IMU: urgente chiarire su beni imbullonati

Comunicato Stampa

“Giungere rapidamente a un chiarimento sulla definizione di bene immobile riferito a macchinari e impianti ai fini dell’applicazione dell’Imu, restituendo certezza al diritto e soprattutto agli operatori economici che rischiano di pagare, ancora una volta, un prezzo altissimo alla burocrazia”. Lo chiedono i vicepresidenti del Gruppo Pd alla Camera Silvia Fregolent e Andrea Martella con un’interrogazione in Commissione ai ministri dell’Economia, delle Finanze e dello Sviluppo economico. 

“Con la vicenda dell’Imu sui cosiddetti beni ‘imbullonati’ – spiegano Martella e Fregolent – siamo in presenza di un’incomprensibile vicenda burocratica che rischia di danneggiare il sistema delle imprese nel momento in cui si intravedono importanti segnali di ripresa dell’economia. Come denunciato dalle organizzazioni imprenditoriali, la questione dell’assoggettamento all’Imu dei macchinari “imbullonati” a terra negli impianti industriali porterebbe a un incremento esponenziale delle rendite catastali e a un conseguente aggravio del livello di tassazione a carico delle imprese”. “A inizio anno – continuano Martella e Fregolent – la Cassazione ha dato ragione al fisco asserendo che ‘la smontabilità della macchina non è requisito indispensabile affinché un impianto sia considerato mobile, spiegando che va ai fini fiscali anche considerato l’apporto del macchinario in relazione alla valorizzazione dell’immobile. I macchinari verrebbero inoltre valutati sul prezzo di acquisto e non sul valore corrente il che comporta un incremento del valore della rendita su cui calcolare l’Imu”. “E’ assolutamente urgente che venga fatta chiarezza rispetto a quale impianto va considerato mobile e quale immobile, nonché su quali devono essere le caratteristiche che lo rendano assoggettabile a bene immobile, questo per dare certezza al diritto tributario e alle imprese”, concludono i vicepresidenti del Gruppo Pd alla Camera.

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