Lo psicodramma di Lega e M5S sulle banche

Si è consumato oggi in aula sull’approvazione del Decreto legge sulla banca Carige lo psicodramma collettivo del M5S e della Lega: quei partiti oggi al Governo ma che poco più di due anni fa, quando erano all’opposizione, hanno infangato il Pd per aver salvato alcune banche – quindi lavoratori, imprese, i risparmi degli italiani e l’intero sistema economico nazionale – dal fallimento.
Per salvare la banca Carige, come ha ammesso lo stesso Ministro Tria, il governo del cambiamento ha presentato un decreto legge fotocopia rispetto a quello emanato dal precedente governo Gentiloni. L’unica differenza sta oggi nella responsabilità delle opposizione e del Pd, che hanno approvato il decreto, mentre due anni fa l’attuale vicepremier Luigi di Maio, in una vera e propria trance agonistica, criticava l’allora governo per aver deciso di salvare le banche italiane. Proprio come l’altro esponente pentastellato della decrescita felice, quel Di Battista che fa il rivoluzionario girando le spiagge con i soldi di papa’ provenienti dai lavoratori pagati in nero, che promise solennemente che il M5S non avrebbe mai dato soldi alle banche private. Non dimentichiamoci però dell’altro compagno di avventura a Palazzo Chigi: la Lega che sulla crisi delle Banche Venete non disse e fece niente; memore forse di quando pochi anni prima fece addirittura fallire la banca Padana Credieuronord a causa di quello che i cronisti attenti dell’epoca definirono ironicamente “analfabetismo finanziario” ed allegra gestione. In quell’occasione gli azionisti della banca leghista si ritrovarono sul lastrico e niente è stato fatto per risarcire chi è stato ingannato.
 
Promettere cosa che non si può mantenere a chi perde i propri risparmi in investimenti sbagliati è infatti un atto vile e spregevole che prima o poi ti si ritorce contro: ma credo che se siano accorti anche Salvini e Di Maio dopo le dure contestazioni che i risparmiatori delusi dalle loro promesse hanno riservato loro nei giorni scorsi.
 
Vedere oggi i volti smarriti a Montecitorio dei deputati del M5S e della Lega vale comunque molto di più di qualsiasi ammissione di colpa.