Sul Jobs Act, la legge di stabilità e l’IMU

Care amiche, cari amici,
quante volte ci siamo ripetuti che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro? E quante volte quel lavoro l’abbiamo visto maltrattato o negato? Da qui, da una riforma del lavoro, deve ripartire il nostro Paese. Noi ci abbiamo provato con il Jobs Act. Con il contratto a tempo indeterminato unico a tutele crescenti vogliamo combattere il precariato. Vogliamo dare alcune tutele ai lavoratori che non ne hanno mai avute. Se conoscete una precaria rimasta incinta, o un freelance che ha dovuto affrontare una malattia, sapete a cosa mi riferisco e quanto concrete e reali siano queste problematiche. Avevamo già stanziato 700 milioni: abbiamo aggiunto 2,2 miliardi per coprire queste tutele. Molte criticità che mi avevate segnalato sono state superate con 37 emendamenti, come quello sulla possibilità di reintegro nel caso di licenziamenti discriminatori, nulli e disciplinari. Oltre al Jobs Act è stata anche approvata la legge di stabilità, la quale ha tre punti principali: la riduzione del costo del lavoro, la conferma del bonus di 80 euro e la razionalizzazione delle spese. Potete approfondire il tema nello speciale dedicato dai Deputati PD.

Vorrei inoltre manifestare la mia soddisfazione per la decisione del governo di rinviare al 2015 il pagamento dell’Imu agricola rivedendone i criteri applicativi: è un segno di buon senso e di rispetto verso i diritti dei contribuenti. Con maggiore tempo a disposizione il governo avrà la possibilità di definire una tassazione equa che superi gli attuali parametri previsti dalla legge, salvaguardando al tempo stesso i bilanci e la programmazione dei comuni interessati.

Stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo fare ancora e di più: le vittorie di Bonaccini e Oliverio accompagnate dai dati sull’astensionismo sono la fotografia esatta di ciò. Da qualche giorno ho l’onore di essere vicepresidente del gruppo PD alla Camera:il mio impegno sarà nel recuperare le persone disilluse e dimostrargli con i fatti che insieme, tutti insieme, possiamo davvero cambiare l’Italia passo dopo passo.
Un abbraccio,

Silvia

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