Legge di stabilità: la dichiarazione di voto di Silvia Fregolent

Se si dovessero individuare gli aspetti rilevanti che costituiscono il profilo maggiormente qualificante del disegno di legge di stabilità per il 2015, così come approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre, bisognerebbe sottolineare due elementi: l’alleggerimento del carico fiscale sul lavoro e sui fattori produttivi.

Quella contenuta nel disegno di legge di stabilità è la più grande riduzione di tasse mai fatta da un Governo nella storia della Repubblica: una manovra da 36 miliardi di euro, che prevede una riduzione delle imposte di 18 miliardi per famiglie e imprese, con una particolare attenzione alla crescita e al contenimento dei costi. In particolare, viene resa strutturale e resa, quindi, definitiva la detrazione per i lavoratori dipendenti a basso reddito introdotta dal decreto-legge n. 66 del 2014 in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito a 26 mila euro, il cosiddetto «bonus 80 euro»; si rende integralmente deducibile dall’IRAP il costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato che eccede le vigenti deduzioni; viene introdotta una nuova disciplina del credito d’imposta per la ricerca; si prorogano le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica; è istituito per gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale un regime forfettario di determinazione del reddito da assoggettare ad un’unica imposta sostitutiva di quelle dovute con aliquota del 15 per cento. Per accedere al regime agevolato, che costituisce il regime naturale per chi possiede i requisiti, sono previste delle soglie di ricavi diverse, a seconda del tipo di attività. Tali soldi vanno da 15 mila euro per le attività professionali a 40 mila euro per il commercio. Il nuovo regime ha il vantaggio di ampliare la possibilità della platea dei fruitori rispetto agli attuali regimi fiscali di favore attualmente in vigore, tuttavia coloro che, al 31 dicembre 2014 si avvalgono dell’attuale regime dei minimi con aliquota al 5 per cento, possono continuare ad avvalersene per il periodo residuale al completamento del quinquennio agevolato e, comunque, fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

Si posticipano di un anno, riducendo altresì gli importi per 3 miliardi a decorrere dal 2015, gli effetti della clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di stabilità 2014, volta a diminuire le detrazioni e le agevolazioni fiscali, il cosiddetto tax expenditures, qualora la visione della spesa non realizzi i risparmi prospettati.
Si prevedono ulteriori misure per il recupero e il contrasto dell’evasione, quali l’incremento dell’ipotesi di inversione contabile ai fini IVA.
In particolare, è incrementato il numero delle ipotesi di applicazione del meccanismo di inversione contabile (reverse charge) a fini IVA, estendendo tale sistema anche ad ulteriori ambiti del settore edile e del settore energetico; si introduce il cosiddetto meccanismo di split payment, ovvero speciali modalità di versamento dell’imposta sul valore aggiunto, per le operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici che non risultano debitori d’imposta. Tale meccanismo prevede che al fornitore del bene o del servizio viene erogato il solo importo del corrispettivo pagato dalla PA, al netto dell’IVA indicata in fattura; l’imposta è quindi sottratta alla disponibilità dei fornitori e acquisita direttamente dall’Erario. Viene quindi prevista, a favore dei fornitori interessati dalle operazioni in esame, la possibilità di chiedere il rimborso dell’eccedenza detraibile.

Vengono, inoltre, introdotte disposizioni che modificano le modalità di gestione del rapporto tra fisco e contribuente, al fine di migliorarne la cooperazione ed aumentare l’adempimento spontaneo agli obblighi fiscali, in particolare per quanto riguarda le agevolazioni connesse all’istituto del ravvedimento operoso. In sostanza, si potrà accedere all’istituto del ravvedimento anche oltre i termini attualmente previsti dalle norme vigenti, così da semplificare e sgravare le posizioni tributarie di contribuenti che, pur avendo dichiarato correttamente le imposte, sono stati impossibilitati a pagare in tempo il dovuto. Si potrà, dunque, usufruire senza limiti di tempo dell’istituto del ravvedimento operoso, con una riduzione automatica delle sanzioni, che tanto sarà più vantaggiosa quanto più vicino il ravvedimento sarà al momento in cui sorge l’adempimento tributario.

Sono, inoltre, apportate sostanziali semplificazioni in materia di dichiarazione IVA, operanti a decorrere dalla dichiarazione dovuta per il 2015. Si riaprono i termini per la rivalutazione contabile di terreni agricoli ed edificabili e partecipazioni in società non quotate, introdotta in origine dalla legge finanziaria 2002 e successivamente prorogata nel tempo. È differito al 30 giugno 2015 il termine entro cui le società agenti della riscossione cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali dei comuni e delle società da essi partecipate. In attesa del riordino della disciplina dei giochi pubblici, prevista dalla delega di cui all’articolo 14 della legge n. 23 del 2014, sono previste, inoltre, disposizioni per disciplinare la situazione determinatasi nel corso degli ultimi anni in relazione ad alcune agenzie di scommesse collegate, tramite i cosiddetti «totem» (terminale da gioco collegato a Internet su siti esteri), a bookmakers e casinò off-shore, con sedi all’estero (sia in Paesi UE sia in paradisi fiscali), che, per effetto della normativa comunitaria e della giurisprudenza in materia di libera concorrenza e prestazioni di servizi, ritengono di poter esercitare attività di raccolta di gioco in Italia senza concessione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, e conseguentemente non versano alcuna imposta all’Erario.

In conseguenza delle osservazioni formulate dalla Commissione europea – come già più volte detto –, si è resa necessaria, in sede di esame in Commissione referente, l’approvazione di un emendamento governativo recante ulteriori misure volte al miglioramento dell’indebitamento netto di complessivi 4,5 miliardi, che risulta conseguentemente ora programmato per il 2015 al 2,6 per cento, contro il 2,9 per cento, inizialmente stabilito nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014. Nello specifico, per quanto attiene la valutazione di merito della componente fiscale di tale intervento governativo, si rileva: la soppressione dell’incremento di 3,3 miliardi nel 2015 del Fondo per la riduzione della pressione fiscale, con l’effetto di destinare tali risorse al miglioramento dei saldi di finanza pubblica; l’estensione del meccanismo di inversione contabile ai fini IVA anche agli acquisti effettuati dalla grande distribuzione (ipermercati, supermercati e discount alimentari), con l’effetto di maggiori entrate, stimate, in relazione al miglioramento della prevenzione delle frodi IVA, in circa 728 milioni annui.

Conseguentemente, data la necessità dell’assenso da parte degli organismi europei sul reverse charge, è incrementato, di pari importo, a scopo prudenziale, l’ammontare delle maggiori entrate derivanti da un aumento delle accise sui carburanti. In relazione al suddetto importo di maggiori entrate pari a 728 milioni, si riduce ulteriormente, della medesima cifra, la citata clausola di salvaguardia della spending review prevista a decorrere dal 2016, i cui importi passano dagli attuali 4 miliardi a circa 3,3 miliardi di euro.

Vedo al tavolo dei relatori molte delle persone che si sono rese protagoniste dei miglioramenti fatti in Commissione. In particolare, vorrei citarne alcuni: si prevede un’ulteriore riduzione fiscale per i lavoratori dipendenti, elevando a decorrere dal 1oluglio 2015 la quota non sottoposta a tassazione dei cosiddetti buoni pasto da 5,29 euro a 7 euro, nel caso in cui siano in formato elettronico; si dispone l’applicazione anche nell’anno 2015 delle norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali certificati e non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato; viene estesa l’integrale deducibilità del costo del lavoro per i lavoratori a tempo indeterminato ai produttori agricoli soggetti ad IRAP e alle società agricole per ogni lavoratore dipendente a tempo determinato; è prevista l’estensione della detrazione fiscale cosiddetta ecobonus nella misura del 65 per cento alle spese sostenute, dal 1o gennaio 2015, fino al 31 dicembre 2015, anche per quanto riguarda le schermature solari; e sempre ai fini della prevenzione delle frodi IVA è prevista l’estensione dell’applicazione del regime IVA dell’inversione contabile attualmente vigente per le cessioni di rottami anche alle cessioni di bancali di legno; e per quanto riguarda le misure per le famiglie volte ad incentivare la natalità, è previsto che l’assegno di 960 euro annui per ogni figlio nato o adottato dal 1o gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, sia corrisposto a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in condizione economica corrispondente a un valore indicato, per quanto riguarda il valore ISEE, non superiore ai 25 mila euro.

Per incentivare la diffusione della lettura vengono inclusi nella categoria dei libri, sottoposti ad aliquota del 4 per cento, anche quelli in formato elettronico, i cosiddetti e-book; viene inoltre chiarito che il meccanismo dello split payment a fini IVA non si applica ai compensi resi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito (cosiddette prestazioni professionali). Sempre in tema di applicazione del meccanismo dello split payment, ai fini IVA viene disposto il rimborso delle eccedenze IVA in via prioritaria per i fornitori della pubblica amministrazione. Inoltre, è stato individuato l’innalzamento da 6.700 a 7.500 euro, a decorrere dal 2015, della franchigia IRPEF operante per il reddito da lavoro dipendente prestato all’estero in zona di frontiera o in altri Paesi limitrofi. Viene sostituita la finalità per le quali sono utilizzate le informazioni comunicate all’Anagrafe tributaria da parte degli operatori finanziari obbligati.

Sto per concludere il tempo, e quindi dico soltanto alcune cose. Certamente ci sono anche qui dei temi che sono rimasti irrisolti, e che spero, signor Viceministro, che vengano affrontati e risolti al Senato. Sicuramente, per quanto riguarda i professionisti, i 15 mila euro di reddito effettivamente sono troppo bassi per il nuovo regime di minimi: per fortuna, raramente i professionisti, anche i giovani, sono a tale livello. Quindi bisognerebbe, per renderlo efficace, aumentare l’aliquota.

Bisogna ritornare alla diminuzione del carico fiscale sulle imprese, con la deduzione del costo del lavoro dell’imponibile IRAP, ed è auspicabile prevedere che la riduzione riguardi quei 3 milioni di imprese senza dipendenti, che prevedendo un innalzamento della franchigia IRAP si vedono neutralizzato l’incremento dell’aliquota dal 3,5 al 3,9, cosa che era stata già data loro nei mesi scorsi.

Sicuramente le risorse sono scarse, ma occorrerebbe fare e portare avanti quella spending review concludo, quella spending review che è già stata avviata dal Governo, che ha già previsto dei tagli ai Ministeri, agli enti locali, ma che aveva, nel Piano Cottarelli ma non solo nel Piano Cottarelli, anche in studi fatti dall’Unione delle province d’Italia gli scorsi anni, con tagli ad esempio delle sedi decentrate dello Stato come un possibile risparmio. Ecco, andare lì a trovare ulteriori risorse per migliorare già una manovra che è eccezionale, perché in questi ultimi anni di rigore non si era mai vista una manovra espansiva come questa.

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