Su Rosso un vergognoso rimpallo di responsabilità

Italia Viva ha nel suo DNA il garantismo, ma quello che sta accadendo nella vicenda dell’assessore Roberto Rosso è veramente vergognoso. Al di là della vicenda giudiziaria su cui aspettiamo gli sviluppi è sconcertante il rimpallo delle responsabilità sulla sua nomina in Regione Piemonte che ha francamente superato ogni limite. La gara sulle presunte responsabilità fra Fratelli d’Italia che scarica ogni addebito verso il Presidente Cirio e lo stesso governatore che accusa il partito di Giorgia Meloni, nel silenzio assordante della Lega é la testimonianza di un governo regionale completamente allo sbando e succube di veti incrociati

Tav: bene apertura cantieri, da Cirio solo parole

“La ripresa dei lavori della Torino – Lione dopo lo stop voluto dal precedente governo è una buona notizia per l’Italia e per il Piemonte. Occorre era monitorare l’iter dell’opera e ci auguriamo che il Ministro Paola De Micheli nomini al più presto il Commissario per la Tav dopo l’allontanamento di Foietta, cacciato da Lega e M5S nel 2018, il cui lavoro è potuto proseguire soltanto grazie alla Regione Piemonte guidata da Chiamparino che ha garantito risorse adeguate: un ottimo lavoro non condiviso però dall’attuale governatore Cirio che, succube di Salvini ed una volta vinte le elezioni, ha cacciato nuovamente Foietta senza garantire in questi mesi nessuna attività di presidio strategico e aggiornamento sugli sviluppi dell’adeguamento dell’asse ferroviario”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo di Italia Viva in Commissione Ambiente della Camera.

TAV: la marcia non diventi pretesto per azioni di violenza

“Chiediamo al Ministro dell’Interno ed al Prefetto di prestare la massima attenzione affinché la marcia No Tav di domenica prossima in Valsusa sia pacifica e non diventi il pretesto, come già purtroppo accaduto in precedenza, per provocare atti di violenza contro i cantieri. Il diritto a manifestare deve essere rispettato ma deve avvenire in un contesto pacifico e nella piena legalità”: è quanto dichiarano in un comunicato congiunto Silvia Fregolent, deputato di Italia Viva ed Osvaldo Napoli, deputato di Forza Italia sulla manifestazione in programma l’8 dicembre.

“La Tav è una opera ambientalmente sostenibile che porterà benefici economici ed occupazionali in tutto il Piemonte; stupisce per questo l’adesione della Fiom – Cgil alla marcia. Una sostegno incomprensibile alla luce soprattutto delle numerose crisi aziendali attualmente aperte nella regione

Ripristino di Casa Italia per coordinare ricostruzione

L’approvazione del Decreto sisma rappresenta un aiuto concreto per le popolazioni colpite dal terremoto. E’ ora necessario affiancare le norme di carattere urgente legate alla fase della ricostruzione con un piano organico di strumenti capace di sostenere e rivitalizzare il tessuto economico e sociale dei territori coinvolti. Il ripristino della struttura ‘Casa Italia’ presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per coordinare tutti gli interventi a sostegno dei territori colpiti da eventi calamitosi, voluto dal Governo Renzi ma sciaguratamente soppresso dal precedente esecutivo, è sicuramente un primo passo in questa direzione

Anche sui monopattini Appendino sbaglia ma non paga

Con le dimissioni del Comandante della Polizia Municipale di Torino, dopo Giordana, Montanari, Pasquaretta solo per citare alcuni nomi, si allunga ancora la lista delle persone che hanno dovuto lasciare l’incarico a causa della malafede e dell’incompetenza di Chiara Appendino. Anche sui monopattini il sindaco ha preteso di governare la città sui social, promettendo strabilianti sperimentazioni per la mobilità green, senza però definire regole chiare per l’utilizzo e con il suo assessore alla Mobilità che invitava addirittura i vigili a non far rispettare le leggi. Questo disastro ha sempre lo stesso nome ma ancora una volta sono i cittadini ed i suoi dipendenti a pagarne le conseguenze

Mahle: il governo intervenga, ma dov’era la Lega fino a oggi?

Presenterò una interrogazione in Parlamento chiedendo di garantire i livelli occupazionali degli stabilimenti Mahle di Saluzzo e La Loggia in Piemonte dove sono attualmente impiegati circa 450 lavoratori.
Il precedente governo e il Ministero dello Sviluppo economico, di cui facevano parte autorevoli esponenti della Lega, avevano dichiarato di seguire con attenzione la vicenda annunciando l’avvio di un tavolo di confronto con le parti, al fine di risolvere la problematica. Purtroppo, fino ad oggi nulla è stato fatto: chiediamo quindi al nuovo esecutivo di intervenire concretamente e rapidamente per sostenere i lavoratori e le loro famiglie.

Cavallerizza: Ministro Lamorgese faccia evacuare stabile, da Appendino lacrime di coccodrillo

Chiediamo al Ministro dell’Interno Lamorgese di evacuare immediatamente la Cavallerizza Reale di Torino.
E’ ormai chiaro a tutti, dopo l’ennesimo incendio dei giorni scorsi, che l’occupazione dello stabile rappresenta gravissimo problema di pubblica sicurezza ed un luogo di alta criminalità, come ha sottolineato lo stesso Questore, che non può essere ancora ignorato. Solo negli ultimi tre mesi sono si sono registrati dieci episodi di violenza e reati che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine. Non sono più sufficienti le buone intenzioni e le lacrime di coccodrillo della sindaca Appendino.
E’ incredibile e vergognoso che l’amministrazione comunale stia colpevolmente da anni distruggendo un bene patrimonio dell’Unesco divenuto oggi luogo di degrado e di illegalità

Italia Viva, risposta straordinaria, ma per l’ ufficialità aspettiamo la Leopolda

La risposta del Piemonte al nuovo partito è stata superiore ad ogni aspettativa: riceviamo quotidianamente richieste di adesione da parte di amministratori locali e cittadini. Italia Viva si costituirà ufficialmente soltanto alla ‘Leopolda’ in programma dal 18 al 20 ottobre a Firenze, quando verrà presentato il simbolo. Solo dopo quella data sarà possibile ufficializzare i gruppi consiliari locali. Siamo pronti a cambiare l’Italia: tra pochi giorni inizieremo una nuova avventura!

All’Ex Moi mancano all’appello centinaia di clandestini, flop costato milioni di euro

Dal 2017 ad oggi, stando alle cifre riportate dai media, sono state evacuate dalla Palazzine Ex Moi poco più di 650 persone a fronte delle oltre mille che occupavano abusivamente gli edifici. Per una spesa complessiva quantificabile, tra risorse stanziate dalla Stato e dalla Fondazione San Paolo, di 7 milioni di euro. E’ evidente che oltre 350 individui, probabilmente clandestini e non regolarizzabili, siano oggi irrintracciabili e la cui condizione disperata potrebbe rappresentare un rischio per loro stessi e per l’ordine pubblico. E’ questo il modello di sicurezza che Salvini ed Appendino vorrebbero spacciare per vincente? E con costi così esorbitanti pari ad oltre 10.000 euro per ogni persona evacuata?

Nessuna misura contro commercio illegale

E’ inammissibile che il Comune di Torino tartassi e scoraggi i commercianti regolari ma permetta agli ambulanti irregolari di vendere nell’illegalità e nel degrado. La vicenda del mancato spostamento del Suk, che dura ormai da 6 mesi nonostante una apposita delibera comunale e sulla quale ho presentato da tempo una interrogazione al Ministro dell’Interno ancora senza risposta, è la prova inconfutabile che il sindaco Appendino ed il Ministro dell’Interno intervengano soltanto quando c’è da fare una passerella per i media (come per lo sgombero flop delle Palazzine Ex Moi) ma non si degnino di far rispettare la legge quando non sono presenti le telecamere.

Salvini chiede di arrestare i violenti, ma è lui il Ministro dell’Interno

Sono mesi che chiediamo al Ministro dell’interno, anche con apposite interrogazioni parlamentari, di garantire l’ordine pubblico o e la sicurezza della Val di Susa e dei cantieri della Torino – Lione. Di fonte all’ennesimo atto di terrorismo e violenza verso le Forze dell’ordine Salvini ha addirittura avuto il coraggio di chiedere agli altri partiti prese di posizione contro questi teppisti, proprio lui che fino ad oggi non è mai intervenuto per non indispettire i suoi alleati di governo!!!

Vicende Graziosi e Pasquaretta colpa dell’incapacità e dell’arroganza dell’Appendino

Le vicende dell’ex Portavoce del sindaco Pasquaretta e del Sovrintendente del Teatro Regio Graziosi, contestato anche oggi alla presentazione della prossima stagione musicale, pur nella loro differenze hanno un evidente comune denominatore: sono entrambi il risultato della gestione di potere perseguita in questi anni da Chiara Appendino e dal M5S. Una gestione arrogante, unilaterale e controproducente che ha gettato fango su due eccellenze riconosciute del nostro territorio come il Salone del Libro ed il Teatro Regio

Ius Soli: Salvini sciacallo sul futuro dei bambini

Poco prima di registrare la puntata del Maurizio Costanzo show in cui concedeva la cittadinanza a Rami proprio in tv, Salvini dichiarava testualmente ‘l’incontro al Viminale con Rami ci sarà, ma a telecamere spente perchè di fare Carramba che sorpresa o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni non mi interessa’. Nei giorni precedenti aveva addirittura invitato Rami a farsi eleggere ma poi – forse visto qualche sondaggio – ha detto di considerarlo un figlio. La verità è che Salvini strumentalizza tutto per qualche like. Il Ministro dell’Interno pur di avere visibilità e consenso facile è disposto a persino sciacallare sulla vicenda, sul futuro e sui sogni di un bambino.

Salvini condanna l’Italia all’arretratezza

Salvini rinuncia a trovare una soluzione che sblocchi la Tav e scappa da Roma per proseguire il tour della sua perenne campagna elettorale. La Lega, la cui classe dirigente è così appiattita sul suo capitano da rendere obbligata la presenza del Ministro dell’Interno anche per le elezioni condominiali, condanna l’Italia all’arretratezza e cede su tutta la linea al M5S ed al suo abbraccio mortale.

Caso Pasquaretta: Salvini verifichi se Appendino possa ancora amministrare la città

Chiara Appendino ha perso ogni contatto con la cittadinanza e non è più in grado di assicurare una pur minima gestione politica ed amministrativa di Torino. La vicenda Pasquaretta, che ha già convolto alcuni suoi assessori, il suo capogruppo, il suo ex capo di gabinetto, la sua referente nel governo la sottosegretaria Laura Castelli (che è addirittura scappata per non incontrare i giornalisti), ha ormai raggiunto una dimensione nazionale ed ha fatto emergere una fitta trama, tutta interna al M5S, di accordi segreti, giochi di potere e spartizioni di incarichi pubblici. Le indagini della Magistratura gettano ombre e dubbi su un sindaco che ha fatto dell’onestà e della trasparenza il suo unico baluardo e che ora, visti anche gli ultimi gravissimi scontri ed episodi di ordine pubblico, sembra chiuso in se stesso, inerme ed incapace di guidare la città e garantire alla popolazione sicurezza e servizi. Per questi motivi abbiamo presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno affinchè, anche attraverso il Prefetto, verifichi in tempi brevissimi se sussistano ancora i presupposti, previsti dal nostro ordinamento, in base ai quali l’attuale governo comunale possa e sia in grado di continuare ad amministrare Torino

Inchiesta “Mole Gate” si ripercuoterà su Appendino e M5S

Le gravissime accuse a Luca Pasquaretta stanno facendo luce su un sistema di raccomandazioni e gestione ‘facile’ del potere e dei soldi pubblici che si sta allargando a dismisura. In pochi giorni i magistrati hanno già ascoltato Chiara Appendino, il suo ex capo di Gabinetto, il suo assessore al Bilancio, la sua capogruppo in Comune mentre sono già in programma altri interessanti interrogatori. Appare quindi poco plausibile che anche questa vicenda abbia solo un responsabile: scelto peraltro dalla sindaca in piena autonomia e che per anni è stato il suo fidato ed insostituibile braccio destro. Emerge ancora una volta, come nei casi precedenti degli assessori cacciati Stefania Giannuzzi e Federica Patti ma anche per il capo di Gabinetto Paolo Giordana, il cinismo di un sindaco che non esita mai a scaricare le proprie responsabilità sui suoi stretti collaboratori. Quello che si sta evidentemente tratteggiando a Palazzo Civico è un vero e proprio ‘Mole-Gate’, le cui palesi implicazioni politiche si ripercuoteranno questa volta anche su Chiara Appendino e sul M5S non solo a Torino ma in tutta Italia

Caso Pasquaretta: Appendino si dimetta o chiederemo intervento di Prefetto e Ministero

La vicenda di Chiara Appendino e del suo uomo di fiducia Luca Pasquaretta, accusato di estorsione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta, sta assumendo contorni oscuri e gravissimi. Le indiscrezioni trapelate dalle indagini descrivono un sistema di potere fatto di ricatti, soprusi, compromessi, richieste di denaro tutto interno alla pubblica amministrazione che parte dal Comune di Torino ma che si allargherebbe poi alla Regione Piemonte, al Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Sottosegretaria Castelli, a Palazzo Chigi con il vicepremier Di Maio ed al Parlamento Europeo con alcuni eurodeputati dei M5S riportati negli articoli di stampa. E’ in questo contesto che lo stesso Pasquaretta non si sarebbe presentato dai giudici avallando di fatto dubbi sulla ricostruzione che fornita dal sindaco su come avrebbe sponsorizzato il suo ex collaboratore. La situazione politica ed istituzionale di Chiara Appendino, soprattutto nei confronti dell’intero consiglio comunale e di tutti i cittadini, è oggi non più sostenibile in primo luogo dalla sua stessa maggioranza e irrimediabilmente compromessa. Se non rimetterà l’incarico chiederemo l’intervento del Prefetto e del Ministro dell’Interno

Giunta Appendino al capolinea

La giunta Appendino è arrivata al capolinea: con l’approvazione oggi della mozione in consiglio comunale di Torino, da parte del M5S, contro la Tav si è palesata una delle pagine più buie della città. Oggi non si sono scontrate due visioni sul futuro del territorio ma si è dato spazio, visibilità e dignità istituzionale ad un documento confusionario, approssimativo, dilettantesco e pieno di fake news, frutto dell’ideologia, dell’ignoranza e dell’incompetenza. E tutto questo nonostante gran parte della cittadinanza e della comunità locale, dai lavoratori agli imprenditori, si fosse apertamente schierata a favore della Torino – Lione. Con questi presupposti non ci sarà più nessuno che investirà su Torino, se un manipolo di dilettanti allo sbaraglio potrà disfare a proprio piacimento accordi già raggiunti, leggi già approvate e progetti già deliberati. Prima che sia troppo tardi la parola deve passare nuovamente agli elettori

Sospensione dei lavori della TAV: come voterà la Lega?

La mozione sulla sospensione dei lavori della Tav, presentata dal M5S di Torino e avallata dal sindaco è una scelta politica gravissima che potrebbe avere effetti devastanti per l’economia e l’occupazione di tutto il territorio. Se venisse infatti approvato un atto di indirizzo simile la città pagherebbe un prezzo altissimo in termini di fiducia e credibilità degli investitori e dell’opinione pubblica internazionale. Evidentemente la pressione dei numerosi procedimenti giudiziari sta togliendo lucidità al sindaco. Vedremo come si comporterà la Lega di fronte a questo spartiacque da cui dipende il futuro della città.

TAV: i numeri (quelli veri)

Il no ideologico del M5S alla Tav ed alle infrastrutture è assurdo ma è sicuramente una motivazione già utilizzata e conosciuta rispetto alle recenti dichiarazioni false ed imbarazzanti di esponenti del governo, come il Sottosegretario di Stato del Ministero per gli affari regionali Stefano Buffagni, che ha sottolineato che la Torino Lione è inutile perchè il nostro partner commerciale è la Germania, e il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che non ha capito la differenza tra tunnel del Brennero ed il Valico del Brennero.
Credo che l’onestà intellettuale dei cittadini e degli elettori di governo e maggioranza sia superiore a quella dimostrata dai loro eletti nelle istituzioni.
E’ per questo motivo che voglio ricordare come recenti studi hanno rimarcato come l’Alta Velocità Torino-Lione avrà un impatto totale da 9 miliardi di euro e 52.000 assunzioni nei prossimi 11 anni sul sistema paese.
Le proiezioni sulla realizzazione dell’opera parlano infatti di un valore aggiunto totale di 10,6 miliardi: 3,6 in termini diretti (cantiere), 3,7 in modo indiretto (imprese e fornitori che vengono attivati), 3,2 indotti (redditi, occupazione, fatturato). Non solo 52.000 assunzioni: sugli 11 anni saranno necessari 125.000 lavoratori a tempo pieno di cui il 73 per cento in settori diversi dalle costruzioni (agricoltura, industria, commercio, trasporti, turismo, servizi alle imprese, servizi)”.
La spesa di investimento effettivamente sostenuta dall’Italia tra il 2020 e il 2027 si somma ai circa 350 milioni di euro l’anno e genererà, in termini diretti, indiretti e indotti, un aumento del Pil nazionale annuo pari a 1,3 miliardi. Alla luce di tali dati, secondo il dossier, il margine creato dall’investimento sostenuto dall’Italia, pari alla differenza tra i due ultimi valori, è di 970 milioni di euro annui e potrebbe essere impegnato in altre opere pubbliche senza impatti sui conti pubblici.
Per quanto riguarda gli scambi commerciali è poi necessario avere presente che l’Italia ha una economia basata per oltre il 30 per cento sulle esportazioni: in Europa e nel mondo.
Se consideriamo il nostro continente gli scambi non sono soltanto verso la Germania (dove è destinato circa il 12 per cento del totale) ma anche verso Francia e Spagna e Portogallo (che insieme rappresentano quasi il 18 per cento del volume d’affari complessivo), tre nazioni che saranno collegate, assieme ad altre, con l’alta velocità ferroviaria.
E’ stato inoltre appurato che già oggi il gap infrastrutturale nel trasporto delle merci dell’Italia rispetto ai principali concorrenti europei, ci costa circa 70 miliardi di euro di export perduto.
La Tav è necessaria, sono i numeri (quelli veri) a certificarlo.