Ex MOI: la mia interrogazione

Premesso che:

  • il 2 agosto le palazzine «ex Moi» di Torino situate in via Giordano Bruno e – realizzate nel 2006 in occasione delle Olimpiadi invernali, sono state lo scenario di una aggressione che ha causato feriti gravi;
  • le persone coinvolte nella rissa, secondo gli organi di stampa, sono da identificare in alcuni immigrati che hanno, ormai da tempo, occupato abusivamente le palazzine;
    gli edifici, gestiti da alcuni centri sociali, sono infatti stati occupati i da oltre un anno e mezzo: inizialmente da profughi con lo status riconosciuto di «rifugiati» provenienti dal Nord d’Africa e successivamente da numerose altre etnie di immigrati. Secondo alcune stime sarebbero oltre 400 le persone presenti attualmente nelle palazzine;
  • da quanto riportano gli organi di informazione «la gestione dell’ex Moi da parte di attivisti dei centri sociali torinesi non sembra più in grado di governare una situazione sempre più grave e delicata, anche sotto il profilo della tutela degli ospiti. Nei giorni scorsi c’è stato un altro accoltellamento e tra alcuni rifugiati ora cresce la paura di rientrare negli alloggi. La tensione nasce anche dalle divisioni etniche e di religione, con la componente islamica che ha assunto un ruolo dominante nel controllo delle strutture ed è in grado di decidere di chi può o non può entrare nel complesso. Sospetti anche su attività di spaccio di droga da parte di ex rifugiati, alcuni già arrestati o segnalati nel corso delle ultime operazioni di polizia e carabinieri»;
  • l’ultimo episodio, su cui stanno indagando le, forze dell’ordine e che segue un fatto similare accaduto nei giorni precedenti, sta quindi allarmando e creando gravi tensioni e preoccupazioni sia tra gli immigrati, sia tra la comunità torinese, soprattutto tra chi risiede nei zone limitrofe. Oltre ai gravi problemi di sicurezza ed ordine pubblico questa situazione rischia infatti di dequalificare e impedire il rilancio del tessuto sociale e produttivo di un quartiere edificato recentemente e realizzato con ingenti stanziamenti pubblici;
    in data 30 settembre 2013, rispondendo all’interrogazione a risposta scritta numero 4-00131 presentata dal deputato Paola Bragantini sempre relativa all’occupazione delle palazzine «ex Moi», il Ministero dell’interno aveva ventilato la possibilità, di concerto con le amministrazioni e le istituzioni locali, di una «nuova sistemazione per gli occupanti» oltre alla «necessità mettere urgentemente in sicurezza gli stabili del comprensorio che risultano tuttora inabitati, per prevenire il rischio di ulteriori occupazioni, anche da parte di soggetti provenienti da altre province»;
  • appare evidente che la il contesto sociale delle palazzine «ex Moi» risulta, dopo oltre 10 mesi, notevolmente aggravato e che le amministrazioni e le istituzioni locali non dispongono di risorse adeguate per normalizzare la situazione –:
    quali provvedimenti urgenti intenda assumere, coinvolgendo gli enti e le istituzioni locali, per risolvere la grave situazione di pericolo che interessa da anni le palazzine «ex Moi», assicurando al tempo stesso i diritti degli immigrati «rifugiati» con la sicurezza pubblica ed il contrasto al degrado sociale. (5-03431)

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