Sospesa la prima rata IMU

imuOggi è stato approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici. (C. 1544-A). Ecco l’ intervento in aula dell’ On. Silvia Fregolent (video):

“Signor Presidente, signori del Governo, gentili colleghi e colleghe, siamo giunti alla fine dell’esame del decreto in oggetto e preannuncio il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico, che cercherò brevemente in seguito di argomentare. Il voto positivo dipende anche e soprattutto dal proficuo lavoro svolto nelle Commissioni bilancio e finanze dai colleghi del Partito Democratico, che qui approfitto per ringraziare.
Nel presente decreto ci sono aspetti che ci convincono molto e che cercherò brevemente di riassumere: il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, 500 milioni, e 600 milioni per risolvere il problema di un’ulteriore fascia dei cosiddetti esodati; il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione con un ulteriore stanziamento di 7 miliardi di euro, che si vanno a sommare a quelli attivati qualche mese fa con il decreto-legge n. 35 e che stanno avendo buoni effetti sul pagamento delle imprese da parte delle amministrazioni in ritardo nei pagamenti.
Anche per quel che concerne gli immobili ci sono alcuni aspetti che convincono molto il Partito Democratico: la nuova modalità di provvista per il sistema bancario italiano stabilita con questo decreto, affinché esso possa facilmente e a minor costo concedere mutui ipotecari per l’acquisto della casa. Questo sistema è basato su un’innovativa provvista a più basso costo, rispetto a quella del mercato, da parte di Cassa depositi e prestiti.
In Commissione abbiamo introdotto un’importante norma che indica che nella convenzione che Cassa depositi e prestiti dovrà stipulare con l’Associazione bancaria italiana siano presenti le garanzie affinché il minor costo di finanziamento per le banche sia trasmesso sui tassi di interesse a vantaggio dei mutuatari, quindi a vantaggio delle famiglie e dei soggetti che contraggono un mutuo. In più, 20 milioni di euro aggiuntivi vengono destinati ai fondi per l’acquisto della prima casa, 50 milioni di euro aggiuntivi ai fondi affitto e 20 milioni di euro aggiuntivi al nuovo fondo per il sostegno agli inquilini morosi incolpevoli.
Inoltre, il provvedimento dispone, su questo versante, la riduzione dell’IMU, imposta sostitutiva sui redditi da affitto nel canale cosiddetto canone concordato, che si chiama cedolare secca, dal 19 al 15 per cento e instaurando quindi un differenziale con l’altra sostitutiva e sugli affitti esclusi dal canone concordato, che resta del 21 per cento, un differenziale che tutti ritengono importante per incentivare il canale del canone concordato e calmierare così il mercato degli affitti.
Altrettanto degni di nota sono l’esenzione sugli immobili invenduti per favorire un mercato edile in caduta libera e il chiarimento relativo all’assimilazione alla prima casa per gli IACP e per le cooperative a proprietà indivisa per gli alloggi sociali.
In Commissione è stata risolta positivamente la questione dei fabbricati rurali esentando, anche per questa categoria, il pagamento della rata IMU.
Dopodiché rimane in generale la questione relativa alla sospensione della prima rata IMU sulle prime case. Con il voto di oggi si certificheranno due decisioni prese dal Governo: in primo luogo, l’abolizione della prima rata, ad eccezione per le case di pregio storico e artistico, ville e castelli; la seconda è quella di procedere, a partire dal 2014, alla sostituzione dell’imposta municipale, così come conosciuta con il decreto salva Italia nel dicembre 2011, con una nuova imposta comunale sui servizi (tassa sui servizi indivisibili), la quale, in base a quanto riferito dal Governo in Commissione, avrà come caratteristica quella di essere più bassa dell’IMU sulla prima casa, in quanto lo stesso Governo si impegna a dare nel 2014 un aumento di trasferimento ai comuni, in modo tale che l’aliquota di equilibrio di questa nuova imposta sia più bassa di quella di equilibrio della vecchia IMU per la prima casa.
La seconda, che sarà un’imposta complessiva basata in prevalenza sui valori patrimoniali degli immobili.
Mi preme qui sottolineare con chiarezza, e per dissipare possibili dubbi, che il Partito Democratico non è il partito delle tasse. Siamo ben contenti se possiamo alleggerire la pressione tributaria verso i cittadini e siamo ben consci del livello insopportabile raggiunto dalla stessa. Non mi metterò ad elencare i motivi per i quali la pressione fiscale in questo Paese è così elevata e perché vada ad incidere in prevalenza sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi onesti, perché ciò è stato già frutto delle dichiarazioni rese dai miei colleghi nei giorni scorsi.
Dopo di che occorre valutare, con estrema serietà, la situazione economica in cui versa il Paese e le sollecitazioni che, in sede di audizioni, sono pervenute da più parti e che ritenevano non opportuna una completa cancellazione della prima rata IMU. Lo diciamo anche in base ai continui richiami che ci vengono dalle forze produttive e dall’Unione europea, che continua a definire eccessiva ed elevata la tassazione sul lavoro e ci consiglia di trasferire la tassazione dal lavoro ai beni immobili.
Ovviamente dobbiamo denunciare in più sedi e in diverse occasioni che l’IMU, così come prevista nel decreto Calderoli e applicata con il decreto «salva Italia», avesse degli elementi di criticità, tra i quali la cogestione tra Stato ed enti locali, che ha creato numerose storture tra comuni e comuni e tra i cittadini della medesima città, soprattutto perché applicata senza quella riforma del catasto che sarebbe apparsa necessaria per rendere più giusta l’applicazione dell’imposta e che ha reso meno redditivo l’introito da parte degli enti locali rispetto alla vecchia ICI.
Pertanto, ben venga la cancellazione della prima rata IMU, ma quello che il Partito Democratico chiede al Governo con forza è che nella legge di stabilità ci sia un segnale forte per quel che riguarda la tassazione sul lavoro, oltre che alle riforme che servono ad alleggerire la macchina organizzativa e burocratica dello Stato, pesante fardello per le imprese. Per questo lavoreremo in questi giorni.
Soprattutto chiediamo che sia data certezza degli introiti spettanti agli enti locali: non si possono modificare in continuazione le normative che riguardano i tributi locali, pena la mancata erogazione dei servizi ai cittadini.
Concludo, signor Presidente, invocando, anche a nome del Partito Democratico, che al più presto venga affrontata con forza e chiarezza la questione relativa ai beni immobili strumentali delle imprese, perché l’IMU ha comportato un fardello non più sostenibile per le aziende.
Con queste raccomandazioni e per i motivi sopra richiamati, ribadisco il voto favorevole del Partito Democratico”.

3 commenti
  1. vincenzo basile
    vincenzo basile dice:

    Mi permetto osservare che a condizioni invariate, ovvero a meno di tagli da qualche parte, l’abolizione dell’IMU va in direzione contraria a quello che si dovrebbe fare.
    Se tassa co deve essere, IMU meglio che IVA meglio che IRPEF!
    O no?

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  2. tiziana
    tiziana dice:

    cara Silvia, sono orgogliosissima di te e del fatto che ci fai partecipare agli eventi e agli incontri a cui dai il tuo contributo, so bene che sei una donna molto intelligente e non ci deluderai nel corso della tua carriera politica, credo che il problema dell’IMU per le aziende sia il più gravoso e importante da affrontare, anche se si parla già di tasse che sostiuiranno l’imu e non ho ben capito come.
    Vorrei però sottolineare che secondo me la parte più seria da seguire sarebbe una rielaborazione dei dati a catasto perchè le rendite catastali delle case sarebbe un po’ da rivedere bene in base a posizione e mq. non vani come è adesso. questo sì che renderebbe giustizia.
    Buon lavoro
    Tiziana

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