Il PD che vorrei: Renzi alla guida di sogni e cambiamento

matteo renziQual è il  PD che vorrei?

Partiamo dall’inizio: il PD e’ nato come partito che doveva unire i vari riformismi e’ diventato invece il PD per cui le culture d’origine sono l’impedimento reciproco nel fare le cose.

Io vorrei un partito che dica parole chiare sulla tutela delle unioni omosessuali. Il partito che vorrei e’ un PD che faccia proposte coraggiose sull’argomento e non che non faccia proposte per evitare di scontentare qualcuno. Ognuno di noi ha una propria convinzione religiosa e culturale, ma questo non può condizionare scelte che sono volte alla felicità delle altre persone.

Il PD che vorrei e’ un pd che non parla solo di spread e problemi economici, che sono importanti altrimenti nessuno di noi avrebbe votato un governo con forze a noi antagoniste, ma è anche un partito che sa far sognare. Deve ridare fiducia e speranza cosa che da tempo non accade. Spesso si limita a discutere delle proprie beghe interne piuttosto che volare alto. Qui sono presenti in gran parte persone che hanno sostenuto Matteo Renzi alle primarie di dicembre ed altri no. Quello che trovo incredibile non e’ tanto, o non e’ solo, che non si sia sostenuto il candidato che tutti poi hanno dichiarato che sarebbe stato quello vincente, ma che si continui a non farlo oggi dopo il risultato elettorale del 24 e 25 febbraio.

Fuori dal PD non c’è molto, e soprattutto con tutti i suoi limiti questo partito e’ l’unico capace di poter fare delle cose se lo vuole. Il punto e’ fare diventare maggioranza questa voglia di cambiamento e di coraggio, e per questo occorre sostenere ciascuno di noi sostenga Matteo Renzi alla segreteria del partito. Lo so che e’ rischioso questa scelta da parte del Sindaco di Firenze: questo partito e’ nato ammazzando un segretario ed e’ finito con la fine dell’ultimo segretario, ma sono convinta che per la rinascita del partito ci voglia un vero scrollone.

2 commenti
  1. Lidia Ghezzo
    Lidia Ghezzo dice:

    Ormai è sempre più vicino il momento di Matteo. Anche se per Noi, lo era già alle Primarie. Ora, basta con intralci o freni. Buon lavoro.

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  2. Lorenzo Santinelli
    Lorenzo Santinelli dice:

    Che bello, dopo decenni di rozzo e strumentale antiberlusconismo, sentirvi ammettere con ingenuo candore d’esservi alleati consapevolmente con Berlusconi (“altrimenti nessuno di noi avrebbe votato un governo con forze a noi antagoniste”): i nodi vengono al pettine, finalmente!
    Tutto il resto – cambiamento, sogni, fiducia e speranza – son parole vuote, aria fritta, fumo negli occhi di chi ancora s’illude che nel partito comune degli affari ci sia ancora qualcosa che abbia a che fare con la storia della sinistra.

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