 3.900 persone dal Gruppo Intesa Sanpaolo. I circa 400 milioni di euro rimanenti sono a garanzia di contenziosi già in essere con i relativi fondi accantonati. Solo qualora tali fondi non fossero sufficienti, la banca potrà attingere a quel tesoretto.

Appare quindi evidente che la colorita espressione “regalo” tanto cara alle opposizioni, in particolare al Presidente Brunetta e agli onorevoli pentastellati, altro non è che un contributo statale volto alla tutela della solidità del sistema bancario intero, che non avrebbe retto il fallimento delle banche venete, nonché del lavoro delle persone, dei cittadini. Voglio su questo punto sottolineare un aspetto: grazie a questo decreto, con questa operazione nessuna persona perderà il proprio posto di lavoro, nessuno verrà lasciato indietro. E per questo che voglio pubblicamente ringraziare il sottosegretario Baretta per aver detto in quest’aula che il tema lavoro sia stato il punto chiave nella ricerca di una soluzione , e che questo e’ stato uno dei punti di forza della proposta fatta da Intesa SanPaolo.

Ritorniamo ai numeri: come si arriva ai 17 miliardi a proposito dei quali si è dibattuto su tutti gli organi di informazione e ci si è ripetutamente interrogati in quest’Aula. Ci si arriva aggiungendo 12 miliardi corrispondenti al valore nominale di sofferenze, incagli e crediti ad alto rischio che complessivamente, ma solo potenzialmente, potrebbero pesare sulle casse dello Stato: saranno infatti sottoposti a un’operazione di recupero affidata alla SGA. Quindi soldi che sono recuperati, che non vanno a dedito. Pertanto quando l’onorevole Di Battista sostiene che questi soldi potevano essere usati per il reddito di cittadinanza dice due falsità: in primo luogo questi soldi, ammesso che si arrivi alla somma di 17 miliardi,  sono dati una volta sola, mentre si presume che il reddito di cittadinanza ammesso che costi 17 miliardi, non e’ dato una volta sola ma diventa sistemico quindi ogni anno si dovrebbe trovare tale somma. In secondo luogo parte della somma verrà recuperata mentre si spera che i soldi dati con il reddito di cittadinanza poi non vengano richiesti indietro.

 

Un ultimo numero che non possiamo non richiamare: l’intervento di Intesa Sanpaolo ha evitato che, in caso di fallimento delle due banche, lo Stato perdesse 10 miliardi di euro di garanzie sui titoli obbligazionari emessi in questi ultimi mesi dalle banche venete per gestire la mancanza di liquidità.

Signora Presidente, mi accingo a concludere con poche valutazioni politiche. Il Governo, la maggioranza e il Partito che qui rappresento si sono assunti la responsabilità, d’intesa con l’Unione Europea, di effettuare un intervento a favore del risparmio, delle imprese e dell’occupazione in quello che viene unanimemente considerato il territorio più dinamico d’Italia dal punto di vista imprenditoriale. Questo con l’obiettivo di restituire fiducia e sicurezza alle famiglie, alle persone e ai lavoratori e di scongiurare effetti negativi a cascata su tutta l’economia italiana.

Il fatto che al termine di una “procedura aperta, equa e trasparente” si sia arrivati ad affidare alla banca più solida del nostro sistema bancario il rilancio delle attività creditizie del Nordest garantisce il sostegno economico al tessuto sociale e imprenditoriale di quell’area. Allo Stato resta il compito di garantire la solidità del sistema risanandone la parte in sofferenza. Perché solo una divisione dei compiti così strutturata rende possibile la soluzione positiva di un sistema così complesso e  ricco di incognite.

Una scelta che demagogicamente è stata subito bollata come contraria all’interesse collettivo: onerosa per i cittadini e generosa con il sistema bancario. Ma facili formule inclini al populismo, proclami gridati con lo scopo di far presa sull’emotività piuttosto che condividere dei ragionamenti, devono lasciare il posto a dati, a riflessioni di ampio respiro, al senso del ruolo politico come lo abbiamo definito: senso della società e del suo futuro, fatto di lavoro e prospettiva. Anche perché chi  pronuncia quegli insulti come il movimento 5 stelle nella mia città, Torino, dopo aver fatto tutta la campagna elettorale contro le nomine eseguite alla Compagnia di San Paolo una volta al governo della città hanno drasticamente cambiato opinione .Le loro urla sono solo di facciata e non di sostanza. Al governo e alla sua maggioranza e’ toccato ancora una volta trovare soluzioni a problemi che  sono stati ereditati dal passato e dai governi del centrodestra,perché tutto si puo’ dire tranne che in Veneto governi il pd.. Ripercorrendo dal 1995 a 2010 abbiamo avuto come Presidente Galan e dal 2010 ad oggi Zaia. In questi ventanni si e’ parlato di modello Veneto e di voglia di indipendenza da Roma ecco sorprende come  il mondo imprenditoriale veneto, che pure aveva beneficiato e che aveva gestito in parte le banche venete, non si sia sentito in obbligo di intervenire direttamente quando era ancora il tempo per farlo. E’ toccato a questo parlamento trovare la soluzione. Insomma e’ toccato a Roma salvare il Veneto. Si spera di non sentire piu’ slogan su Roma ladrona almeno per un po’ di tempo.

Questi sono gli argomenti che portano il Partito Democratico a riconfermare con un voto favorevole la Fiducia al Governo Gentiloni

 

 

Con Appendino e M5S trasporto pubblico disastroso

Riduzione delle corse, aumenti dei ticket e degli abbonamenti,  licenziamenti, stop alle assunzioni, tagli nelle  manutenzioni, autobus pericolosi che si incendiano ripetutamente: è questa purtroppo la catastrofica situazione della Gtt, l’azienda pubblica di trasporti del Comune di Torino dopo tredici mesi di governo Appendino e del M5S. Quegli stessi signori che in campagna elettorale parlavano di mobilità come diritto fondamentale e condivisione delle scelte con i cittadini sono riusciti, in poco più di un anno, a smantellare e rendere inaffidabile un servizio che dovrebbe essere garantito quotidianamente a migliaia di cittadini

Appendino continua a pretendere risorse per coprire buchi di bilancio

“Il Governo ed il Partito Democratico in questi mesi hanno dimostrato un’attenzione concreta e continua nei confronti di Torino: i finanziamenti per la Città della Salute, per le periferie a per la Metropolitana ne sono la prova tangibile. La sindaca Appendino continua però a rivendicare risorse già in parte erogate e la cui differenza è ad oggi non ancora stata quantificata come hanno già ribadito le sentenze di Tar e Consiglio di Stato”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera sui 61 milioni di euro che il comune pretenderebbe dallo Stato con il passaggio dall’Ici a l’Imu ed alla Tasi durante i Governi Monti e Letta.

“Non vogliamo entrare nei dettagli rispetto all’apertura del Pd di Torino in consiglio comunale rispetto ai rapporti con la maggioranza, vogliamo però ribadire al M5S – continua Silvia Fregolent – che una opposizione costruttiva deve comunque rispettare le leggi e le sentenze degli organismi competenti. La sindaca deve capire che lamentarsi di tutto e di tutti, sempre e comunque, senza offrire nessuna idea di sviluppo della città sta portando la nostra comunità al disastro”.